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Segnale dell’autovelox invisibile: la multa è nulla?

21 Luglio 2020 | Autore:
Segnale dell’autovelox invisibile: la multa è nulla?

Abbiamo ricevuto una sanzione amministrativa per eccesso di velocità, ma era impossibile leggere il cartello che doveva avvertirci del rilevatore. Vediamo cosa si può fare in questo e in altri casi.

Multa [1] per eccesso di velocità: prima o poi tutti incappiamo nelle grinfie di un autovelox (a parte chi ha l’abitudine di guidare molto al di sotto dei limiti di velocità, si intende), ma non è detto che si debba pagare sempre e comunque. Mettiamo il caso che siate convinti di essere nel giusto: non dovete mettere subito mano al portafogli.

Avete, infatti, la possibilità di impugnare la contravvenzione o davanti al Prefetto (entro 60 giorni dalla notifica) o davanti al giudice di pace (entro 30 giorni): vietato pagare nel caso in cui decidiate di depositare uno qualunque di questi due tipi di ricorso, perché in tal caso l’impugnazione del verbale non sarebbe più possibile.

C’è una pluralità di motivi per i quali potremmo ritenere – e a ragione – di essere nel giusto. Ad esempio: se il cartello che avvisa della presenza di un autovelox fisso è coperto da un qualsiasi ostacolo e, quindi, è reso invisibile, difficilmente chicchessia potrà imporci di pagare. Questo è un orientamento ormai consolidato della nostra giurisprudenza, come ci ricorda una sentenza [2] le cui motivazioni sono state pubblicate proprio pochi giorni fa dal tribunale di Cosenza. Ma vediamo più in dettaglio di cosa si tratta e quando possiamo non pagare una multa e fare ricorso con relativa tranquillità, perché la legge ne prevede la nullità.

Come devono essere autovelox fisso e segnaletica 

È bene premettere che l’autovelox dev’essere sempre preceduto da una cartellonistica che avvisi l’utente della strada che si sta per imbattere nel rilevatore di velocità. Una segnaletica a norma di legge dev’essere concepita in tal modo: il cartello o dispositivo luminoso che avvisa del controllo elettronico della velocità deve essere posizionato a una distanza ragionevole dal rilevatore.

La normativa non prevede una distanza standard, dal momento che prescrive che questa debba «essere valutata in relazione allo stato dei luoghi» [3] e va da sé che ogni strada ha la sua conformazione. Diciamo comunque che l’automobilista dev’essere avvisato con un anticipo tale da fare in modo che non debba inchiodare, cioè frenare improvvisamente, quando si rende conto dell’autovelox. Questo anche e soprattutto a tutela della sicurezza stradale.

Se c’è un’intersezione tra cartello e autovelox, il segnale dev’essere ripetuto, in modo tale che dell’avviso siano messi a conoscenza anche gli automobilisti che provengono da quella direzione. Se non è ripetuto la multa è illegittima.

La Cassazione [4] ritiene che dimostrare la presenza dell’adeguata segnaletica sia responsabilità della pubblica amministrazione, che deve anche premurarsi di sottoporre l’apparecchio a revisione periodica [5]: la cosiddetta taratura.

Il segnale di preavviso dell’autovelox, infine, dev’essere ben leggibile.

Multa nulla per segnaletica invisibile

Questo significa che se l’avviso è coperto, ad esempio, da fronde di alberi e l’automobilista non può prenderne cognizione, non sarà mai in grado di diminuire la propria velocità in vista del rilevatore. Insomma: se l’avviso non si vede, per chi sta guidando è come se l’autovelox non ci fosse. La multa, però, arriva lo stesso e sarebbe ingiusto pagarla in presenza di una segnaletica che, essendo inadeguata, finirebbe anche per diventare ingannevole. In tal caso, multa nulla [6].

Bisogna farsi furbi: l’inadeguatezza della segnaletica va infatti dimostrata. Così come sopra spiegavamo che è onere della pubblica amministrazione provare che l’apparecchio è conforme alla legge in tutte le sue componenti, avviso compreso, allo stesso modo chi impugna una sanzione amministrativa perché il segnale era illeggibile deve dimostrare che lo era davvero [7].

