Diritto e Fisco | Articoli

Quattordicesima: tutto quello che devi sapere

23 Luglio 2020
Quattordicesima: tutto quello che devi sapere

Con l’avvicinarsi del periodo di paga di luglio milioni di lavoratori italiani attendono il pagamento della mensilità aggiuntiva.

Anche se i mesi del calendario sono dodici, sono milioni i lavoratori italiani che percepiscono un numero di mensilità di stipendio superiore a dodici. Alcuni lavoratori, infatti, prendono lo stipendio in tredici mensilità ed altri in quattordici mensilità. Prima di essere assunti presso un datore di lavoro, è bene verificare quali sono i diritti che il contratto di lavoro proposto darà al lavoratore. Tra questi è bene verificare se si avrà diritto o meno alla quattordicesima. Come vedremo, l’attribuzione al lavoratore delle cosiddette mensilità aggiuntive non è un diritto previsto direttamente dalla legge. Sono stati i contratti collettivi di lavoro ad introdurre tale diritto ed è dunque nel testo del Ccnl di riferimento che occorre verificare a chi spettano le mensilità aggiuntive e quali sono i criteri per il loro calcolo.

Che cos’è la quattordicesima?

Il contratto di lavoro è un contratto a prestazioni corrispettive [1]. Il lavoratore, firmando la lettera di assunzione, si impegna a recarsi al lavoro negli orari stabiliti nel contratto e nella sede di lavoro assegnata ed a svolgere la prestazione lavorativa prevista nel contratto. Come corrispettivo per la prestazione lavorativa resa, il datore di lavoro si impegna a corrispondere mensilmente al lavoratore la retribuzione pattuita.

Lo stipendio del lavoratore viene definito dalle parti nel contratto di lavoro. Le parti sono libere di definire l’ammontare della retribuzione ma non possono prevedere un importo inferiore ai cosiddetti minimi tabellari, ossia, agli importi minimi mensili previsti, per ogni livello di inquadramento, dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro.

La retribuzione, infatti, deve essere giusta [2], ossia, proporzionata alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto e comunque sufficiente a garantire al lavoratore ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa. Nella pratica, il concetto di giusta retribuzione viene declinato dai Ccnl che, tra le varie funzioni che esercitano, sono autorità salariale in quanto stabiliscono, nel proprio settore di riferimento, l’ammontare minimo dello stipendio che deve essere corrisposto ai lavoratori, in base alla categoria legale ed al livello di inquadramento.

Nonostante i mesi del calendario siano dodici e il pagamento dello stipendio sia mensile, molti contratti collettivi prevedono che il datore di lavoro debba erogare la retribuzione mensile al lavoratore in un numero di mensilità superiore a dodici.

In alcuni casi, si prevede il pagamento durante le feste di Natale, della tredicesima o gratifica natalizia. In altri casi, il contratto collettivo prevede anche il pagamento della quattordicesima.

Tredicesima e quattordicesima vengono spesso definite mensilità aggiuntive o supplementari.

La quattordicesima è, dunque, una mensilità aggiuntiva che viene erogata al lavoratore in estate, solitamente insieme allo stipendio del mese di luglio. Il fine della quattordicesima è quello di sostenere il lavoratore, dal punto di vista economico, in prossimità delle ferie estive.

Quattordicesima: a chi spetta?

Come abbiamo detto in premessa, il diritto alla quattordicesima non è stabilito dalla legge ma è stato introdotto dai contratti collettivi di settore.

Per verificare a chi spetta la quattordicesima, in un determinato settore, occorre dunque consultare la disciplina prevista dal Ccnl di riferimento.

In generale, il diritto alla quattordicesima spetta a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Tuttavia, non è da escludere che il contratto collettivo possa circoscrivere la platea dei beneficiari della quattordicesima prevedendo, ad esempio, che determinate categorie di lavoratori ne restino escluse.

In alcuni contratti collettivi di lavoro, ad esempio, per stimolare le imprese ad effettuare nuove assunzioni, si prevede che il lavoratore non maturi il diritto alla quattordicesima subito dopo l’assunzione ma solo dopo la maturazione di un determinato periodo di anzianità di servizio.

In ogni caso, su questa materia non esistono regole generali in quanto la fonte di regolamentazione della quattordicesima è nel contratto collettivo ed è, dunque, nei vari contratti collettivi che occorre verificare chi ha diritto alla quattordicesima e chi è escluso da questo diritto.

Quattordicesima: come si calcola?

La quattordicesima viene detta anche mensilità aggiuntiva. L’importo della quattordicesima è, dunque, uguale all’importo della retribuzione lorda mensile percepita dal lavoratore.

La quattordicesima è un istituto retributivo a maturazione progressiva. Ciò significa che la quattordicesima matura in base ai mesi di lavoro effettuati durante l’anno al quale l’emolumento si riferisce e il calcolo viene fatto generalmente sulla base dello stipendio percepito dal primo luglio precedente al 30 giugno dell’anno in corso. Tuttavia, le singole regole di calcolo sono definite dai singoli contratti collettivi di lavoro.

La quattordicesima viene maturata in ratei mensili. La maturazione di un rateo mensile si ha solo se, in quella mensilità, il lavoratore ha lavorato per almeno 15 giorni.

La formula per calcolare la quattordicesima è la seguente:

stipendio lordo mensile X mesi lavorati nel corso dell’anno / 12 (totale dei mesi dell’anno).

Facciamo un esempio concreto.

Tizio percepisce uno stipendio lordo mensile di € 1.500 ed ha lavorato dal primo settembre 2019 fino al 30 giugno 2020, ossia, per un totale di dieci mesi. La quattordicesima cui avrà diritto a luglio 2020 si calcolerà con la seguente formula: € 1.500 X 10 (mesi lavorati nell’anno) / 12 = € 1.250.

Per quanto concerne il periodo di pagamento della quattordicesima, anche in questo caso occorre fare riferimento alle regole previste dal Ccnl di riferimento.

In generale, essendo la quattordicesima erogata al fine di consentire ai lavoratori di avere una maggiore disponibilità economica per le ferie estive, tale mensilità aggiuntiva viene pagata tra giugno e luglio. In certi casi, le tempistiche di pagamento della quattordicesima sono oggetto di specifico accordo in sede di contrattazione aziendale.

Il Ccnl Commercio, ad esempio, prevede che tutto il personale compreso nella sfera di applicazione del contratto ha diritto a ricevere, il 1° luglio di ogni anno, un importo pari ad una mensilità della retribuzione di fatto in atto al 30 giugno immediatamente precedente, esclusi gli assegni familiari, a titolo di quattordicesima mensilità.

Per quanto concerne la base di calcolo della quattordicesima, il Ccnl può prevedere che alcune voci retributive ne siano escluse come, ad esempio, i bonus e le retribuzioni in natura.

Il Ccnl Commercio prevede che, nei confronti dei lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell’importo della quattordicesima mensilità sarà effettuato sulla base della media degli elementi fissi e variabili della retribuzione percepiti nei dodici mesi precedenti la maturazione del diritto o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l’azienda.

Quattordicesima: quando matura?

Come abbiamo detto, la quattordicesima, al pari della tredicesima, è un istituto retributivo a maturazione progressiva e matura nel corso dell’anno in ratei mensili. Il rateo, però, viene maturato solo se il lavoratore lavora in quel mese per almeno quindici giorni.

Ci sono, tuttavia, dei casi in cui il rapporto di lavoro può restare sospeso a causa dell’insorgere di una serie di condizioni esterne che impediscono al lavoratore di recarsi regolarmente al lavoro.

In questi casi matura la quattordicesima? Non esiste una regola generale e, anche con riferimento a questo profilo, occorre verificare cosa prevedono i Ccnl.

In generale, concorrono al calcolo della quattordicesima e ai mesi lavorati da computare nella relativa formula le seguenti fattispecie di assenza retribuita:

  • malattia;
  • infortunio e malattia professionale;
  • ferie;
  • festività e permessi retribuiti;
  • congedo di maternità e paternità;
  • riposo giornaliero per allattamento;
  • congedo matrimoniale.

Al contrario, la quattordicesima non matura nelle giornate di:

  • congedo parentale;
  • lavoro straordinario;
  • lavoro notturno;
  • aspettativa;
  • malattia e infortunio oltre il tempo massimo stabilito nel contratto collettivo;
  • servizio di leva;
  • sciopero;
  • permesso non retribuito;
  • cassa integrazione.

Per quanto concerne i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale, l’importo della quattordicesima verrà riparametrato sulla base dell’orario di lavoro del lavoratore.

Erroneo calcolo della quattordicesima: cosa fare?

La quattordicesima viene pagata dal datore di lavoro al lavoratore all’interno della busta paga del mese di luglio al netto delle trattenute fiscali e previdenziali di legge.

L’imponibilità fiscale e previdenziale della quattordicesima è piena: ciò significa che su tale mensilità aggiuntiva devono essere pagate le stesse tasse e gli stessi contributi previdenziali che si pagano sullo stipendio mensile.

Saper calcolare correttamente la quattordicesima è importante per verificare la correttezza del calcolo effettuato dal datore di lavoro. Infatti, se si rende conto che l’importo liquidato a titolo di quattordicesima è inferiore a quanto dovuto, il lavoratore deve attivarsi per recuperare la differenza tra quanto liquidato e quanto dovuto.

Per maggiore sicurezza, in caso di dubbi, il lavoratore potrà chiedere ad un sindacato o ad un consulente del lavoro di effettuare il conteggio della quattordicesima spettante.

A questo punto, il lavoratore dovrà chiedere chiarimenti all’ufficio del personale e se non riceverà risposte esaustive dovrà agire formalmente per il recupero della somma a lui spettante.

Attenzione alla prescrizione. Infatti, dalla data di pagamento della quattordicesima inizia a decorrere la prescrizione e, secondo la Cassazione [3], alle mensilità aggiuntive si applica la prescrizione presuntiva triennale.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 36, Cost.

[3] Cass. sent. n. 4687/2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube