Dl Semplificazioni: come cambiano le notifiche via Pec

22 Luglio 2020 | Autore:
Dl Semplificazioni: come cambiano le notifiche via Pec

Consentita la notifica all’indirizzo risultante nell’elenco Ipa quando la Pa destinataria dell’atto non lo ha comunicato al Reginde.

Il Decreto Semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale [1] contiene novità per le notifiche via Pec, la posta elettronica certificata, da effettuare alle pubbliche amministrazioni. Finora il sistema era praticamente bloccato dal fatto che molte Pa non avevano mai comunicato il proprio indirizzo Pec al Reginde, il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della Giustizia.

Secondo la Cassazione, se la notifica veniva fatta ad un altro e pur valido recapito Pec di cui l’amministrazione era dotata era considerata nulla, perché il Reginde è considerato in ambito giudiziario l’unico elenco “ufficiale” degli indirizzi di posta elettronica degli uffici pubblici.

E questo avveniva nonostante l’esistenza di un elenco ben più completo ed aggiornato, qual è l’Ipa, l’indice delle pubbliche amministrazioni. Quindi gli avvocati, quando non reperivano nel Reginde l’indirizzo Pec della pubblica amministrazione alla quale dovevano notificare un atto [2], erano costretti ad utilizzare la più costosa, scomoda e lenta modalità cartacea.

Ora, tutto dovrebbe cambiare: il Dl Semplificazioni consente di utilizzare il domicilio digitale del destinatario dell’atto da notificare che risulta presente nell’Ipa, quando esso manca nel Reginde perche la Pa non aveva provveduto a comunicarlo – come spesso è accaduto, nonostante l’obbligo di legge [3] –  e dunque non era stato inserito.

La norma specifica che se nell’Ipa sono indicati più indirizzi Pec l’atto dovrà essere notificato a quello considerato “primario” secondo le linee guida emanate dall’Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale: «ove nel predetto elenco risultino indicati, per la stessa amministrazione pubblica, più domicili digitali, la notificazione è effettuata presso l’indirizzo di posta elettronica certificata primario indicato, secondo le previsioni delle linee guida di Agid, nella sezione ente dell’amministrazione pubblica destinataria».

La nuova norma del Dl Semplificazioni, già entrato in vigore, è di immediata applicazione, ma la Dgsia (Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati) del ministero della Giustizia, dovrà emanare entro 90 giorni le specifiche tecniche per l’adeguamento del Reginde [4] alle nuove disposizioni. Ora infatti il Dl Semplificazioni consente di inserire nel Reginde più di un indirizzo Pec per ciascuna Pa, nel caso in cui essa sia dotata di diversi organi o articolazioni anche territoriali.


L’avvocato che deve notificare un atto ai sensi della legge n.53 del 1994 dovrà cercare nel Pst (portale servizi telematici) del ministero della Giustizia l’indirizzo Pec della Pa destinataria, per verificare se è presente nel Reginde.

In caso positivo, sarà quello il recapito da utilizzare per la notifica. Se invece fosse mancante, potrà utilizzare la Pec tratta dall’Ipa, l’indice delle pubbliche amministrazioni: il recapito sarà considerato valido, in base alle nuove disposizioni contenute nell’art. 28 del Dl Semplificazioni.

note

[1] Art. 28 D.L. 16 luglio 2020, n. 76, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio 2020 “Semplificazione della notificazione e comunicazione telematica degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale“.

[2] Ai sensi della Legge n. 53 del 21 gennaio 1994 “Facoltà di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali“.

[3] Art. 16 D.L. n.179/2012.

[4] In attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 16, comma 12, del D.L.n. 179/2012, come ora modificato dal Dl Semplificazioni.


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