Basta una foto che documenti, per esempio, come il cartello fosse coperto da rami di alberi. È quello che ha fatto la nostra automobilista multata, protagonista della sentenza del tribunale di Cosenza cui abbiamo accennato sopra. Lei aveva delle foto del cartello scattate nel periodo in cui le è stata fatta la multa; il Comune ha prodotto, invece, foto in cui i rami degli alberi erano stati tagliati: immagini non credibili perché risalenti a un periodo successivo.

Altri casi di nullità 

Non sono soltanto i «vizi» dell’autovelox e delle sue componenti, tipo il segnale di preavviso, a rendere nulla una multa. Esistono anche vizi che riguardano il verbale di contestazione o altra documentazione inerente la nostra contravvenzione o la strada in cui è posizionato l’autovelox fisso. Per esempio: poche righe fa vi abbiamo parlato della taratura, cioè della revisione periodica cui è sottoposto l’autovelox. Se la taratura non è indicata nel verbale [8] o non risulta sia stata fatta nell’ultimo anno [9], la multa è nulla.

Altra ipotesi: la multa arriva 90 giorni dopo il presunto eccesso di velocità. Nulla anche in tal caso: la Cassazione [10] ha chiarito che la notifica deve avvenire entro questo termine e non oltre, pena la nullità.

Occhio anche alla contestazione immediata: è sempre inderogabile sulle strade del centro città. Cioè significa che l’autovelox, qui, dev’essere sempre affiancato dalla pattuglia della polizia municipale che fermi l’automobilista dopo il suo passaggio in velocità. Diverso è il discorso per le strade urbane a scorrimento e su quelle extraurbane secondarie, dove la contestazione immediata non è obbligatoria se c’è un decreto del prefetto che specifica le ragioni per le quali la contestazione immediata non è possibile. Il verbale della multa deve non solo fare riferimento al decreto, ma anche spiegare perché non si può fermare subito l’automobilista.

Inoltre, se nel decreto è indicato un senso di marcia e noi, automobilisti multati, provenivamo dalla direzione opposta, anche in tal caso la multa sarà nulla.

Sulle strade extraurbane principali e sulle autostrade, invece, è possibile procedere con la spedizione a casa del verbale anche senza decreto del Prefetto.


note

[1] parliamo di multa per comodità, perché trattasi di termine entrato ormai nell’uso comune; ricordiamo, però, che il termine multa fa riferimento a una sanzione penale, mentre, invece, in questo caso il tipo di sanzione cui ci riferiamo è amministrativa;

[2] Sentenza tribunale di Cosenza n. 1280/20, motivazioni del 19 luglio;

[3] Decreto legge 15 agosto 2007, n. 117 (Decreto Bianchi)

[4] Cass. sent. n. 1661/2019;

[5] Sent. Corte Cost. 113/2015;

[6] Cass. 9033/2016;

[7] Cass. sez. II ordinanza n. 23566 del 9 ottobre 2017; Cass. sez. I sent. n. 6242 del 21 giugno 1999;

[8] Cass. ord. n. 5227 del 06.03.2018.

[9] Sent. Corte Cost. 113/2015;

[10] Cass. ord. 7066 del marzo 2018; art. 201 del Codice della strada.


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2 Commenti

  1. Purtroppo continuate a perseverare da tempo in un errore. La mancata indicazione dell’avvenuta taratura NON deve essere necessariamente indicata sul verbale A PENA DI NULLITA’. Leggete attentamente l’ordinanza indicata al punto 8, la dove recita “Ne’ il codice della strada ne’ il relativo regolamento di esecuzione, ne’ la L. n. 273 del 1991 prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullita’, l’attestazione che la funzionalita’ del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso.” Incombe sulla P.A. in caso di contestazione, il solo obbligo di produrre i atti il certificato di avvenuta tarature e/o omologazione, e che questi siano stati effettuati in coformità alle disposizioni vigenti.Il verbale che non riporta tali dati quindi, non è nullo per il solo fatto di non contenerli. Proprio per aver seguito, a suo tempo questa indicazione sbagliata, ho perso la causa innanzi al GdP di Roma poichè, l’amninistrazione resistente, ha prodotto in giudizio copia dell’avvenuta taratura, i cui estremi non erano indicati nel verbale. (v. sentenza 9010/2019 – RG 25502/18)

  2. Perchè cancellate i commenti? Avevo espresso riserve sulla correttezza dell’articolo in forma assolutamente pacata ed educata? Perchè non pubblicarlo?

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