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Domanda pensione opzione donna: entro quando?

21 Luglio 2020 | Autore:
Domanda pensione opzione donna: entro quando?

Qual è il termine massimo per richiedere il trattamento ricalcolato con opzione contributiva per le lavoratrici?

Sono numerose le lavoratrici che continuano a scegliere di pensionarsi utilizzando l’opzione donna, un particolare regime sperimentale che permette un notevole anticipo nell’uscita dal lavoro.

Con l’opzione donna, difatti, le lavoratrici dipendenti possono ottenere la pensione con un minimo di 35 anni di contributi e di 58 anni di età, mentre le lavoratrici autonome la ottengono con un minimo di 35 anni di contributi e di 59 anni di età.

Ma la domanda di pensione opzione donna entro quando deve essere inviata? Esiste un termine massimo per inoltrare l’istanza di pensionamento? Si tratta di una pensione a numero chiuso, visto il consistente anticipo che consente?

Partiamo da quest’ultima domanda: l’opzione donna non è un trattamento a numero chiuso. Il forte anticipo è reso sostenibile dal ricalcolo dell’assegno di pensione, che anziché essere determinato attraverso il sistema misto, viene determinato col solo sistema contributivo.

Il metodo di calcolo contributivo è normalmente molto penalizzante: la pensione difatti viene determinata sulla base dei contributi accreditati e dell’età pensionabile; il montante contributivo, cioè la somma dei contributi accreditati, viene sì rivalutato, ma utilizzando un tasso di capitalizzazione che è basato sulla media quinquennale del Pil nominale: negli ultimi anni le rivalutazioni risultano dunque notevolmente basse. Se vuoi approfondire: Guida al calcolo contributivo.

Il calcolo retributivo, oltre a poter contare su coefficienti di rivalutazione più elevati, si basa sulla media degli ultimi stipendi o degli ultimi redditi, assieme all’anzianità di contribuzione, verificata con riferimento a periodi specifici. Se vuoi approfondire: Guida al calcolo retributivo.

Non esiste comunque una penalizzazione fissa determinata dal calcolo contributivo, ma bisogna osservare che, con opzione donna, si registra un taglio medio dell’assegno pari al 25-30%., con picchi del 50% e rare ipotesi in cui non sussistono penalizzazioni.

Entro quando si deve presentare la domanda di opzione donna?

Per chi volesse avvalersi dell’opzione donna per uscire dal lavoro prima del tempo, è bene sapere che non esiste un termine di scadenza per la presentazione della domanda. Si applica difatti il principio, generalmente valido nel nostro ordinamento previdenziale, di cristallizzazione dei requisiti. Che cosa vuol dire?

In questo caso, l’applicazione del principio comporta che la lavoratrice, una volta maturati i requisiti per l’opzione donna, possa inviare la domanda quando vuole, anche parecchi anni dopo la prima decorrenza utile del trattamento ed anche nell’ipotesi in cui questo regime sperimentale non venga più prorogato.

Per l’invio della domanda di pensione bisogna comunque tenere presente la sussistenza delle finestre di attesa.

Come funzionano le finestre di attesa?

Per ottenere opzione donna non basta aver perfezionato le condizioni richieste per il trattamento, ma bisogna anche attendere un periodo di tempo, detto finestra, a partire dalla maturazione dei requisiti. Questo periodo è pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti ed a 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Gisella, lavoratrice dipendente, ha maturato i requisiti per l’opzione donna il 30 novembre 2019. Può ottenere la pensione dal 1 dicembre 2020, trascorsi cioè 12 mesi di finestra. La pensione decorre infatti dal primo giorno del 13º mese successivo al perfezionamento delle condizioni richieste.

Entro quando devono essere perfezionate le condizioni richieste per l’opzione donna?

Per quanto riguarda i requisiti richiesti per ottenere il trattamento opzione donna, bisogna osservare che questi non possono essere maturati indefinitamente, ma devono risultare perfezionati entro una data stabilita. Questa data, in base alla legge di bilancio 2020, è il 31 dicembre 2019.

Che significa? In altri termini, significa che le lavoratrici interessate all’opzione donna devono aver maturato i 35 anni di contributi e perfezionato i requisiti di età, ossia 58 anni se dipendenti e 59 anni se autonome, entro il 31 dicembre 2019.

Ma allora non è vero che si può presentare la domanda di opzione donna quando si vuole? Bisogna fare attenzione a non confondersi tra data di maturazione dei requisiti e data di presentazione della domanda di pensione. Se la lavoratrice matura i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2019, può poi presentare la domanda di opzione donna quando vuole, una volta trascorso il periodo di finestra. Per assurdo, potrebbe presentare la domanda anche tra diversi anni (ma se nel frattempo avesse già maturato, ad esempio, i requisiti per la pensione anticipata o per la pensione di vecchiaia, probabilmente richiedere opzione donna non le converrebbe, in quanto subirebbe una penalizzazione inutile sull’assegno).

Se, invece, la lavoratrice non matura i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2019, ma successivamente, ad esempio nel 2020, non ha possibilità di richiedere questo trattamento.

Opzione donna verrà prorogata?

In relazione all’opzione donna, parlare di vera e propria proroga è improprio, in quanto le domande, una volta perfezionati requisiti, si possono presentare quando si vuole.

Non si deve dunque parlare di proroga della pensione opzione donna, ma di proroga della data entro quale devono essere maturati i requisiti.

Molte lavoratrici chiedono che la data sia posticipata al 31 dicembre 2020, complice anche il crollo dell’occupazione conseguente all’emergenza coronavirus. In questi ultimi tempi, difatti, pensioni anticipate come l’opzione donna si stanno trasformando in veri e propri ammortizzatori sociali, in quanto consentono ai disoccupati più anziani di non restare senza reddito.

Ho maturato i requisiti per l’opzione donna: perdo la Naspi?

Se la lavoratrice ha maturato i requisiti previsti per l’opzione donna entro il 31 dicembre 2019 e, nel mentre, percepisce la Naspi (l’indennità di disoccupazione) a causa della perdita dell’impiego, può continuare a percepire il sussidio di disoccupazione per tutto il periodo di finestra.

La disoccupazione, difatti, decade solo una volta raggiunta la decorrenza della pensione: non basta dunque il perfezionamento del diritto alla pensione stessa, in quanto la liquidazione della pensione opzione donna non è immediata.



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