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Liti tra ragazzi: 6 cose da sapere

21 Luglio 2020
Liti tra ragazzi: 6 cose da sapere

Provocazione, legittima difesa e difesa preventiva: quando dalle parole si passa alle mani. Come comprendere di chi è la ragione. 

Se qualcuno ti provoca e dovesse nascere un litigio sarà bene che conosca i tuoi diritti e doveri, in modo da non rischiare che, l’indomani, la polizia possa bussare alla porta di casa tua. 

Quante volte si corre in soccorso di un amico e si rimane coinvolti in una rissa. Quante altre si agisce in difesa delle propria ragazza, importunata dall’immancabile spiritoso in discoteca. E quante ancora, perché spinti dall’ebbrezza dell’alcol, si finisce per alzare le mani e fare male senza volerlo. 

Le liti tra ragazzi, che spesso iniziano come esasperata manifestazione di orgoglio e prova di coraggio, finiscono purtroppo non sempre in modo piacevole e, in quei casi, entra in gioco la giustizia. Ecco allora 6 cose da sapere se c’è una lite tra ragazzi.

Quando si può rispondere a un’offesa subita

Se una persona ti offende, non puoi passare alle mani. La legge non prevede la “legittima difesa” dalle provocazioni o dagli insulti. Contro un’ingiuria puoi rispondere, a tua volta, con un’altra ingiuria. In altri termini, di fronte a una serie di parolacce e attacchi verbali tutto ciò che puoi fare è usare le più colorite espressioni del tuo vocabolario, ma null’altro. Se “a parola rispondi con parola” non potrai essere punito perché agisci sotto l’effetto della provocazione e il diritto penale, per questo, ti perdona. Se però spingi il tuo rivale, lo fai cadere a terra o, peggio, inizi a picchiarlo di santa ragione, ne risponderai senza poter invocare alcuna scusa a tua discolpa. Sarai allora imputabile per il reato di lesioni che sarà tanto più grave a seconda dei giorni di prognosi che il pronto soccorso deciderà di dare al danneggiato: lievissime se fino a 20 giorni, lievi se fino a 40, gravi se oltre 40 giorni.

Cosa rischi? Chiaramente, un processo penale e una condanna. Con tanto di fedina penale macchiata. Al massimo, potrai invocare l’attenuante per aver agito in uno stato d’ira determinato dalla provocazione.

Quando si è coinvolti in una rissa

Partecipare a una rissa è reato. Non importa da chi sia partita la scazzottata. Si rischia la reclusione da tre mesi a cinque anni per il solo fatto di immischiarsi in un litigio tra almeno altre due persone.

Se però vieni coinvolto nella rissa senza volerlo, non puoi essere condannato. Né lo puoi essere se ti sei inserito nel litigio per dividere i contendenti o per salvare un tuo amico che stava per soccombere. Difatti, risponde del reato di rissa solo chi partecipa con l’intenzione di fare male agli altri e non chi invece si muove con l’intento di salvare qualcun altro. 

Quando difendersi per legittima difesa

Sulla legittima difesa c’è tanta confusione e, spesso, la si invoca anche quando non sussiste alcuna giustificazione. 

In verità, per poter picchiare qualcuno a titolo di difesa, è necessario che vi sia già un ricorso alla violenza da parte dell’altro o che tale violenza sia così imminente da non lasciare altra scelta se non la carta della difesa. In altri termini, la legittima difesa sussiste solo se c’è un pericolo imminente e grave all’incolumità fisica propria o altrui. Quindi, si può agire in legittima difesa, ad esempio, anche per difendere un proprio amico che viene picchiato da altri. 

Ma attenzione: la legittima difesa deve essere solo l’ultima strada. Se è in corso una semplice provocazione non puoi parlare di legittima difesa. Se una persona ti dice che se non te ne vai ti picchia, devi spostarti e, al massimo, denunciarlo poi per minaccia o violenza privata. Ma non puoi aizzarlo ad alzare le mani per poi invocare la legittima difesa. Infatti, può ricorrere alla legittima difesa solo chi non ha provocato la situazione di emergenza.

Altro errore comune è quello di ricorrere alla cosiddetta difesa preventiva per giustificare un’aggressione. Se vedi una persona che si avvicina con fare minaccioso, con la giugulare in bella evidenza e con i pugni chiusi non puoi, solo per questo, sferrargli un pugno. Il diritto richiede, se non necessariamente la certezza di un’aggressione, una forte probabilità della stessa. Il che significa che se hai la possibilità di trovare un accordo o di alzare i tacchi e andartene, non puoi più parlare di legittima difesa.

Difendere la propria fidanzata

Se una persona importuna la tua fidanzata in discoteca non puoi picchiarla. Neanche per salvare l’onore. Non lo prevede la legge. E se è ubriaca, la puoi allontanare, o meglio dovrai allontanarti tu stesso, se del caso chiamando il servizio d’ordine. Ma non puoi alzare le mani. Altrimenti, sarai responsabile penalmente. 

Se picchi perché eri ubriaco

Chi ha bevuto non si rende spesso conto della forza che usa ed è facilmente incline agli scatti d’ira. Perdere il controllo a causa dell’alcol non è una giustificazione e rende responsabili penalmente al pari di chi è sobrio. Quindi, chi partecipa a una lite perché ubriaco non ha scuse e viene ugualmente processato.

Infatti, per il diritto, la capacità d’intendere e volere si deve misurare al momento in cui il soggetto in questione assume gli alcolici: è in quel frangente che deve prefigurarsi la possibilità di poter, in seguito, perdere il controllo di se stesso. Proprio tale consapevolezza deve suggerirgli di evitare qualsiasi assunzione di liquidi o sostanze che lo possano privare dell’autocontrollo. 

Non puoi filmare le persone che litigano

Se osservi i tuoi amici che litigano non puoi filmarli con il cellulare per poi pubblicare tutto su internet o inoltrarlo in chat ai tuoi contatti. Se lo fai, commetti un crimine e puoi essere processato penalmente per violazione dell’altrui privacy. Non conta il fatto che tu abbia agito così per punire una condotta illecita e procurarti le prove di chi ha iniziato: se così dovesse essere, tutto ciò che puoi fare è inoltrare il file alla polizia che farà le indagini.  


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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