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Lite tra fidanzati: 7 cose da sapere

22 Luglio 2020
Lite tra fidanzati: 7 cose da sapere

Reati e illeciti civili: tutte le conseguenze delle controversie e contestazioni tra partner, fidanzati e conviventi.  

Come tra marito e moglie, anche tra fidanzati gli screzi possono essere ricorrenti. E lasciano strascichi, non solo affettivi ma anche legali. 

Una lite tra fidanzati può implicare una causa civile o penale. Lo sanno bene le numerose aule di tribunali chiamate a decidere sulle controversie tra ex conviventi o semplici partner. Questo perché si crede, a torto, che quando i rapporti siano uniti da un legame sentimentale, vi siano maggiori licenze nell’altrui sfera fisica, morale o della privacy. 

Non è così. Marito e moglie, conviventi o semplici fidanzati si devono rispettare l’un l’altro con la stessa attenzione e cura dovuta tra estranei.

Ecco allora alcune cose da sapere nel caso di lite tra fidanzati. 

Costrizioni fisiche vietate anche tra fidanzati

Non si può costringere il fidanzato fisicamente, anche se lo scopo è quello di chiarirsi. La giurisprudenza ha condannato il fidanzato che aveva messo in moto l’auto e accelerato per evitare che la ragazza, seduta sul sedile del passeggero, uscisse fuori a seguito di un litigio.

In senso inverso è vietato strattonare dai capelli o dall’abito la ragazza che non ne vuole sapere di entrare nella macchina.

Non si può chiudere la porta di una camera per evitare che il partner vada via fino a quando la discussione non è conclusa.

In questi casi, si rischia una incriminazione per il reato di violenza privata. 

Strappare il cellulare dalle mani del fidanzato o della fidanzata

Altra incriminazione per il reato di «violenza privata» è a carico del fidanzato o della fidanzata che, sospettando un tradimento, strappi lo smartphone dalle mani del partner per leggere una chat o verificarne il contenuto. Qui entrano in gioco due principi: il rispetto dell’altrui privacy e quello della segretezza della corrispondenza, che vale anche tra fidanzati.

Aprire una mail o un messaggio altrui, senza essere autorizzati, integra un reato sanzionato dal Codice penale. Senza contare poi l’elemento fisico della stessa costrizione, data dall’appropriarsi dell’oggetto altrui, che può essere sanzionato penalmente allo stesso modo.

Ricorrere alla violenza fisica contro la fidanzata o il fidanzato

Se è fin troppo scontato che una violenza fisica dell’uomo nei confronti della donna costituisce un reato – e le stazioni dei carabinieri sono piene di denunce per occhi neri e lividi sulla braccia – non lo è altrettanto quando la vittima è il cosiddetto “sesso forte”. Ma la legge, lo sappiamo, non fa distinzione di sesso. Sicché, se la ragazza graffia l’uomo o gli tira un piatto in faccia, colpendolo, è ugualmente imputabile per lesioni. Lesioni che saranno tanto più gravi quanti sono i giorni di prognosi riconosciuti dal pronto soccorso. 

Leggere le mail e i messaggi dei fidanzati

Dicevamo che la privacy vale anche tra conviventi e fidanzati. Chi conosce le password di accesso all’altrui account di posta elettronica o del social network, perché gli sono state comunicate in una determinata occasione, non può poi usarle a proprio piacimento anche in momenti successivi. In tal caso, l’accesso abusivo viene sanzionato penalmente.

Dunque, se la vostra compagna vi ha dato, un anno fa, le credenziali di accesso a Facebook o alla sua mail dovete dimenticarvele.

Lamentarsi con gli amici del proprio partner

Uno degli sport preferiti di fidanzati e coniugi è quello di lamentarsi del partner con gli amici. Quando però le lamentele sfociano in vere e proprie accuse gratuite, che ne ledono la moralità, si sconfina nella diffamazione. A patto che la confidenza venga fatta – anche in momenti successivi – ad almeno due persone. 

Dire che il proprio “lui” è un traditore è diffamazione, anche se è vero. Dire che la propria “lei” è una mantenuta, sensibile solo ai soldi, è diffamazione. Dire che il proprio ex era una persona ignobile è diffamazione.

