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Portiere condominio: è sempre reperibile?

23 Luglio 2020
Portiere condominio: è sempre reperibile?

La reperibilità è un particolare istituto previsto nel contratto di lavoro che obbliga il lavoratore ad essere rintracciabile in determinate fasce orarie.

Stai cercando lavoro? Hai trovato un’offerta di lavoro come portiere di un condominio? Vuoi conoscere le caratteristiche di questo rapporto di lavoro ed i diritti previsti dal Ccnl di settore? Soprattutto nelle grandi città e, in particolare, nei fabbricati di categoria edilizia medio-alta, è prevista la presenza del portiere condominiale. Si tratta di una figura che assolve una funzione di garanzia nei confronti dei condomini e che svolge una serie di prestazioni di custodia, assistenza e pulizia previste dal contratto di lavoro.

Ma il portiere condominio è sempre reperibile? È possibile disturbarlo a qualsiasi ora in caso di esigenza, anche al di fuori dell’orario di lavoro? Come vedremo, il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti dei proprietari di fabbricati disciplina in maniera analitica l’istituto della reperibilità stabilendo quando il portiere deve farsi rintracciare fuori dall’orario di lavoro e quali sono i diritti che spettano al portiere che si obbliga alla reperibilità.

Chi è il portiere del condominio?

Una delle caratteristiche dei complessi abitativi delle città medio-grandi è la presenza del servizio di portierato. Il portiere di condominio è un dipendente del condominio stesso che si trova fisicamente in un apposito locale sito all’ingresso dello stabile (detto guardiania o portineria).

Il portiere del condominio è una figura che svolge una serie di funzioni utili alla gestione del condominio e ai condomini ed il cui rapporto di lavoro è regolato dal contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti da proprietari di fabbricati.

Sulla base della classificazione del personale prevista dal Ccnl di settore possiamo distinguere i portieri di condominio nelle diverse seguenti categorie:

  1. portieri che prestano la loro opera per la vigilanza e le altre mansioni accessorie degli stabili senza alloggio;
  2. portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la custodia e le altre mansioni accessorie degli stabili fruendo di alloggio;
  3. portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la pulizia e le altre mansioni accessorie degli stabili senza alloggio;
  4. portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la custodia, la pulizia e le altre funzioni accessorie degli stabili fruendo di alloggio;
  5. portieri che prestano la loro opera nei complessi immobiliari per la sorveglianza e la pulizia di locali condominiali destinati al parcheggio di autovetture dei condomini senza alloggio;
  6. portieri senza alloggio addetti alla vigilanza con mezzi telematici di particolare complessità e ampiezza;
  7. portieri che fruiscono di alloggio addetti alla vigilanza con mezzi telematici di particolare complessità e ampiezza;
  8. portieri senza alloggio ai quali, dietro specifico incarico conferito per iscritto, venga affidato il compito aggiuntivo e continuativo di assistente operativo per il coordinamento di altri lavoratori del complesso immobiliare;
  9. portieri che coordinano altri lavoratori e fruiscono di alloggio.

Sulla base dei livelli di classificazione dei portieri dei condomini introdotti dalla contrattazione collettiva emerge che la distinzione principale tra le varie figure afferenti al portierato riguarda:

  • l’attribuzione o meno dell’alloggio;
  • il numero e la complessità delle mansioni assegnate;
  • la presenza o meno di un’attività di coordinamento nei confronti di altri lavoratori.

Quali sono i principali diritti dei portieri?

Per quanto concerne il rapporto di lavoro dei portieri, la retribuzione è attribuita sulla base del livello di inquadramento del portiere.

Come abbiamo visto, il Ccnl di settore prevede diversi livelli di inquadramento dei portiere ai quali corrispondono mansioni e responsabilità crescenti. Ovviamente, maggiori sono le responsabilità attribuite al portiere più alta sarà la retribuzione spettante.

La retribuzione attribuita al portiere deve essere in linea con i minimi retributivi stabiliti dal contratto collettivo di settore.

Per quanto riguarda le ferie, il portiere gode di 26 giorni di ferie annuali che vanno calcolati escludendo le domeniche e le festività nazionali, le festività infrasettimanali e quelle del Santo patrono del luogo in cui il portiere esercita la propria prestazione di lavoro.

La determinazione del periodo feriale spetta, per metà dei giorni di ferie, al portiere e, per l’altra metà, al condominio – datore di lavoro. In questo modo si conciliano le esigenze personali del portiere con quelle organizzative del condominio.

Per quanto concerne l’orario di lavoro del portiere, si prevede che l’orario normale di lavoro settimanale sia pari a 48 ore settimanali, se il portiere beneficia di alloggio e 45 in assenza di alloggio. Ovviamente, anche il rapporto di lavoro con il portiere può essere a tempo parziale.

Se il contratto di lavoro prevede l’attribuzione dell’alloggio, è obbligo del portiere abitare presso il locale che gli è stato assegnato.

In caso di inosservanza dell’obbligo di alloggio, il portiere commette un illecito disciplinare sanzionabile dal datore di lavoro all’esito del procedimento disciplinare.

