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5 cose che devi sapere per andare a vivere da solo

22 Luglio 2020
5 cose che devi sapere per andare a vivere da solo

Tutti gli step e i consigli per intraprendere il duro e bellissimo cammino dell’autonomia.

Andare a vivere da soli: un passo enorme, che si tratti di lasciare il nido familiare per spiccare il volo o che stia per iniziare una nuova avventura di coppia, mano nella mano. Specialmente per chi si avvia alla sua prima esperienza fuori casa, dopo una lunga convivenza con genitori e fratelli, il cambiamento è radicale: un bellissimo cammino alla conquista dell’indipendenza, lastricato di incombenze necessarie.

Magari sei un giovane che si appresta al suo primo anno di università da fuori sede: in tal caso è probabile che tu abbia un consistente supporto economico e decisionale da parte della tua famiglia. Mettiamo, invece, che tu sia un single over 30 che ha finalmente le risorse sufficienti per mantenersi da solo, magari perché raccogli i frutti di anni di lavoro da libero professionista o perché, dopo tanto tempo, hai avuto il contratto dei tuoi sogni. Insomma: puoi affrancarti e iniziare la tua vita. Da dove si comincia? Vediamolo subito.

Scelta della casa

Il primo punto è quello più difficile. Decidere come dovrà essere il nuovo nido non è cosa da poco: la vita in autonomia porta con se un po’ del trauma di un’epoca che finisce e lo straordinario dei nuovi inizi. Inutile dire che le tue possibilità economiche condizioneranno inevitabilmente la tua scelta, a partire dal dilemma numero uno: affitto o mutuo? Salvo, infatti, che tu non abbia già un immobile di proprietà o abbastanza denaro per comprare casa in un’unica soluzione, questo sarà il bivio più probabile di fronte al quale ti troverai. Tutto dipende dalle tue risorse.

L’affitto è la soluzione più a portata di qualunque lavoratore che possa contare almeno su 800 euro mensili: fa senz’altro al caso di uno studente universitario o di un giovane che concepisca il nuovo alloggio come temporaneo, magari in condivisione con coinquilini, e comunque non voglia o non possa vincolarsi con un mutuo. Quest’ultimo implica un impegno a lungo termine e, soprattutto, requisiti – come la tua capacità e affidabilità finanziaria – che le banche valutano ai fini della concessione. Diciamo comunque che, in primis, si tratterà di scegliere se cercare appartamenti in affitto o in vendita.

A questo punto, altre domande si affastelleranno nella tua testa: quanti vani? Grande città o piccolo centro? In quale zona? Ristrutturata o con lavori da fare ex novo? Ammobiliata o da arredare? Questioni, anche qui, di budget, di fretta che hai di andartene e di preferenze personali, nel merito delle quali non possiamo entrare.

Ricorda, però, di focalizzarti sulla tua priorità irrinunciabile: estetica o praticità? Ti sconsigliamo caldamente, ad esempio, una casa in pieno centro storico con difficoltà di parcheggio se sei pigro, amante della comodità e con una vita e dei ritmi di lavoro estremamente frenetici. Tutte le valutazioni che farai dovranno essere in linea col tuo carattere e stile di vita e con quello che stai cercando. Innamorarsi a prima vista di un appartamento va bene, purché poi ti fermi a riflettere attentamente prima di firmare il contratto, quale che sia.

Quanto alle indicazioni operative, gli approfondimenti del caso puoi trovarli qui:

Utenze

Una volta conclusa la fase contrattuale, c’è un altro passaggio burocratico: il giro di rito presso i fornitori di energia per l’intestazione delle utenze di acqua, luce e gas a proprio nome. L’allaccio o la voltura, insomma, a seconda che parliamo di un contatore installato ex novo nell’abitazione, quindi di una prima attivazione delle utenze, o se si tratti, invece, di cambiare l’intestatario. È un passaggio che si può fare prima o dopo aver effettuato il cambio di residenza ed è indispensabile per ricevere le bollette. Va fatto, quindi, prima del trasferimento definitivo.

Una terza possibilità, alternativa ad allaccio e voltura, è il subentro, spesso inteso come sinonimo di voltura, ma è diverso: mentre, infatti, la voltura consiste nel cambio di intestatario di una fornitura già in essere, il subentro, invece, presuppone che l’erogazione del servizio sia stata interrotta. Il nuovo inquilino dovrà quindi riattivare il contatore. Per informazioni sui costi e sulla documentazione necessaria ti rimandiamo a questo articolo, in cui il tutto è stato spiegato esaustivamente: “Come intestare le utenze senza residenza“.

