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Doveri dei figli verso i genitori

23 Agosto 2020
Doveri dei figli verso i genitori

Quali sono gli obblighi che i figli hanno nei confronti di mamma e papà?

Educare i figli è difficile. Nessuno ti insegna ad essere una brava mamma o un bravo papà, si può solo imparare dall’esperienza. Si sente spesso parlare di diritti dei figli: al mantenimento, all’educazione, all’istruzione, alla bigenitorialità, ad essere ascoltati, ecc. Ma quali sono, invece, i doveri dei figli verso i genitori? Andare a scuola, portare rispetto, contribuire al mantenimento della famiglia, ecc. Cosa succede se i figli si rendono inadempienti? In questa guida cercheremo di approfondire l’argomento. 

Diritti dei figli verso i genitori

I figli so’ figli e so’ tutt’eguale” gridava Filomena Marturano nell’omonimo film. Con la riforma della filiazione [1], infatti, tutti i figli hanno gli stessi diritti, indipendentemente dal fatto che possano essere nati da genitori sposati oppure da genitori conviventi. Insomma, è stata spazzata via la classica distinzione tra figli legittimi e figli naturali.

Sin dalla nascita, il figlio ha diritto:

  • di essere mantenuto da ciascun genitore in base alle proprie sostanze e alle rispettive capacità di lavoro professionale e casalingo. Nel caso in cui i genitori non abbiano mezzi sufficienti, intervengono gli altri ascendenti (ad esempio, i nonni). Il mantenimento, tuttavia, perdura fino a quando il figlio maggiorenne non abbia raggiunto l’autosufficienza economica;
  • di ricevere assistenza morale: in altre parole, ciascun genitore deve prendersi cura del figlio, sostenerlo e spronarlo durante la sua crescita; 
  • di essere educato e istruito secondo le proprie capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni. In pratica, il figlio deve essere messo in condizioni di poter andare a scuola e frequentare l’università;
  • di crescere nella propria famiglia e a mantenere rapporti significativi con i parenti. Per farti un classico esempio, il figlio deve poter frequentare i nonni o gli zii anche se in famiglia sussistono delle incomprensioni;
  • di essere ascoltato se ha compiuto 12 anni oppure se di età inferiore purché capace di discernimento;
  • di ricevere l’eredità dei genitori, senza alcuna distinzione con gli altri figli e secondo quote prestabilite;
  • alla bigenitorialità: significa che il figlio deve mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori anche in caso di separazione o divorzio;
  • ad accedere alle informazioni che lo riguardano: pensa, ad esempio, al figlio adottato da una famiglia che vuole conoscere le sue origini e, quindi, i suoi genitori biologici;
  • di agire in giudizio per ottenere il riconoscimento o il disconoscimento della paternità.

Doveri dei figli verso i genitori

A questo punto, vorrai sicuramente sapere quali sono i doveri dei figli verso i genitori. Ti dico subito che rispetto ai diritti, i doveri sono in numero di gran lunga inferiore. Analizziamoli insieme: 

  • il dovere di rispettare i genitori. Hai presente il comandamento “onora il padre e la madre”? Ecco, ogni figlio deve astenersi dal tenere condotte pregiudizievoli nei confronti di papà e mamma (ad esempio, pensa, al figlio che ha l’abitudine di trattare un genitore in malo modo oppure di alzare le mani);
  • se il figlio non ha ancora compiuto la maggiore età ha il dovere di convivere con i propri genitori. Questo vuol dire, ad esempio, che un bambino non può andare via di casa. Discorso diverso vale se il figlio ha già compiuto 18 anni, in tal caso nessuno lo obbliga a rimanere a casa con mamma e papà, ma è libero di andare a vivere altrove;  
  • il dovere di contribuire ai bisogni della famiglia, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito. In parole povere, il figlio che ha un lavoro stabile e convive ancora con i genitori ha il dovere di provvedere alle necessità della famiglia (ad esempio, pagare le utenze, il canone di affitto, la spesa alimentare, ecc.). In determinati casi, il figlio può essere obbligato a versare gli alimenti (vitto e alloggio) nei confronti dei propri genitori che si trovano in uno stato di bisogno e non sono in grado di provvedere al proprio sostentamento;
  • il dovere di prendersi cura dei propri genitori, soprattutto se incapaci di intendere e di volere. In caso di abbandono, il figlio rischia di risponderne penalmente;
  • se il figlio è minorenne, tra i suoi doveri c’è anche quello di andare a scuola ed essere responsabile dei propri studi.

Doveri verso i genitori: cosa succede se il figlio è inadempiente?

Partiamo da un esempio.

I genitori di Tizio sono ormai anziani e malati e, tra le tante spese mediche e di affitto, non riescono ad arrivare a fine mese a causa di una pensione misera.

Nell’esempio che ti ho riportato, Tizio ha il preciso obbligo di aiutare i propri genitori che si trovano in stato di bisogno, versando loro gli alimenti, cioè un aiuto economico finalizzato a soddisfare i bisogni primari, quali il vitto e l’alloggio. Tale prestazione, tuttavia, non va confusa con il mantenimento (che invece è l’assegno che spetta in caso di separazione tra coniugi). Secondo la legge, infatti, i figli non devono mantenere i genitori, ma garantire loro un sostegno economico – gli alimenti appunto – necessario per la sopravvivenza.

E se il figlio non è in grado di aiutare i genitori in quanto sprovvisto di mezzi adeguati? Ti faccio un altro esempio.

I genitori di Caia hanno una pensione che gli permette solo di mangiare, ma non di pagare l’affitto di casa pari a 600 euro mensili.

