Fisco: scompare il segreto professionale

21 Luglio 2020 | Autore:
Fisco: scompare il segreto professionale

Al preconsiglio dei ministri, il decreto che recepisce una direttiva Ue sull’obbligo di comunicazione di operazioni sospette. Ecco chi è tenuto a farlo.

Il decreto legislativo che impegna oggi il preconsiglio dei ministri imporrà a professionisti e intermediari ulteriori obblighi di comunicazione al Fisco di eventuali operazioni sospette, già a partire da quelle relative al mese di luglio in corso. Si riduce maggiormente, quindi, la possibilità di mantenere il segreto professionale a tutela dei contribuenti. Il decreto recepisce la direttiva europea in materia, nota come Dac6 [1], che prevede l’allargamento dell’ambito di applicazione dello scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri allo scopo di combattere l’evasione e l’elusione fiscale.

La direttiva prevede nuovi vincoli sia per gli intermediari sia per i contribuenti. Dove per «intermediario» bisogna intendere «un soggetto che elabora, commercializza, organizza o mette a disposizione ai fini dell’attuazione un meccanismo transfrontaliero da comunicare o ne gestisce in autonomia l’intera attuazione, ovvero un soggetto che direttamente o attraverso altri soggetti, svolge un’attività di assistenza o consulenza riguardo all’elaborazione, commercializzazione, messa a disposizione ai fini dell’attuazione o gestione dell’attuazione del meccanismo transfrontaliero da comunicare qualora, avuto riguardo delle informazioni disponibili e alle competenze necessarie per svolgere tale attività, sappia o abbia un motivo ragionevole per concludere che il meccanismo sia rilevante ai sensi dell’articolo 5».

Questo significa che l’obbligo di comunicazione interessa anche i professionisti, in modo particolare chi è tenuto al rispetto degli adempimenti antiriciclaggio come commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro, avvocati e notai.

Il decreto al vaglio del preconsiglio dei ministri esonera il professionista dall’obbligo di qualsiasi tipo di comunicazione nel caso in cui:

  • le informazioni siano già state fornite da un altro intermediario;
  • riceva delle informazioni rilevanti dal proprio cliente in occasione dell’esame della posizione giuridica a scopi difensivi o preventivi;
  • dalla comunicazione delle informazioni possa derivare una propria responsabilità penale.

Se, da una parte, in quest’ultimo caso viene tutelato il segreto professionale, dall’altra il decreto stabilisce che «in ogni caso, le comunicazioni effettuate, se poste in essere per le finalità previste e in buona fede, non costituiscono violazione di eventuali restrizioni alla comunicazione di informazioni imposte in sede contrattuale o da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative e non comportano responsabilità di alcun tipo».

Le comunicazioni devono essere inoltrate all’Agenzia delle Entrate in questi termini: entro 30 giorni dal 1° gennaio 2021 vanno inviate quelle relative al periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2020. Gli intermediari soggetti alla Dac6 devono adempiere agli obblighi di comunicazione una tantum anche con riferimento ai meccanismi attuati dal 25 giugno 2018 al 1° luglio 2020.


note

[1] Direttiva 2018/822/Ue.


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