Trasferimento 

Abbiamo saltato una parte: quella dell’arredamento. Non abbiamo grossi consigli da dare, in proposito: riempire il nuovo nido di mobili, o anche solo di nuovi oggetti, se partiamo da una casa già arredata, è qualcosa che attiene più che mai alla propria soggettività. Il bello è che bisogna solo lasciar fare al proprio gusto, cercando il solito compromesso con le proprie finanze. Basterà scegliere quello che ti piace e che puoi permetterti per personalizzare l’ambiente e fare in modo che ti somigli.

Completata questa operazione, sei ufficialmente pronto per fare le valigie, o meglio gli scatoloni. Armati di coraggio ed energie: sarà una faticaccia, dal punto di vista fisico ma anche emotivo. Al netto della nuova avventura che ti aspetta, sarà fisiologico lasciarsi prendere dalla malinconia per quello che lasci, anche materialmente, nella tua vecchia casa.

Primo step: selezionare accuratamente cosa portare con te. Già da qui spiccheranno le tue doti organizzative o, al contrario, se ne sentirà la mancanza. Suddividi gli scatoloni per contenuto in modo che la sistemazione degli oggetti sia più semplice, una volta a casa nuova. Valuta tu se avvalerti di una ditta specializzata o se te la senti di optare per il fai da te, soluzione praticabile e meno dispendiosa, specie se la nuova casa non dista tanto dalla vecchia e non hai né molti oggetti e né troppo ingombranti da portare via.

Il secondo step sarà rendere la casa davvero tua. Non basta, infatti, riempirla con le tue cose per viverla a pieno: bisogna sentircisi bene dentro, a proprio agio come in nessun altro posto. Gestire lo spazio prendendosene cura e il tempo organizzandolo. Solo quando creerai una tua routine, fatta di spesa e pulizie, ma anche di tempo libero da trascorrere in angoli dell’appartamento che diventeranno i tuoi preferiti, potrai dire di aver superato l’iniziale solitudine e di essere davvero a casa tua.

Cambio di residenza

Non resta, a questo punto, che comunicare il tuo cambio di residenza. Un altro passaggio burocratico, senz’altro, ma che ha il sapore della conquista: stai ufficializzando l’affrancazione dal tuo nucleo familiare d’origine. Si tratta, in sostanza, di andare nel Comune in cui si trova la tua nuova casa e compilare un modulo con tutti i tuoi dati (modello di dichiarazione di residenza, che danno o presso l’Ufficio relazioni con il pubblico o all’Ufficio Anagrafe del municipio, oppure scaricabile online). L’operazione, in genere, è gratuita. A volte, può avere un costo ridotto e variabile, presso alcuni Comuni.

Non sono richiesti requisiti particolari: basta che tu sia maggiorenne, iscritto all’ufficio Anagrafe di un Comune italiano o presso l’ufficio Anagrafe italiano all’estero (Aire) e in possesso di un documento di identità in corso di validità. Il trasferimento della residenza va chiesto entro 20 giorni da quando ci si è stabiliti nella nuova casa.

Ne deve essere informata la Motorizzazione Civile, anche se non si è intestatari di alcun veicolo. In Comune viene fatto compilare un modulo che verrà poi inviato per procedere con l’aggiornamento della patente e del libretto di circolazione. Si deve inoltre avvisare la propria banca, recandosi alla propria filiale e comunicando il cambio di indirizzo e residenza. Informazioni utili al riguardo, con tutti i dettagli sulla procedura, puoi trovarle qui: “Cambio di residenza“.

Occhio alla/e spesa/e

Qui l’organizzazione è davvero tutto ed è importante per chiunque, che sia tu andato a vivere in affitto o abbia comprato una casa nuova. Dovrai, infatti, badare a entrate e uscite, in modo tale da considerare tutta una serie di spese, che sono queste:

  • canone d’affitto/rata del mutuo;
  • spesa per il cibo;
  • bollette (luce, gas, corrente elettrica);
  • telefono e connessione a Internet;
  • benzina, manutenzione auto, assicurazione, bollo;
  • condominio;
  • extra.

Bisognerà procedere, mensilmente, a un’attenta pianificazione delle uscite, valutandone mediamente l’entità complessiva. In tal modo, potrai avere una precisa idea dei costi fissi e sapere quando puoi permetterti di «sgarrare» un po’ di più con le spese extra, per esempio concedendoti una bella cena con gli amici o l’acquisto di qualcosa che desideravi tanto. Una parte di lavoro l’abbiamo sbrigata noi, in questo articolo, per darti un’idea delle spese cui vai incontro: “Quanti soldi bisogna avere per andare a vivere da soli“.

Magari sarà più difficile concedersi qualche lusso di frequente, come facevi quando eri a casa e mettevi tutto da parte, ma niente dà più valore a qualcosa che esserselo sudato.



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