Donna e famiglia | Articoli

Affido condiviso: linee guida

22 Luglio 2020
Affido condiviso: linee guida

Quali regole seguire per consentire ai figli di continuare ad avere un rapporto sano ed equilibrato con i propri genitori, anche se separati o divorziati?

Ti sei separato da tua moglie? Tu e la tua ex continuate a litigare su tutto, al punto che non riesci a vedere tuo figlio come vorresti? Il tuo desiderio è quello di essere un padre presente? In questo articolo parleremo dell’affido condiviso: le linee guida raccomandate dai giudici per far sì che i minori possano vivere la quotidianità con i propri genitori e quest’ultimi possano esercitare il loro ruolo senza difficoltà. Se l’argomento è di tuo gradimento, allora ti consiglio di prenderti cinque minuti di tempo e leggere cosa sto per dirti.

Cos’è l’affido condiviso?

Partiamo subito con un esempio pratico.

Federico e Maria si sono separati e il giudice ha disposto l’affidamento condiviso del loro figlioletto Luca, di 5 anni. Nel provvedimento di separazione è scritto che il bambino vivrà con la mamma, mentre il papà potrà vederlo due giorni a settimana e tenerlo presso di sé due week end al mese.

Come puoi vedere, l’esempio che ti ho riportato è un classico caso di affido condiviso. In pratica, quando due genitori si separano è necessario disciplinare l’affidamento dei figli minori, cioè decidere con chi andranno ad abitare (il cosiddetto collocamento) e come sarà regolamentata la responsabilità genitoriale.

Fin dal 2006 [1], la regola generale è rappresentata dall’affido condiviso che consente ad entrambi i genitori di essere presenti nella vita del figlio e di prendere insieme, di volta in volta, le decisioni più importanti che lo riguardano, come ad esempio le scelte relative all’istruzione, all’educazione e al mantenimento.

Con l’affido condiviso, quindi, il figlio mantiene un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori, anche se quest’ultimi non abitano più sotto lo stesso tetto (principio di bigenitorialità).

Come viene disposto l’affido condiviso?

In mancanza di accordo, è il giudice a stabilire i tempi e le modalità dell’affido condiviso che può essere:

  • a residenza alternata, vale a dire il minore alterna periodi di convivenza presso l’uno e l’altro genitore o sono gli stessi genitori ad alternarsi nella casa dove i figli abitano stabilmente;
  • a residenza prevalente, cioè il figlio risiede prevalentemente presso l’abitazione di uno dei due coniugi.

Nella prassi, l’affidamento dei figli minori spetta ad entrambi i genitori con collocamento prevalente presso la casa della madre. Questo vuol dire che il bambino passerà del tempo sia con la mamma che con il papà, ma continuerà a vivere nella casa familiare onde evitare eventuali traumi derivanti dalla separazione dei genitori.

Affido condiviso: linee guida

In tema di affidamento condiviso, i giudici sono soliti seguire delle linee guida in modo che i figli minori, a seguito della separazione o del divorzio, possano trascorrere tempi più o meno uguali preso i loro genitori. Vediamo insieme quali sono queste linee guida:

  • i figli devono essere domiciliati presso la mamma e il papà, in quanto la residenza è solo un dato anagrafico;
  • i genitori devono essere coinvolti quotidianamente nella crescita dei figli e frequentarli in modo equivalente. Attenzione però: secondo i giudici, questo non vuol dire che i figli debbano trascorrere tempi assolutamente identici presso ciascun genitore, perché potrà sicuramente accadere che nell’arco di un anno un genitore sia stato più presente dell’altro in base a casuali esigenze del figlio;
  • l’assegnazione della casa familiare, oggetto delle più aspre contese, spetterà al genitore proprietario. Se invece l’immobile appartiene ad entrambi, allora il genitore non proprietario potrà continuare a viverci ma dovrà versare all’altro il 50% del valore del canone di locazione di un appartamento più o meno simile nelle caratteristiche. Tale importo, in alternativa, potrà essere decurtato dal mantenimento;
  • entrambi i genitori, in base al proprio reddito, devono contribuire direttamente al mantenimento dei figli, mentre la corresponsione di un assegno è residuale ed è finalizzato a riequilibrare la diseguaglianza economica degli ex coniugi;
  • le spese vanno suddivise in prevedibili (ordinarie), assegnate ad un solo genitore, e imprevedibili (straordinarie) le quali, invece, dovranno essere divise al momento in proporzione alle rispettive risorse economiche; 
  • l’ascolto del minore che abbia compiuto almeno dodici anni è sempre ammesso se richiesto.

Dalla lettura delle linee guida si evince, dunque, una particolare attenzione al minore, il quale, per avere una crescita armoniosa, necessita della presenza di entrambe le figure genitoriali.

Affido condiviso: in quali casi non è ammesso?

Esaminiamo adesso brevemente in quali ipotesi il giudice potrebbe accogliere una domanda di affido esclusivo. Qualora un genitore non sia idoneo a prendersi cura del minore, ad esempio perché violento o alcolizzato, allora è ammesso l’affido esclusivo. In pratica, devono ricorrere circostanza gravi, tali da mettere in discussione le capacità genitoriali e da costituire un pregiudizio per il figlio. Ti faccio un esempio.

Luigi e Federica si sono separati ed entrambi hanno l’affidamento condiviso della figlia Veronica. Durante il tempo che Luigi trascorre con la bambina, fa uso di sostanze stupefacenti che lo fanno sballare e perdere il controllo di sé stesso e della realtà.

Come puoi notare, la situazione sopra descritta, seppur estrema, ti fa capire che l’affidamento esclusivo è un’eccezione alla regola ed è disposto dal giudice solamente quando un genitore non è in grado di occuparsi del proprio figlio.

Attenzione però: la conflittualità tra genitori oppure un eventuale tradimento del coniuge (motivo di separazione) non sono di per sé cause che giustificano una richiesta di affido esclusivo.

Se vuoi saperne di più su questo argomento, ti invito a leggere l’articolo Affido esclusivo: cosa comporta.


note

[1] L. n. 54/2006 del 08.02.2006.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube