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Unioni civili e canone Rai: quante quote si pagano?

2 Ottobre 2020
Unioni civili e canone Rai: quante quote si pagano?

Le coppie dello stesso sesso, unite civilmente, sono tenute al pagamento dell’imposta sul televisore?

Sei un uomo di 36 anni che intende sposare il suo compagno di vita. I preparativi sono quasi ultimati, mancano solo gli ultimi ritocchi. La casa dove andrete ad abitare è piccola, ma accogliente e con un piccolo giardino sul retro. Tu e il tuo partner avete deciso di collaborare, dividendovi le spese della casa: dal pagamento delle utenze al canone d’affitto. In questa guida faremo il punto della situazione sulle unioni civili e il canone Rai: quante quote si pagano? Si può ottenere l’esenzione? A quanto ammonta l’imposta? Come si paga il canone? Niente paura, ti spiego tutto, per filo e per segno, in questo articolo. 

Unioni civili: definizione e requisiti

Prima di parlare del canone Rai, devo spiegarti cosa sono le unioni civili. Devi sapere che dal 2016, la legge consente alla coppie omosessuali la possibilità di formalizzare la loro unione tramite una dichiarazione resa all’ufficiale di Stato civile e alla presenza di due testimoni.

L’unione civile è stata pensata per tutelare le coppie dello stesso sesso, riconoscendo loro alcuni diritti che derivano dal matrimonio (pensa, ad esempio, alla pensione di reversibilità o alla possibilità di ricevere informazioni sullo stato di salute del partner). 

Affinché l’unione civile sia valida, però, è necessario che i due partner maggiorenni siano:

  • dello stesso sesso;
  • capaci di intendere e di volere;
  • liberi: ossia le parti non devono essere già sposate o unite civilmente.

Cos’è il canone Rai?

Il canone Rai è una tassa che devono pagare ogni anno tutti coloro che, in una casa di proprietà o in un appartamento in affitto, detengono un televisore, o comunque un apparecchio abilitato a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare.

Attenzione però: il canone è un’imposta dovuta per la presenza in casa di uno o più televisori, indipendentemente dal loro utilizzo. Ciò vuol dire che se acquisti una tv per usarla come monitor del tuo computer, sarai comunque tenuto a pagare il canone anche se non guardi i programmi della Rai. Lo stesso discorso vale se hai un abbonamento a un servizio di televisione satellitare o via cavo: anche in tal caso, devi pagare il canone Rai.

Chi deve pagare il canone Rai?

L’imposta è dovuta in relazione a tutti gli apparecchi televisivi detenuti dai componenti della stessa famiglia anagrafica, rappresentati da soggetti che convivono, aventi residenza nella medesima abitazione, nonché legati da vincoli di tipo affettivo. 

Come si paga il canone Rai?

Vediamo a questo punto le modalità per pagare il canone Rai. Dal 1° gennaio 2016, la detenzione di un televisore si presume nei confronti di tutti coloro che sono titolari di un’utenza di fornitura elettrica ad uso domestico. Come già visto, il canone Rai viene quindi addebitato direttamente sulla bolletta della luce. In questo modo, si impedisce a molti furbetti di non pagare la tassa in questione pur avendo uno o più televisori in casa. Occhio: se non paghi il canone Rai rischi una sanzione da un minimo di 200 euro ad un massimo di 600 euro. 

Per il 2020, l’importo del canone Rai è pari a 90,00 euro da pagare in 10 rate da 9,00 euro ciascuna. L’importo, invece, è pari a 18,00 euro in caso di fatture bimestrali dell’energia elettrica. Chi non ha l’utenza elettrica ma ha comunque un televisore potrà pagare il canone Rai tramite il modello F24.

Unioni civili e canone Rai: quante quote si pagano?

L’unione civile rientra nella famiglia anagrafica, quindi anche alle coppie omosessuali sposate si applicano le disposizioni in materia di canone Rai. 

Pertanto, se la coppia unita civilmente convive e possiede una tv, l’intestatario della bolletta della luce è tenuto a pagare il canone. Ti faccio un esempio pratico.

Tizia e Caia sono una coppia omosessuale sposata dal 2018. Presso la loro casa hanno due televisori, uno in cucina e l’altro nella camera da letto. Le bollette della luce sono intestate a Caia.

Nell’esempio che ti ho riportato, Caia, in quanto intestataria dell’energia elettrica, sarà tenuta a pagare il canone Rai, una sola volta all’anno anche se possiede due televisori.

Può capitare poi che i partner siano titolari di utenze elettriche diverse relative alla stessa abitazione. In tal caso, occorre decidere l’utenza elettrica su cui addebitare il canone Rai e trasmettere, per l’altra utenza, la dichiarazione di esenzione compilando il quadro B del modulo (cioè quello destinato alla segnalazione che il canone Rai viene pagato su un’altra bolletta). Tale dichiarazione si può presentare in qualsiasi momento una sola volta e ha effetto per tutto l’anno. 

E se la coppia possiede due case? Allora il canone va pagato sempre una sola volta nella bolletta elettrica dell’abitazione in cui la coppia ha la residenza anagrafica.

Canone Rai: chi non deve pagarlo?

Non sono tenuti a pagare il canone Rai le seguenti categorie di cittadini:

  • gli invalidi civili che si trovano in una casa di riposo;
  • le persone anziane con più di 75 anni e con un reddito inferiore a 8mila euro;
  • i militari delle Forze Armate, ma solo per gli ospedali militari, le case del soldato e le sale convegno. Il pagamento, tuttavia, è dovuto se un militare si trova in un appartamento privato, anche se situato all’interno di una struttura delle Forze Armate;
  • i militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
  • gli agenti diplomatici e consolari per i Paesi per cui è previsto lo stesso trattamento per i diplomatici italiani;
  • i rivenditori e i negozi che si occupano di riparazioni di apparecchi televisivi;
  • i titolari di un’utenza elettrica non residenti: ad esempio, se sei residente a Bari ma vivi a Torino per motivi di lavoro.

E chi non ha un televisore? Non deve pagare alcunché, previa richiesta di esenzione del canone Rai. Come fare? Basta inviare all’Agenzia delle Entrate il modulo di dichiarazione di non detenzione di apparecchio televisivo – compilando il quadro A – messo a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate e della Rai.

Puoi inviare il modulo scegliendo una delle seguenti modalità:

  • online sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite Pec all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.
  • inviando una raccomandata A/R all’indirizzo: Agenzia delle Entrate, ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Ti consiglio comunque di inviare il modulo entro il 31 gennaio, così non ti sarà addebitato l’importo della tassa per tutto l’anno. Altrimenti, puoi inviare il tutto dal 1° febbraio al 30 giugno per essere esonerato dal pagamento del canone Rai per il secondo semestre (luglio-dicembre dell’anno in corso).

La dichiarazione sostitutiva va presentata ogni anno qualora continui a non avere in casa un televisore.



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