Restituzione dei regali e di soldi tra fidanzati

Quando finisce una relazione non si può chiedere la restituzione dei regali, non almeno di quelli che rientrano nelle normali abitudini, come per l’anniversario, per San Valentino, per il compleanno o la laurea. 

Quando però i regali vengono fatti in vista del matrimonio, la restituzione è d’obbligo se le nozze non si celebrano più: si pensi all’anello nuziale o all’automobile.

Lo stesso dicasi per le somme di denaro: in tal caso, se si riesce a dimostrare che si è trattato di un prestito e non di una donazione, sarà dovuta la restituzione. Si pensi, ad esempio, a chi dia i soldi alla fidanzata per aprire una propria attività di lavoro autonomo.

Offese reciproche tra fidanzati

Le offese proferite in faccia all’altro non sono più reato. L’ingiuria, infatti, è stata depenalizzata. E peraltro, se non ci sono testimoni, non è possibile neanche punirle con una causa di risarcimento del danno. Se poi si tratta di offese reciproche, l’essere stati aggrediti verbalmente giustifica la reazione, sicché non può più parlarsi neanche di illecito. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


11 Commenti

  1. Certi fidanzati pensano che anche se state insieme da tanti anni, tu sei diventata di sua “proprietà” e non si rendono conto di certi atteggiamenti che possono invadere la tua privacy o ferirti… Dopo una discussione, il mio fidanzato ha preteso di controllare il mio cellulare. In quel momento gliel’ho lanciato nelle mani, perché non avevo nulla da nascondere… Ero schifata dalla discussione. Poi, dopo averlo controllato si è calmato ed è finita lì. Ripensandoci, ho sbagliato… Non avrei dovuto dargliela vinta perché così ha invaso la mia privacy, ha messo in discussione la mia lealtà… temeva che io volessi lasciarlo perché avessi un altro… dopo tempo, indovinate un po’? Ho scoperto che era lui ad essersi fatto l’amante.

    1. Se il tuo fidanzato ti ha ordinato categoricamente di consegnargli il tuo cellulare per perquisirlo e verificare che tu non lo stia tradendo e, di fronte al tuo rifiuto, fa di tutto per sottrartelo, sino a prenderlo con la forza, commette il reato di rapina. Una parola, questa, che può sembrare eccessiva per un tipico diverbio tra partner, ma la Cassazione, su tale punto, non ha dubbi in proposito: sottrarre un oggetto a un’altra persona, quando questa lo tenga ben stretto, fa scattare la rapina. Diversamente, se la violenza avviene solo sulla cosa e solo indirettamente sulla persona, scatta invece il reato di scippo (o meglio detto “furto con strappo”).

  2. Un giorno, il mio fidanzato è andato a sbirciare nel mio smartphone mentre facevo la doccia… Ovviamente, avevo lasciato il cellulare in camera sotto carica, mica lo porto ovunque… E poi, mi si è presentato con una chat aperta chiedendomi spiegazioni… Ora, lui ha invaso la mia privacy… Tuttavia, dalla conversazione, ha potuto constatare che io non avevo dato corda a questo collega che ci provava chiaramente. Io cercavo di mantenere un rapporto sereno parlandoci ogni tanto per questioni di lavoro… Lui sembrava impazzito. Eppure era una conversazione che risaliva a 5 mesi prima, infatti finita la collaborazione non ci sentivamo più…Mah. Alla fine, ha capito. Ma non ha mai mandato giù la questione perché era davvero carino. In realtà, io non avevo occhi se non per il mio fidanzato. Quindi, il film era nella sua testa. Gli ho perdonato il fatto di aver preso il mio cellulare ma da quel momento in poi ho messo una chiave d’accesso perché non mi andava giù il fatto che andasse a prendere il cellulare senza il mio consenso e sbirciasse le mie conversazioni. Cioè per trovare quella conversazione è dovuto risalire a mesi e mesi di conversazioni. E qui sta la furbizia dell’altra persona…Furbizia che io non ho mai avuto