In questo secondo esempio, può capitare che Caia non possa permettersi di pagare l’affitto al posto dei genitori. Come comportarsi in questi casi? Una soluzione, ad esempio, potrebbe essere quella che i genitori di Caia vadano a vivere a casa di quest’ultima. 

Che succede se un figlio si disinteressa totalmente dei propri genitori nonostante versino in stato di bisogno? Tale condotta potrebbe configurare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [2]. Se poi i genitori sono anziani e malati o infermi, il disinteresse dei figli può integrare il reato di abbandono di persone incapaci [3].


note

[1] L. n. 229/2012 del 10.12.2012.

[2] Art. 570 cod.pen.

[3] Art. 591 cod. pen.


6 Commenti

  1. Non appena mia nonna si è ammalata, la mia mamma non ci ha pensato due volte a portarsela in casa e a farla vivere insieme a noi. Ovviamente, mia nonna, da donna autonoma con le sue abitudini ha avuto all’inizio un po’ di difficoltà a rimanere in casa, perché voleva tanto avere la sua casetta con se sue cose, ma alla fine, era inutile pagare una casa in affitto se lei restava sempre da noi e aveva bisogno di assistenza continua così dopo primi battibecchi iniziali e rimasta a casa con noi per anni…purtroppo, poi se n’è andata in ospedale dopo esser stata male. Per me resterà per sempre la mia seconda mamma

  2. Io non riesco a raccapezzarmi di come certi figli siano totalmente disinteressati ai propri genitori. Cioè loro vi hanno accudito da quando eravate piccoli fino alla veneranda età di 40 anni magari e voi una volta che avete creato la vostra indipendenza economica lasciate casa e non intervenite nel momento del bisogno? Ma che razza di persone opportuniste siete? Ma con che coraggio lasciate i vostri genitori magari in una casa sporca e disordinata perché loro non sono più in grado di badare a loro stessi e magari vi intascate anche i soldi dello stato per l’invalidità e loro devono campare con uno straccio di pensione.

  3. C’era un uomo che frequentava la mia amica (entrambi con età superiore a 50 anni)…questo era il classico cocco di mamma. Praticamente, la madre gli stirava pure le mutande. La mia amica era sinceramente provata dalla situazione che vedeva in casa perché lui non aveva alcuna intenzione di lasciare la comodità della casa, era uno sfaticato, qualsiasi lavoro non gli andava bene, faceva finta di andare ai colloqui e nel frattempo usava i soldi dei genitori per acquistare cavolate tipo vestiti firmati o cellulari nuovi. Mentre la mia amica, di una certa età ormai con già un matrimonio fallito alle spalle, lavorava con un parente e cercava di mettersi da parte i soldi per pagare l’affitto. alla fine, quando ha visto che questo uomo, chiamiamolo così, non aiutava nemmeno i genitori stando a casa e non facendo nulla, ma avevano dovuto chiamare un badante, allora la mia amica si è stufata ed ha chiuso questo rapporto perché ha notato che non solo era un vagabondo che viveva sulle spalle dei genitori ma non occupava neanche di loro ed ha capito che non ci sarebbe stato mai un futuro e lui avrebbe finito i suoi giorni così

    1. Consigliamo a lettura dei seguenti articoli:
      -Quali sono i doveri dei figli per l’assistenza ai genitori https://www.laleggepertutti.it/164683_quali-sono-i-doveri-dei-figli-per-lassistenza-ai-genitori
      -Madre anziana: il figlio che risiede con lei ha più responsabilità? https://www.laleggepertutti.it/297389_madre-anziana-il-figlio-che-risiede-con-lei-ha-piu-responsabilita
      -Assistenza genitore anziano https://www.laleggepertutti.it/161566_assistenza-genitore-anziano
      -Anziani non autosufficienti: che fare se i figli se ne disinteressano? https://www.laleggepertutti.it/126574_anziani-non-autosufficienti-che-fare-se-i-figli-se-ne-disinteressano

  4. I genitori sono pezzi di cuore, non solo i figli e credo che debba venire spontaneo occuparsi di loro quando non riesco più ad essere autosufficienti. La nuora di mia nonna, donna che si è sempre data un gran da fare per tutti quanti quando poteva, dopo nemmeno un mese che ha provato a tenersela in casa ha trovato mille scuse con il marito perché lei non riusciva a starle dietro…povera donna casalinga (ma prima i soldi e tutto le sono piaciuti). Così mio zio si è trovato costretto a dover prendere una badante e far ritornare la madre in casa sua. Noi non potevamo portarla casa nostra perché lavoriamo tutti e abitiamo in un’altra regione e la nonna non voleva trasferirsi quindi questa sembrava la soluzione più accettabile.

    1. La nuora è obbligata all’assistenza nei confronti della suocera non direttamente ma solo in sostituzione e in subentro prima del marito e poi degli eventuali figli o di altri discendenti. Ad esempio, per fare un caso pratico, un’anziana donna che necessita di cure, in caso di morte o incapacità economica del marito e poi del figlio, e in assenza di altri figli o discendenti, può richiedere di essere assistita dalla nuora.È bene evidenziare che l’obbligo di prestare gli alimenti costituisce un principio morale di solidarietà familiare, in cui l’individuo che versa in stato di bisogno chiede aiuto ai suoi stretti congiunti. Dal punto di vista giuridico, invece, tale obbligo deve essere sancito dal giudice che decide, all’interno della famiglia, il soggetto obbligato alla prestazione. L’obbligo morale scaturisce dalla coscienza dell’individuo e, in questo caso, dal dovere di occuparsi di un familiare incapace ad attendere alle normali attività quotidiane, l’obbligo giuridico scaturisce, contrariamente, dal provvedimento del giudice.

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