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Unioni civili: separazione uguale al matrimonio?

2 Ottobre 2020
Unioni civili: separazione uguale al matrimonio?

La procedura per lo scioglimento dell’unione civile: dalla dichiarazione all’ufficiale di Stato civile alla domanda di divorzio.

Sei una donna omosessuale e vivi con la tua compagna una bella storia d’amore da tanto tempo. Ormai, siete una famiglia a tutti gli effetti ed è arrivato il momento di formalizzare la vostra unione davanti ad un ufficiale di Stato civile. Ci state pensando da quando in Italia è stata approvata la legge Cirinnà. Il legislatore ha cercato, infatti, di disciplinare il rapporto affettivo tra persone dello stesso sesso e ha previsto, altresì, una procedura più snella per lo scioglimento del rapporto. In questo articolo faremo il punto della situazione sulle unioni civili: la separazione è uguale al matrimonio? Come funziona esattamente? Quali sono i diritti riconosciuti? Non preoccuparti perché proveremo a chiarire i tuoi dubbi con concetti semplici e chiari. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire innanzitutto quando e come una coppia omosessuale può sposarsi.

Cosa sono le unioni civili?

Forse non sai che a partire dal 2016 anche in Italia le coppie dello stesso sesso possono formalizzare la loro storia d’amore tramite lunione civile. In pratica, si tratta di un istituto introdotto nel nostro ordinamento con la legge Cirinnà [1] e che consente agli omosessuali di tutelare i loro diritti di coppia. 

Preme precisare, però, che l’unione civile e la convivenza di fatto non sono la stessa cosa: la prima è riservata esclusivamente alle coppie omosessuali; la seconda è rivolta a persone maggiorenni conviventi, omosessuali o eterosessuali, unite da un legame amoroso e che desiderano tutelare i loro rapporti patrimoniali (e alcuni aspetti personali).

Rispetto al matrimonio poi l’unione civile non prevede l’obbligo di fedeltà né quello di collaborazione e vieta alla coppia omosessuale di adottare un bambino. Su quest’ultimo punto, tuttavia, numerose pronunce giurisprudenziali hanno riconosciuto anche alle coppie dello stesso sesso la possibilità di adottare il figlio biologico del partner ricorrendo all’istituto dell’adozione in casi particolari [2].

Unioni civili: quali sono i requisiti?

Secondo la legge, le persone che scelgono di dar vita all’unione civile devono:

  • aver compiuto 18 anni;
  • essere dello stesso sesso;
  • avere la capacità di intendere e di volere: tale requisito è indispensabile per la validità del consenso che deve essere espresso in modo libero e consapevole;
  • avere la libertà di stato: in parole più semplici, ciascun partner non deve essere già sposato o unito civilmente con un’altra persona.

Come costituire l’unione civile? 

Compresa sia la definizione che i requisiti, scendiamo adesso nel pratico e vediamo qual è la procedura da seguire per costituire l’unione civile. Occorrono le pubblicazioni? Assolutamente no. È sufficiente che la coppia renda una dichiarazione all’ufficiale di Stato civile (di un qualsiasi Comune) alla presenza di un testimone per parte. Tale dichiarazione deve contenere, oltre ai dati anagrafici, alcuni elementi importanti come:

  • l’inesistenza di eventuali cause impeditive: per darti un’idea, ti dico che se un partner è interdetto per infermità di mente, non sarà possibile unirsi civilmente;
  • la volontà, proveniente da entrambi i partner, di costituire l’unione civile;
  • la volontà di assumere il cognome di famiglia o il proprio cognome;
  • l’indicazione del regime patrimoniale: ad esempio, la coppia può optare per il regime di separazione dei beni.

Naturalmente, la dichiarazione, così come viene resa, va registrata nell’archivio dello Stato civile.

Una volta uniti civilmente, per i partner è previsto l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale, alla coabitazione e alla contribuzione ai bisogni comuni della famiglia (in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale e casalingo). Inoltre, la coppia può scegliere insieme dove andare ad abitare e fissare la residenza comune. 

Unioni civili: separazione uguale al matrimonio?

Come tutte le coppie, anche chi si è unito civilmente può andare in crisi e decidere di lasciarsi. In tal caso, è lecito chiedersi se la separazione è uguale al matrimonio, cioè se si applicano le stesse regole previste per i coniugi. La risposta è negativa. Anzi, ti dirò di più: nell’unione civile, la fase intermedia della separazione non è proprio contemplata e si passa direttamente al divorzio, che ciascun partner ha facoltà di chiedere una volta venuto meno il legame affettivo. 

A differenza di quanto previsto per il vincolo matrimoniale, quindi, lo scioglimento dell’unione civile è sicuramente più rapido e prevede che la coppia, congiuntamente o disgiuntamente, comunichi all’ufficiale di Stato civile la volontà di porre fine al rapporto. Dopo soli tre mesi, durante i quali è ammessa la possibilità di ripensarci, i partner possono proporre domanda di divorzio che avrà ad oggetto la regolamentazione di alcuni aspetti, quali l’affidamento dei figli, l’assegnazione della casa e la possibilità di riconoscere alla parte economicamente più debole il diritto agli alimenti. In caso di accordo, per sciogliere il vincolo i partner hanno tre possibilità:

  • domanda congiunta all’ufficiale di Stato civile del Comune di residenza;
  • ricorso congiunto al tribunale;
  • negoziazione assistita da avvocati.

Qualora lo scioglimento dell’unione civile sia voluto da uno dei due partner, è possibile chiedere il divorzio solo presentando un ricorso giudiziale al tribunale.

Se una delle due parti provvede alla rettificazione del sesso, ad esempio se la compagna si sottopone all’intervento chirurgico per diventare uomo, allora in tal caso lo scioglimento è automatico e non occorre alcuna comunicazione, stesso discorso vale in caso di decesso del partner.

Unioni civili: quali sono i diritti della coppia?

Con l’unione civile, a ciascun partner sono riconosciuti:

  • diritti in materia di successione ereditaria;
  • la pensione di reversibilità in caso di morte del partner;
  • il ricongiungimento familiare;
  • il diritto di ricevere informazioni sullo stato di salute del partner e di prendere tutte le decisioni in caso di incapacità o decesso dello stesso (pensa, ad esempio, alla donazione degli organi).

note

[1] L. n. 76/2016 del 20.05.2016.

[2] L. 184/1983 del 04.05.1983.


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