Per il resto, al portiere spettano tutti i diritti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva per qualsiasi rapporto di lavoro dipendente.

Portiere di condominio: consegna della posta

Uno dei compiti più delicati affidati al portiere è la custodia e la consegna della posta ordinaria e dei pacchi indirizzati ai condomini. Uno dei motivi per cui i condomini scelgono di dotarsi di un portiere è, spesso, proprio questo. Infatti, sono molti i problemi che possono nascere dall’assenza di un servizio di portierato con riferimento al servizio postale ed al recapito della corrispondenza.

Il ritiro della corrispondenza indirizzata ai condomini è, tuttavia, un’attività molto delicata. Lo stesso Codice di procedura civile annovera il portiere tra i soggetti cui è possibile consegnare la posta.

Tuttavia, a meno che non sia espressamente incaricato di farlo, è facoltà del portiere decidere se ritirare o meno la corrispondenza straordinaria per conto dell’effettivo destinatario. Infatti, è evidente che ritirare una raccomandata piuttosto che un’assicurata per conto del destinatario significa anche esporsi ad una responsabilità. Infatti, con la firma del portiere per ricevuta, la corrispondenza si considera consegnata a tutti gli effetti di legge.

Il portiere del condominio è sempre reperibile?

Uno degli istituti più peculiari del rapporto di portierato è la reperibilità.

La reperibilità è, in generale, un’obbligazione accessoria del contratto di lavoro che onera il lavoratore ad essere reperibile e rintracciabile in una determinata fascia oraria prevista dal contratto di lavoro, al di fuori dell’orario di lavoro, in caso di esigenza.

La reperibilità è, ovviamente, un istituto particolarmente gravoso per il lavoratore perché vincola notevolmente la libertà personale di movimento del dipendente il quale sa che, se viene chiamato, deve essere subito operativo.

Per questo, i contratti collettivi che prevedono l’istituto della reperibilità, stabiliscono il diritto del lavoratore reperibile ad un’apposita indennità di reperibilità.

Nel caso del rapporto di portierato, il portiere deve essere reperibile e intervenire anche fuori dall’orario di lavoro, se usufruisce dell’alloggio in caso di situazioni di emergenza. In particolare, il contratto collettivo dei dipendenti dei proprietari di fabbricati [1] prevede che, per garantire il completo assolvimento del servizio di portierato in situazioni di emergenza, deve essere previsto obbligatoriamente nel contratto di lavoro a tempo pieno l’istituto della reperibilità.

Il datore di lavoro, se il contratto di lavoro prevede la reperibilità, deve dotare il portiere di idonei mezzi di comunicazione per garantire la reperibilità.

Il lavoratore, nelle giornate in cui presta effettivamente la propria attività lavorativa, ha l’obbligo di essere reperibile e di assicurare il proprio intervento con la massima tempestività atta a garantire l’effettività dell’intervento stesso. Il datore di lavoro deve comunicare al portiere l’orario in cui quest’ultimo è tenuto ad essere reperibile. Il portiere non potrà esimersi dall’effettuare le fasce di reperibilità, salva la sussistenza di giustificati motivi di impedimento.

La reperibilità deve essere assicurata giornalmente e settimanalmente nel tetto massimo di 12 ore settimanali, 6 giorni alla settimana e 48 settimane all’anno.

In ogni caso, sono fuori dall’obbligo di reperibilità:

  • il giorno di riposo settimanale;
  • le festività;
  • i periodi di ferie.

Le ferie, infatti, come noto, hanno la funzione di consentire al dipendente di recuperare le proprie energie psico-fisiche e tale finalità sarebbe senza dubbio svuotata laddove si prevedesse la reperibilità del portiere in ferie.

Il contratto collettivo prevede che, come corrispettivo per l’obbligo di reperibilità, al portiere spetti un’apposita indennità il cui ammontare è indicato direttamente dal Ccnl. L’ammontare dell’indennità di reperibilità per ciascun profilo professionale e livello di inquadramento del portiere è indicato nella tabella relativa agli aumenti retributivi, insieme alle altre indennità previste dal contratto collettivo.

Il tempo di effettivo intervento, in caso di chiamata del portiere durante la fascia di reperibilità, verrà considerato, a partire dalla chiamata ed entro un massimo di 15 minuti, a tutti gli effetti orario di lavoro e darà luogo alla compensazione con una pari riduzione dell’orario lavorativo.

Clausola reperibilità nel contratto di lavoro del portiere

Per quanto riguarda la forma dell’obbligo di reperibilità, il Ccnl prevede che lo stesso debba essere indicato nel contratto individuale di lavoro.

Le formule di solito utilizzate sono simili alla seguente:

«Tizia dovrà essere reperibile nella fascia oraria __ ed assicurare in detto periodo l’intervento richiesto con la massima tempestività. A tal fine le viene consegnato un cercapersone, ovvero ___, che lei dovrà custodire con cura e usare solo per questo fine».


note

[1] Art. 46, Ccnl per i dipendenti da proprietari di fabbricati.


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