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Gare pubbliche: sufficiente il sospetto per avviare la verifica sull’anomalia dell’offerta

11 Settembre 2014 | Autore:
Gare pubbliche: sufficiente il sospetto per avviare la verifica sull’anomalia dell’offerta

Fuori dalle ipotesi di controllo obbligatorio dell’anomalia dell’offerta, la stazione appaltante ha potere di avviare verifiche facoltative al ricorrere di semplici sospetti.

 

Nelle procedure di scelta del contraente, una delle fasi più delicate e sulle quali si registra maggior contenzioso riguarda la valutazione di affidabilità delle offerte presentate. In via generale, in ogni bando di gara si fissa la modalità di calcolo della soglia di anomalia. Questa potrebbe essere definita come il limite oltre il quale scatta per l’amministrazione l’obbligo di procedere a verifiche minuziose delle offerte che lo pareggiano o lo superano [1].

Affianco ai controlli obbligatori, la legge [2] riconosce la facoltà alle stazioni appaltanti di verificare anche la congruità e serietà di quelle offerte che, seppur al di sotto della soglia di anomalia, presentano degli elementi specifici che le rendono apparentemente atipiche. È sufficiente che quanto asserito dal concorrente non sia immediatamente giustificabile dagli atti depositati o che vi siano incoerenze tali da far sorgere seri dubbi di irregolarità [3].

Quindi l’avvio della verifica facoltativa sarà legittimo anche se a fondamento della scelta adottata si pongono meri sospetti. Dunque nell’esplicare le ragioni che hanno influito sulla volontà di effettuare i controlli, non è richiesta quella minuziosa e ampia disamina delle circostanze concrete che è necessaria, per contro, nel giudizio finale rilasciato alla definizione degli accertamenti [4].

Quanto detto trova riscontro in una recente pronuncia del Tribunale amministrativo di Milano [5], nella quale i giudici hanno avuto modo di ribadire come la stazione appaltante vanta un’alta discrezionalità in merito all’opportunità di procedere con le verifiche facoltative. Nel caso in questione la gara concerneva la messa a bando di servizi di manutenzione per impianti asserventi al settore dei trasporti ed i controlli ulteriori sono stati ritenuti necessari a causa dell’apparente incongruenza, poi rilevatesi fondata, tra il prezzo offerto e l’ammontare totale del personale che si intendeva assumere, che era il maggiore tra quelli proposti.


note

[1] Art. 86, comma 1-2, d.lgs. 163/2006.

[2] Art. 86, comma 3, d.lgs. 163/2006.

[3] Cons. Stato, sent. n. 2533 del 10.05.2013.

[4] TAR Marche, sent. n. 727 del 25.10.2013.

[5] TAR Lombardia – Milano, sent. n. 2240 del 26.08.2014.

Autore immagine: 123rf com


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