Cronaca | News

Coronavirus: il voto degli italiani sull’azione del Governo

20 Luglio 2020
Coronavirus: il voto degli italiani sull’azione del Governo

Giudizio appena sufficiente sull’operato dell’Esecutivo nell’emergenza Covid. Il 76% degli italiani attende una seconda ondata ma solo il 23% prevede un nuovo lockdown.

Promosso, ma appena appena: è una sufficienza molto stretta quella che emerge dal voto degli italiani espresso in un sondaggio sulla soddisfazione per la gestione dell’emergenza Coronavirus da parte del Governo. La rilevazione è stata condotta alla fine della settimana dall’Osservatorio Coronavirus, nato dalla collaborazione tra Swg e Area Studi Legacoop per testare le percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dal Covid-19. L’agenzia stampa Adnkronos ci ha illustrato i risultati espressi e le opinioni emerse.

I voti sulla gestione dell’emergenza

Agli intervistati è stato chiesto di valutare l’operato del Governo durante l’emergenza, scegliendo un voto da 1 (giudizio completamente negativo) a 10 (giudizio completamente positivo). Ne è scaturito un voto appena sufficiente (6,1), che è la risultante dalla media dei voti da 8 a 10 (espressi dal 37% del campione), di quelli compresi tra 6 e 7 (attribuiti dal 27%) ed infine di quelli da 1 a 5, (scelti dal 36%).

Il più critico verso l’azione del Governo è il ceto medio-basso, con un voto di 5,8. In ogni caso, il 45% degli interpellati ritiene che il Governo debba mantenere le attuali misure di contenimento, mentre il 22% pensa che dovrebbero essere rese meno rigide. Di converso, è notevole la percentuale (il 24%) di chi chiede di adottare misure più restrittive per evitare una nuova diffusione del contagio.

«Il Paese riparte lentamente perché crede che l’emergenza non sia finita» afferma Mauro Lusetti, presidente di Legacoop. Lusetti rileva inoltre che «i cittadini non pensano affatto che sia finita la crisi sanitaria, si attendono un ritorno del virus, chiedono di mantenere tutte le cautele e, anzi, di agire con prudenza e buon senso aggiungendone di ulteriori. Questo timore diffuso appare come un punto fermo. Quale che ne sia la ragione, se intendiamo fare ripartire il Paese occorre tenerne un gran conto».

La possibile seconda ondata

Infatti il sondaggio ha chiesto anche cosa si aspettano gli italiani dall’andamento dell’epidemia: l’esito è stato «di consapevole realismo», con un 76% degli intervistati convinto che l’emergenza pandemica avrà una seconda ondata dopo l’estate: per il 53% ciò avverrà senza gli effetti della prima e senza la necessità di imporre un nuovo lockdown, che invece è atteso dal 23%. Solo il 6% ritiene che la pandemia sia del tutto conclusa, mentre il 18% non si esprime.

Inoltre, il 51% ritiene che l’emergenza potrà dirsi del tutto conclusa quando verrà scoperto un vaccino. Seguono, con percentuali nettamente inferiori, quelli che pensano che la fine verrà col tempo, quando ci sarà l’immunità di gregge (14%), quelli che sostengono che terminerà quando i media non ne parleranno più e i casi di Coronavirus verranno trattati al pari di una semplice influenza (11%) e chi si aspetta (11%) che si andrà avanti per anni con nuovi picchi pandemici.

Cosa dovrebbe fare il Governo

Riguardo ai provvedimenti che il Governo dovrebbe adottare in questa fase, gli intervistati (che potevano dare due risposte) hanno indicato, come prioritario, quello di potenziare il più possibile le strutture sanitarie nazionali, dotandole di strumentazioni e personale adeguato (54%, con un picco del 65% negli over 54).

Seguono, nelle risposte fornite, l’indicazione di imporre alle attività che possono lavorare in smart working di proseguirne l’utilizzo (38%), di chiudere le frontiere agli arrivi dall’estero (30%), di permettere solo gli spostamenti all’interno della stessa regione ai primi aumenti di casi (14%), di continuare con le lezioni a distanza per scuole e università anche a settembre. Non risponde l’11%.

Cosa potrebbero fare i cittadini

Infine è stato chiesto di esprimersi, con 3 possibili risposte, su come i singoli cittadini possano contribuire ad arginare la diffusione del virus. Al primo posto si è classificata l’indicazione del rispetto delle regole di distanziamento sociale (65%), seguita dall’indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso (62%) e da maggiore educazione e buon senso (57%).



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