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Incidenti: se la riparazione dell’auto è antieconomica, il risarcimento è ridotto

5 Novembre 2013 | Autore:
Incidenti: se la riparazione dell’auto è antieconomica, il risarcimento è ridotto

Se la riparazione dell’auto che ha subito un sinistro costa più del suo valore, il giudice riconoscerà al danneggiato un risarcimento pari al valore residuo del veicolo, ma non al costo delle riparazioni.   

 

Se la riparazione di un veicolo, coinvolto in un sinistro stradale, ha un costo superiore al suo valore di mercato, il proprietario dell’auto, in sede di risarcimento del danno, otterrà una somma pari al solo valore di mercato del veicolo.

Lo ha stabilito la Cassazione con una recente ordinanza [1]. Condannare il danneggiante al pagamento di una somma superiore al valore di mercato del mezzo rappresenta, secondo la Corte, una sanzione eccessivamente gravosa per l’assicurazione. In tali circostanze, allora, il giudice può riconoscere al danneggiato un risarcimento pari al valore di mercato del veicolo, ripristinando le proporzioni tra il danno subito e il giusto ristoro [2].

Sulla scorta di tali considerazioni, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un uomo la cui auto era stata rottamata a seguito di un tamponamento, e il cui risarcimento era stato fissato in circa 2.000 euro, corrispondente al valore commerciale del veicolo. Vista la notevole differenza tra il valore commerciale del mezzo incidentato e il costo delle riparazioni necessarie, il giudice ha condannato il danneggiante al risarcimento di una somma equivalente al valore di mercato del bene.


note

[1] Cass. ord. n. 24718 del 4.11.2013.

[2] Art. 2058 cod. civ., co. 2: “ […] il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente , se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore”.


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2 Commenti

  1. Però, credo che la stessa teoria in pratica, dovrebbe essere adottata anche al pagamento della RCA, cioè in proporzione allo stesso valore dell’automobile. Solo così si rende l’uniformità.

  2. Oltre al valore commerciale del mezzo, al danneggiato, dovranno essere risarciti anche gli oneri accessori che necessariamente dovrà affrontare per reintegrare il bene posseduto (spese di demolizione, spese di immatricolazione o passaggio di proprietà per altro veicolo, bollo non goduto e fermo per il reperimento di mezzo analogo che usualmente vengono considerati in 6 giorni lavorativi). ovviamente questo è valido se il mezzo viene demolito (se venisse risarcito limporto necessario alla riparazione si avrebbe un illecito arricchimento). Se al contrario il veicolo viene effettivamente ruiparato la cassazione ha riconosciuto, più volte, che una spesa che ecceda il valore commerciale di una percentuale del 25-30% intendendo, per questo valore, quello commerciale più gli oneri sopra elencati; è ancora accettabile.
    Quresto comportamento, oltre che valido commercialmente lo è anche eticamente; infatti non sarebbe corretto, per far risparmiare chi ingiustamente reca un danno (il danneggiante o meglio la compagnia assicuratrice) obbligare il danneggiato a demolire il mezzo e ad affrontare un esborso non programmato e tanto meno voluto

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