Tasse: l’idea dei pagamenti mensili piace al Mef

20 Luglio 2020 | Autore:
Tasse: l’idea dei pagamenti mensili piace al Mef

Un nuovo sistema di tassazione per le piccole imprese: versamenti, da automatizzare con cadenza mensile e pagamenti delle imposte “reali” per cassa.

La proposta del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, di semplificare il calendario fiscale con un pagamento mensile delle tasse piace al Ministero dell’Economia e Finanze.  «È una proposta interessante ed è uno dei temi su cui è necessario fare un lavoro di approfondimento», ha detto oggi il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ai microfoni di ‘Radio 24‘, per come ci riporta l’agenzia stampa Adnkronos.

Ruffini ieri aveva proposto un nuovo meccanismo di ‘cash flow tax‘ destinato alle piccole e piccolissime imprese: chiedere ogni mese l’autorizzazione al contribuente a prelevare le somme per i versamenti dovuti direttamente dal suo conto corrente, con le compensazioni e gli eventuali crediti già calcolati dall’Agenzia.

In questo modo, il numero dei versamenti da effettuare – che oggi per un’impresa soggetta a Irpef, Irap ed Iva può arrivare a 31 cadenze in un solo anno – scenderebbe a 12, o addirittura a 4 se passasse la proposta alternativa del numero uno dell’Agenzia Entrate, quella di versamenti unici trimestrali anziché mensili.

«Con questo sistema è possibile cancellare tutto il meccanismo attuale di acconti e saldi, nonché la ritenuta sui redditi di lavoro autonomo ed evitando così a monte il sorgere di crediti di imposta in più che il fisco dovrebbe poi rimborsare. Quasi un cambio di paradigma – sottolinea Ruffini dalle colonne de Il Messaggero – che guarda a un rapporto diverso tra stato e contribuente. In sintesi il ‘fisco di massa’ ha bisogno di automatismi, deve essere un fisco automatico ma controllabile».

L’altro aspetto importante della ‘cash flow tax‘ è quello di una estensione della tassazione per cassa, anziché per competenza, che offrirebbe il vantaggio dell’immediata deducibilità degli investimenti, al posto della diluizione attraverso gli ammortamenti.

Secondo Ruffini, si può realizzare, perché «la fatturazione elettronica ci fornisce già la gran parte dei dati necessari per la dichiarazione Iva, che potrebbe essere precompilata come gli scontrini. Poi la cash flow tax, se pienamente applicata, potrebbe cancellare alcune voci meramente contabili, come ammortamenti, rimanenze, accantonamenti rendendo possibile una precompilata Irpef anche per i titolari di partita Iva».

A questo punto – spiega il direttore dell’Agenzia – si potrebbero tirare le somme: «una volta che il fisco sarà in grado di precompilare le dichiarazioni annuali Irpef delle partite Iva, potrebbe farlo anche calcolando mese per mese quanto deve incassare o restituire».

Ma la proposta del numero uno dell’Agenzia Entrate piace anche alle imprese: «L’avvocato Ruffini delinea uno scenario di profonda trasformazione del nostro sistema fiscale, sospinta dall’innovazione tecnologica. Bisogna approfondirlo e discuterne con attenzione», dice all’Adnkronos  il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che però avverte come «vanno perseguiti insieme due obiettivi: la costruzione di un sistema più semplice (anche in termini di frequenza di scadenze) e più certo; la riduzione della pressione fiscale a carico dei contribuenti».



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