Versamenti fiscali luglio: quali conseguenze per il ritardo

22 Luglio 2020
Versamenti fiscali luglio: quali conseguenze per il ritardo

Maggiorazione dello 0,4% per chi paga entro il 20 agosto; il Mef vorrebbe escludere le sanzioni per chi paga entro il 30 settembre.

Dopo l’ultimo slittamento dal 30 giugno al 20 luglio 2020, non c’è stata sinora nessuna proroga ulteriore per i versamenti fiscali che riguardano le imposte sui redditi e l’Iva e chiamano alla cassa i contribuenti soggetti agli Isa (indici sintetici di affidabilità) e quelli in regime forfettario.

Così molti di coloro che non sono riusciti a rispettare questa scadenza si chiedono cosa accadrà e quali sono le conseguenze per il ritardo.

In base alla norma attuale, chi non ha pagato entro lo scorso lunedì 20 luglio può ancora farlo entro il 20 agosto, con una piccola maggiorazione dello 0,4%. Lo ha ribadito anche oggi il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso del question time alla Camera, lasciando aperto qualche spiraglio per i ritardatari: «Sicuramente c’è il tema delle sanzioni che valuteremo», ha detto rispondendo a un’interrogazione che gli chiedeva quali iniziative stesse adottando per escludere le sanzioni previste per il mancato versamento delle imposte ove il pagamento avvenga entro il 30 settembre prossimo.

«Ricordo che il versamento del saldo medio annuale di un contribuente forfettario nel 2019 è stato pari a 400 euro, la maggiorazione per coloro che pagano entro il 20 agosto sarà pari a 1,26 euro», ha affermato, come a sottolineare che la possibilità di saldare con un mese di ritardo rispetto alla scadenza trascorsa non comporta pesanti conseguenze e sostituisce le ordinarie sanzioni.

Gualtieri ritiene, invece, definitivamente accantonato il dibattito sulla scadenza fiscale del 20 luglio, che quindi non verrà prorogato ex post: «È perfettamente lecito», ma ormai «è di carattere storico», perché la data è superata e quindi «stiamo parlando di una cosa già avvenuta». Ma «molti contribuenti l’hanno onorata», ha affermato, quindi non si è registrato un calo significativo rispetto al gettito atteso.

Il ministro deve comunque fare i conti con la riduzione complessiva delle entrate fiscali dovuta all’emergenza Covid e ha ricordato che «sul fisco stiamo facendo più di altri Paesi dell’Unione europea», i quali hanno ripreso il ritmo delle scadenze regolari. E ha ricordato che il Governo è intervenuto con «la sospensione dei versamenti di marzo, aprile e maggio, con ripresa da settembre, per tutti i contribuenti in difficoltà, con perdite».

Qui Gualtieri ha annunciato che «è intenzione del Governo utilizzare il prossimo scostamento di bilancio», che sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento in questi giorni per un ammontare di 20 miliardi di euro, «per rimodulare ulteriormente questo pagamento previsto per settembre, riducendo significativamente l’onere per i contribuenti per il 2020».

Un alleggerimento in arrivo, dunque, anche per evitare il pericolo di “ingorgo fiscale” dovuto alla prossima concentrazione delle scadenze, che ha fatto insorgere anche la categoria dei commercialisti, che minacciano lo sciopero.

Gualtieri ha anche manifestato un’apertura del Governo per riformare l’intero calendario dei versamenti fiscali, come ha recentemente proposto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, rendendo mensile o trimestrale il pagamento delle tasse e prevedendo una sorta di saldo automatico. «In queste settimane stiamo ragionando su una riscrittura sostanziale del calendario dei versamenti» – ha detto oggi il ministro. La logica è quella di superare il meccanismo degli acconti e dei saldi, per andare verso un sistema basato sulla certezza dei tempi e degli adempimenti e una diminuzione nel corso dell’anno degli importi da versare, calcolato in base a  quanto effettivamente incassato dalle partite Iva».



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