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Avvocati: come costruire un sito internet vincente per il proprio studio

5 Novembre 2013 | Autore:
Avvocati: come costruire un sito internet vincente per il proprio studio

Migliorare il brand di uno studio legale attraverso un sito internet è attività che costa sacrifici e tempo, ma può costituire una marcia in più nell’apporto di clientela.

Aumentano gli studi legali che si dotano di un sito internet. Ma solo in pochi sanno realmente sfruttare le potenzialità della rete. Così molte di queste realtà sono condannate all’oblio, finendo più per fungere da semplice bigliettino da visita che non da traino per incrementare la clientela.

Prima di costruirsi la propria realtà professionale sul web è necessario ricordare che la deontologia prescrive delle regole di condotta precise. Per questo tema vi rimandiamo all’articolo “Sito internet dell’avvocato: caratteristiche e adempimenti”.

Invece, dal punto di vista tecnico e organizzativo, le scelte sono più complesse e vanno affrontate per singoli passi.

Innanzitutto, è bene chiedersi quale sia l’obiettivo che si vuole perseguire nel costruirsi una propria pagina web.

La maggior parte degli avvocati non ha tempo per curare un sito o, peggio ancora, un portale. Così preferisce dotarsi solo di un “sito vetrina”. Si tratta di una serie di pagine statiche, che non vengono quasi mai modificate. In esse ci si limita ad illustrare l’attività dello studio, i suoi membri, le specializzazioni, i curricula e l’organizzazione. Il sito resta sostanzialmente lo stesso nel corso dei mesi e, talvolta, anche degli anni.

La finalità di un “sito vetrina” non potrà essere quella del procacciamento di clientela. Google infatti indicizza, con più facilità, i siti dinamici, quelli cioè periodicamente movimentati con pubblicazioni e contenuti di vario genere.

Chi, peraltro, paga una società SEO per curare l’indicizzazione del proprio sito attraverso “parole chiave” commette spesso l’errore di utilizzare keywords poco utilizzate dai clienti. È una chimera, infatti, che il cittadino digiti su Google la parola “consulenza legale”. L’utente ha, invece, un approccio volto a risolvere i singoli problemi, man mano che si presentano, cercando innanzitutto le risposte ai quesiti. Per esempio, digiterà: “pignoramento stipendio”, “ipoteca casa”, “licenziamento”, ecc. Con la conseguenza che il sito difficilmente verrà consegnato da Google tra i risultati di una ricerca.

I “siti vetrina” hanno dunque un’utilità assai modesta, vuoi per l’elevato numero di studi legali che hanno optato per questa scelta, vuoi perché Google stesso non li pone in vertice alle proprie pagine.  Così, essi finiscono per avere la stessa funzione di un biglietto da visita, autoreferenziale e con la funzione di anticipare al cliente ciò che potrà attendersi da una specifica law firm, che comunque già conosce.

Dicevamo che Google preferisce i siti dinamici. Affinché possa scalare posti all’interno dell’indicizzazione del motore di ricerca, il sito dell’avvocato dovrà assumere la forma di un blog ove, di tanto in tanto, vengono pubblicate note a sentenza o commenti di vario genere.

L’algoritmo di Google penalizza le pagine ripetute e tra loro identiche. Così bisognerà stare attenti a non fare operazioni di facile “copia/incolla” e a non riportare leggi o sentenze (per esteso o anche per massime). I testi dovranno essere sempre originali e mai pubblicati altrove sul web.

In questo modo, il sito, a seconda di quanto sarà curato e movimentato, potrà raggiungere anche dei buoni livelli di posizionamento sul motore di ricerca e servire per il procacciamento di clientela. A riguardo, consigliamo un articolo in cui vengono dati importanti consigli su come aumentare il numero di visitatori: “Come fare un sito di successo e aumentare i visitatori”.

A questo punto, bisognerà scegliere il format da utilizzare.

Si può creare un blog destinato ad altri professionisti, utilizzando un linguaggio tecnico e commentando questioni di dottrina e giurisprudenza che solo altri avvocati potrebbero comprendere. In tal caso il sito servirà a creare rapporti con altri colleghi, migliorando il proprio personal brand in ambito professionale, ma il suo apporto in termini di “messaggio” alla clientela sarà piuttosto limitato.

Viceversa, si può preferire un linguaggio immediato e semplice – proprio come il portale che ospita questo articolo – rivolto principalmente al cliente/consumatore finale.

La scelta certamente preferibile è quella di dotarsi di un portale vero e proprio, con servizi al cittadino e collaborazioni esterne. In questo modo, il sito potrebbe diventare un momento di crescita, oltreché professionale, anche di immagine sul mercato.


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