Politica | News

Recovery Fund, tutti i settori in cui l’Italia investirà

21 Luglio 2020
Recovery Fund, tutti i settori in cui l’Italia investirà

Una pioggia di miliardi a disposizione per trasformare la crisi in volano di sviluppo. Ecco come verranno spesi.

Il futuro dell’Italia in 130 pagine: tante sono quelle che compongono il Piano nazionale di riforma (Pnr) allegato al Documento di economia e finanza (Def), principale documento di programmazione della politica economica e di bilancio del Paese. Possiamo chiamarlo anche Recovery Plan, dicitura che rende forse più chiaro il fatto che stiamo parlando delle risorse che arriveranno all’Italia dal Recovery Fund, fresco di approvazione in Europa.

Una decisione senza precedenti, quella appena presa dai leader dei governi dell’Unione, nel summit più lungo della giovane storia europea, per dare vita al primo vero «Piano Marshall» dell’Ue (ne abbiamo parlato lungamente in questi articoli: Cosa vuol dire per l’Italia l’accordo sul Recovery FundAiuti Europa: firmato l’accordo sul Recovery Fund). Ma come saranno spesi questi fondi in Italia? Vediamo più in dettaglio cosa dice il documento.

209 miliardi di euro: questo il tesoretto che spetterà al Bel Paese, pari al 28% del totale dei fondi (750 miliardi, di 350 di sussidi e il resto in prestiti). Il Pnr o Recovery Plan arriverà alla Commissione europea a settembre, nella sua versione definitiva. La bozza, per ora, come spiega il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, prevede un rilancio degli investimenti, spese per ricerca, istruzione e sostenibilità ambientale, ma anche sanità, trasporti, automotive, turismo, costruzioni e produzione di energia.

Nel quadro di un vero e proprio rilancio del Paese, uno degli assi portanti sarà la digitalizzazione della pubblica amministrazione, in un più ampio panorama di modernizzazione dello Stato che dovrà comprendere anche la lotta alle disparità di genere e il famoso green new deal voluto dal Movimento 5 Stelle.

Come racconta Repubblica, cruciali sono le prime 19 pagine del documento, che contengono le linee guida alla maxi spesa che ci attende, per trasformare la crisi in occasione. Si vuole portare la quota di investimenti sul Pil al 3%, a fronte dell’attuale 2,3%. Sempre nell’ambito degli investimenti pubblici, tecnologia e digitalizzazione avranno un ruolo primario; si parla di sviluppo della rete 5G e dei big data per combattere l’evasione fiscale, ma anche del potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, che potremmo sintetizzare così: «tutte le strade portano a Roma in 4 ore al massimo».

Previsti anche finanziamenti per la sanità, ricordando comunque che su questo apposito capitolo di spesa l’Italia avrebbe un’altra trentina di miliardi disponibili, laddove scegliesse di chiedere il Mes. Argomento divisivo dentro e fuori la maggioranza, come abbiamo già avuto modo di spiegare (leggi qui: Conte torna a parlare del Mes). E Nicola Zingaretti, leader di uno dei due partiti dell’esecutivo, è tornato a ribadire il suo sì all’altro tesoretto del Fondo salva Stati, a vertice Ue ancora in corso: «Io questi miliardi li prenderei, ci conviene», considerando anche che le risorse europee non saranno disponibili in tempi brevi (si parla di almeno nove mesi di attesa).

Convertire le ambizioni in realtà sarà compito di un’apposita task force (leggi qui: Conte lancia una nuova task force per usare i fondi europei). «Sono stati giorni molto intensi, ma questo risultato ci deve rendere orgogliosi. Orgogliosi di essere italiani», ha scritto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Facebook, pubblicando un video che riassume la lunga trattativa per il Recovery fund. «La sua leadership – ha aggiunto Gualtieri, intervistato dal Tg3 – ne esce rafforzata».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube