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Multe prestampate senza firma: sono valide?

22 Luglio 2020
Multe prestampate senza firma: sono valide?

Verbali per contravvenzione del Codice della strada: la sottoscrizione dell’agente accertatore o del responsabile del procedimento è necessaria?

Se hai già ricevuto una multa saprai bene com’è fatta: si tratta di un modello prestampato costituito da più fogli e facciate. Ad ognuno di questi corrisponde una sezione dedicata a specifiche informazioni. E così c’è la sezione dedicata alla descrizione dell’infrazione; quella ove sono elencate le somme da pagare; quella ove viene spiegato a chi fare ricorso ed entro quanto tempo; quella infine sulle informazioni relative al procedimento e alla privacy. 

Alla fine di tutto questo papiro, c’è il nome del responsabile del procedimento o a volte solo la matricola. Nessuna firma, né stampata al computer, né tantomeno a penna. 

Proprio a causa di questa mancanza, più di un automobilista si è chiesto se sia possibile fare ricorso. Sono valide le multe prestampate senza firma?

Sulla questione si è pronunciata più volte la giurisprudenza.

Qui di seguito faremo una carrellata delle pronunce più interessanti per comprendere se si può impugnare un verbale privo di firma dell’agente accertatore o del capo ufficio. Ma procediamo con ordine.

Contenuto di una multa

La multa è un atto pubblico perché redatta da un pubblico ufficiale. Questo significa che deve avere un contenuto minimo affinché sia valida. Tanto al fine di garantire al trasgressore la possibilità di capire perché viene sanzionato e, se del caso, fare ricorso. 

Alcuni elementi della multa, richiesti dalla normativa, sono previsti a pena di nullità: si pensi all’indicazione delle norme violate e della sanzione applicata. Sul punto leggi Verbali stradali: cosa devono indicare. 

L’articolo 383 del regolamento di attuazione al Codice della strada specifica che il verbale deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali la violazione è avvenuta, delle generalità e della residenza del trasgressore e, ove del caso, l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo di veicolo e della targa di riconoscimento, la sommaria esposizione del fatto, nonché la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione.

L’accertatore deve inoltre fornire al trasgressore ragguagli circa la modalità per addivenire al pagamento in misura ridotta, quando sia consentito, precisando l’ammontare della somma da pagare, i termini del pagamento, l’ufficio o comando presso il quale questo può essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario che può eventualmente essere usato a tale scopo. Deve essere indicata l’autorità competente a decidere ove si proponga ricorso.

La mancanza di altri elementi non essenziali che non pregiudicano la difesa dell’automobilista (si pensi all’omessa indicazione del colore dell’auto o dello specifico modello) non comportano la nullità del verbale.

La firma dell’agente accertatore

Il verbale deve indicare il nome e cognome o, in alternativa, la matricola identificativa degli agenti che hanno accertato l’illecito. Tale elemento è essenziale e la sua mancanza vizia di nullità la multa. Ma non è richiesta la firma, né a penna né in formato meccanico (ossia con una semplice scannerizzazione computerizzata). 

Difatti non è il segno grafico dell’agente a rendere possibile la difesa del trasgressore ma solo la sua identificazione. 

Per comprendere questo concetto dobbiamo spiegare a cosa serve la firma. La sottoscrizione è un elemento rivolto a togliere ogni incertezza in merito alla provenienza dell’atto e alla persona che lo ha formato. Possiamo, ad esempio, sapere se un contratto proviene da un soggetto se contiene la sua firma.

Nel momento in cui però ci troviamo dinanzi a un verbale di un pubblico ufficiale, la firma non è più necessaria perché è l’amministrazione stessa a garantire la provenienza dell’atto, in quanto pubblico ufficiale. L’importante è che, nell’intestazione del verbale, sia indicata l’autorità che l’ha formato (ad esempio: carabinieri, polizia municipale, polizia di Stato, ecc.).

Tanto viene espresso dalla stessa legge [1] a norma della quale se, per la validità degli atti emessi dalla pubblica amministrazione è prevista l’apposizione di firma autografa, la stessa è sostituita dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile. Del resto ormai, gli atti amministrativi adottati da tutte le pubbliche amministrazioni sono di norma predisposti tramite i sistemi informativi automatizzati.

La firma dell’ufficiale che ha compilato il verbale

Molto spesso l’agente che ha raccolto l’illecito è diverso da quello che poi, all’interno dell’ufficio, ha compilato il verbale e lo ha preparato per la spedizione. Anche di quest’ultimo però, seppur è necessaria l’indicazione nel verbale, non è indispensabile la firma. E la ragione è la stessa che abbiamo fornito nel paragrafo precedente.

Come chiarito dalla Cassazione a più riprese [2], nel caso di infrazione stradale rilevata a distanza, il verbale d’accertamento redatto con sistemi meccanizzati per fini di notifica non richiede la sottoscrizione autografa dell’accertatore, che può essere sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del responsabile dell’atto, senza che occorra la formazione di un originale cartaceo firmato a mano e destinato a rimanere agli atti dell’ufficio.

Il principio è ormai pacifico anche all’interno delle aule dei giudici di pace e dei tribunali; sicché non conviene fare ricorso per una multa prestampata senza firma. 

Come chiarito, ad esempio, dal tribunale di Bari [3], in tema di sanzioni amministrative inflitte per violazioni del Codice della strada, la notifica del verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi del tutto legittima se il verbale stesso risulta redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati, per come del resto previsto dall’articolo 385, comma 3 del regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada a norma del quale i verbali redatti con sistemi meccanizzati o di elaborazione dati sono notificati con il modulo prestampato recante l’intestazione dell’ufficio o comando predetti.

L’assenza di firma nella multa prestampata 

Come spiegato dalla Cassazione con un altro importante precedente [4], in tema di sanzioni amministrative, comminate per violazioni del Codice della strada, la notifica del verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi legittima se il verbale risulta redatto con sistema meccanizzato, come previsto dagli art. 383 comma 4 e 385 commi 3 e 4 del regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della strada, e dall’art. 3 comma 2 d.lg. n. 39 del 1993, secondo il quale nella redazione di atti amministrativi, la firma autografa è sostituita, a tutti gli effetti, dall’indicazione a stampa, sul documento risultante dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile dell’atto, vale a dire, nel caso di specie, il verbalizzante.

Viene pertanto negata la rilevanza alla mancanza di sottoscrizione autografa del verbale di accertamento di violazione notificato ai fini della sua validità. Come infatti ricorda la decisione in commento, secondo un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, in tema di sanzioni amministrative inflitte per violazione del Codice della strada, la notifica del verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi legittima se il verbale risulta redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati. Per legge, la firma autografa è sostituita, a tutti gli effetti, dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile dell’atto, che, nella specie, è il verbalizzante. Ciò in quanto tale indicazione consente di affermare la sicura attribuibilità dell’atto al soggetto che, secondo le norme, deve esserne l’autore.  


note

[1] Art. 3, comma 2 del D. Lgs 39/93

[2] Cass. sent. n. 9815/2015.

[3] Trib. Bar, sent. n. 707/2017.

[4] Cass. sent. n. 21199/2012.


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