  3. Una volta, in mezzo ad una discussione il mio ex ragazzo mi prese il braccio e me lo strinse forte lasciandomi il segno… Lì mi sono infuriata ed ho reagito con l’indifferenza. Non si sarebbe mai dovuto azzardare a fare una cosa del genere… Mi sono sentita molto turbata, perché questi scatti di rabbia per me sono intollerabili, figuriamoci se sono fatti da una persona che dice di amarti. Poi, è finita per altre ragioni, ma questa cosa non l’ho mai dimenticata

  4. Io e la mia fidanzata discutevamo spesso. Veniva a casa mia e quando c’era qualche problema urlava come una matta .poi nei giorni successivi i vicini mi chiedevano se era tutto a posto. Un giorno, in preda alla rabbia ha preso un vassoio e l’ha lanciato al muro. Una matta… Poi, l’ho lasciata. Non riuscivo a sopportare questi scatti di esaurimento

  5. La mia ex era da rinchiudere. No vabbè, non la sto diffamando, ma seriamente non era normale. Era gelosa in maniera ossessiva. Voleva conoscere i miei spostamenti, sapere cosa facevo 24h su 24. Ora, se sai che io lavoro sempre allo stesso posto e al massimo al pranzo mi sposto raramente, cosa vuoi che faccia? Dove vuoi che vada se la sera sono con te? E poi si lamentava che non messaggiavo. Ma mica posso dire al mio capo che sto a chattare perché tu non sei sufficientemente matura per capire che non sto giocando… E invece si faceva film mentali e poi mi sono seccato…

  6. Ho bisogno di un vostro consiglio… Dopo una lite, mi hanno tirato per i capelli…è reato? cosa posso fare?

    1. In pochi sanno che tirare per i capelli una persona può comportare il rischio di un procedimento penale. In particolare può integrare, a seconda della vittima e del contesto in cui il gesto viene attuato, diversi tipi di reato: da quello di lesione a quello di abuso dei mezzi di correzione. A ricordarlo è una ordinanza della Cassazione. Se a tirare per i capelli il partner è la fidanzata (o il fidanzato) scatta invece il reato di violenza privata. Secondo il tribunale di Napoli si può sconfinare nel reato di lesioni personali quando tirare i capelli genera delle ferite ma queste sono guaribili in sei giorni. Tirarsi i capelli a vicenda infine costituisce reato per entrambe le parti a meno che l’uno non lo faccia per difendersi dall’aggressione dell’altro, iniziata prima. In tal caso c’è la legittima difesa.

    2. Se in caso di lite non ci si limita alle parole ma si passa ai fatti e uno dei due tira violentemente i capelli all’altro risponde del reato di lesioni personali. La differenza tra il reato di violenza privata (punito con la reclusione fino a 4 anni) e quello di lesioni personali (punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni) sta non solo nelle conseguenze provocate alla vittima (il secondo illecito scatta infatti quando il gesto provoca ripercussioni fisiche), ma anche nel fatto che, nel primo caso, la vittima viene “costretta fisicamente” a qualcosa che non vuole (ad esempio restare in una camera e non scappare). Decisivo tanto il racconto fatto dalla vittima, quanto il referto medico che certifica la presenza di ferite al cuoio capelluto, giudicate guaribili in diversi giorni.

  7. Io e la mia ex abbiamo litigato. mi ha imposto di consegnarle il mio cellulare. Io mi sono rifiutato e lei ha cercato di strapparmelo dalle mani… Se il cellulare viene sottratto con la violenza, è reato?

    1. Non c’è bisogno di commettere gesti particolarmente violenti, poiché per il reato di rapina basta il semplice appropriarsi di una cosa particolarmente aderente al corpo di chi la detiene (si pensi al cellulare stretto nella mano o conservato nella tasca del pantalone). Quindi, anche nell’ipotesi in cui il partner riesca a mettere le mani sul cellulare del compagno o del coniuge, senza bisogno di usare la violenza o la minaccia, ma semplicemente approfittando dell’altrui distrazione, potrebbe non portare a grandi risultati: l’eventuale prova della relazione adulterina, recuperata attraverso sms, email o conversazioni via Whatsapp, infatti, non potrebbe essere comunque “portata” in processo. Fermo restando, comunque, il rischio di essere denunciati per violazione della privacy.

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