Ladruncoli e delinquenti perdonati grazie alla Corte Costituzionale

22 Luglio 2020 | Autore:
Ladruncoli e delinquenti perdonati grazie alla Corte Costituzionale

Consulta: estesa la portata della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Pena esclusa anche per i reati più gravi.

Meno carcere per tutti: è così che potrebbe suonare la nuova decisione della Corte Costituzionale, la quale ha esteso l’ambito di applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto abbattendo il precedente limite dei cinque anni di reclusione. Con una sentenza di ieri [1], la Consulta ha esteso i crimini che potranno essere “perdonati” dai giudici.

Ciò significa che, d’ora in avanti, se qualcuno commette un reato, anche piuttosto grave, per il quale non sia prevista però un limite minimo di pena, potrà farla franca lo stesso beneficiando dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. Vediamo perché ladruncoli e delinquenti potranno essere perdonati più facilmente.

La particolare tenuità del fatto

Secondo il codice penale [2], nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

In soldoni, la legge “perdona” l’autore del reato se, considerate le modalità dell’evento e tutte le circostanze che il giudice riterrà più idonee, reputa che non è il caso di procedere penalmente, sempreché il reato non sia punito con pena superiore ai cinque anni di reclusione.

Insomma, la particolare tenuità del fatto serve a evitare che la macchina della giustizia si ingolfi con procedimenti inutili.

La sentenza della Consulta

Con la sentenza della Consulta del 21 luglio 2020, la particolare tenuità del fatto si estende anche a quei reati che sono puniti con una pena massima superiore ai cinque anni, purché non sia previsto un minimo edittale.

La Corte Costituzionale, affrontando il caso di una ricettazione, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dall’istituto della particolare tenuità del fatto, nella parte in cui non permette l’applicazione dell’esimente ai reati per i quali non è stabilito un minimo edittale di pena detentiva e tuttavia è previsto un massimo superiore a cinque anni.

Ad esempio, la ricettazione particolarmente lieve è punita con la reclusione sino a sei anni; non essendo prevista una pena minima (la quale, in assenza di espressa indicazione, è fissata per legge in 15 giorni di reclusione), la Consulta ha stabilito che possa applicarsi l’istituto della particolare tenuità del fatto, escludendo così la condanna.

Dunque, da oggi non è più reato comprare un cellulare rubato, così come non lo sarà più commettere altri crimini per i quali è prevista una pena massima anche superiore ai cinque anni, ma non è previsto un minimo.

Corte Costituzionale: perché perdona i criminali?

La decisione della Corte Costituzionale favorisce ladruncoli e delinquenti, i quali saranno più facilmente perdonati dai giudici, in quanto la non punibilità comprenderà d’ora in avanti tutti i reati per i quali non è previsto un minimo di pena e quindi vedono, per effetto del codice penale, determinata la sanzione minima in 15 giorni di reclusione.

In realtà, la sentenza della Consulta non è illogica. La Corte ha osservato che, con la scelta di consentire l’irrogazione della pena detentiva nella misura minima assoluta (che è pari a 15 giorni di reclusione), il legislatore ha riconosciuto che alcune condotte sono caratterizzate da una offensività assai limitata. Per esse, quindi, è irragionevole escludere a priori l’applicazione dell’esimente.

Dunque, secondo la Consulta, i reati per i quali non è prevista una pena minima sono per loro natura di scarso spessore penale, anche quando sono puniti, nel massimo, con una pena consistente. Pertanto, per queste tipologie di crimini può applicarsi la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.


note

[1]  Corte costituzionale, sentenza 21 luglio 2020 n.156.

[2] Art. 131-bis cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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