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Comprare un cellulare rubato non è più punibile

22 Luglio 2020
Comprare un cellulare rubato non è più punibile

Tenuità del fatto estesa ai reati senza pena minima: ricettazione e incauto acquisto perdonati. 

Sino a poco tempo fa, comprare un cellulare rubato integrava un reato, quello di ricettazione. Ma da oggi non lo è più. O meglio, non ci sarà più alcuna punizione di carattere penale. Questo perché, secondo una sentenza della Corte Costituzionale intervenuta proprio ieri [1], al reato di ricettazione lieve si applica il beneficio della cosiddetta «particolare tenuità del fatto»: in buona sostanza, il comportamento viene ritenuto sostanzialmente non grave, non tanto almeno da giustificare un processo penale e la relativa condanna. 

Così all’imputato viene scontato sia il dibattimento che la pena. Insomma, se la cava senza alcuna conseguenza se non la macchia sulla fedina penale (quella infatti non viene cancellata) e la possibilità di subire l’azione civile del proprietario dell’oggetto rubato (che ne potrà chiedere la restituzione o il risarcimento del danno). 

Ennesimo colpo di spugna del diritto italiano nei confronti dei reati? In un certo senso sì. Oggi, chi si rende conto di avere a che fare con un ladro che ha rubato un cellulare e che lo sta rivendendo a prezzo bassissimo, sul web o per strada, non sarà più punibile penalmente. Il che favorirà il mercato nero di questi dispositivi.

In realtà, quanto appena detto non è che l’applicazione di una norma – l’articolo 131bis del Codice penale – approvata nel 2015, in virtù della quale tutti i reati puniti con la pena detentiva fino a 5 anni e/o con la pena pecuniaria vengono “perdonati”. In buona sostanza, niente processo penale, niente pena. Restano solo le conseguenze risarcitorie e la fedina penale macchiata.

Ebbene, ora la Corte Costituzionale ha detto che questo beneficio si applica anche a quei reati per i quali la legge non prevede una pena minima ma solo quella massima, anche se superiore a 5 anni.

Ci spieghiamo meglio. Di regola, ogni norma penale prevede una punizione da un minimo di… a un massimo di…. Qualche volta, per alcuni reati è prevista la reclusione «fino a un massimo di…» senza indicazione del minimo (minimo che, comunque, non può mai essere inferiore a 15 giorni). Ci si è chiesto se, anche per questi ultimi, valesse il beneficio della particolare tenuità del fatto.

Ebbene, la Corte Costituzionale ha dato risposta affermativa, ampliando così il novero dei reati per i quali c’è la possibilità di “farla franca”. E tra questi c’è la ricettazione di lieve entità, come quella di chi acquista – anche se in malafede – uno smartphone rubato.

Ricordiamo che chi acquista un cellulare consapevole del fatto che sia rubato commette ricettazione; chi invece è in buona fede, ma comunque non si interroga sulle ragioni per cui il prezzo magari è molto più basso di quello di mercato o del perché l’oggetto non sia venduto attraverso uno “store” ufficiale commetta il reato meno grave di incauto acquisto (anche per questo vige il regime di favore che abbiamo appena visto). Ed anche per questo è prevista la non punizione penale.


note

[1] C. Cost. sent. n. 156/2020 del 21.07.2020.


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