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Il nuovo congedo obbligatorio e facoltativo del papà dopo la nascita del bimbo

6 Novembre 2013
Il nuovo congedo obbligatorio e facoltativo del papà dopo la nascita del bimbo

È obbligatorio, per il papà lavoratore dipendente, stare un giorno a casa dopo la nascita del bimbo: un congedo più simbolico, ma che avvicina la nostra legge al concetto di parità tra i genitori.

La legge [1] in materia di maternità (e paternità), cerca di avvicinarsi, il più possibile, alla parità dei diritti della mamma e del papà.

Così è stato da poco introdotto [2]:

– l’obbligo, per il padre lavoratore dipendente, di astenersi dal lavoro per un giorno, nei primi cinque mesi dalla nascita del figlio.

– la facoltà di chiedere uno o due giorni (anche continuativi), a titolo di congedo facoltativo, sempre nei primi cinque mesi dalla nascita del bimbo, previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Il congedo obbligatorio di un giorno è fruibile dal padre anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice, in aggiunta ad esso.

Al contrario, il congedo facoltativo di uno o due giorni, anche continuativi, è condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del congedo successivo al parto per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre.

In caso di congedo facoltativo, alla richiesta deve essere allegata la dichiarazione della madre di rinuncia al congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni pari a quelli richiesti dal padre.

In entrambi i casi spetta al lavoratore una indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione, a carico dell’Inps e anticipata dal datore di lavoro [3].

Il pagamento è effettuato direttamente dall’Inps nei seguenti casi: lavoratori stagionali, operai agricoli, lavoratori dello spettacolo saltuari o a termine, lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, lavoratori disoccupati o sospesi.

In tali ipotesi, il lavoratore deve presentare la domanda direttamente all’Inps o tramite un patronato, usando il modello SR136. In ogni caso, il lavoratore deve dare comunicazione scritta al datore di lavoro, con un preavviso di almeno quindici giorni.

Se il congedo obbligatorio è richiesto per il giorno della nascita, la comunicazione preventiva terrà conto della data presunta del parto.

I congedi possono essere richiesti anche durante il periodo indennizzato per disoccupazione, durante la percezione dell’indennità di mobilità e del trattamento di integrazione salariale a carico della cassa integrazione guadagni.


note

[1] L. 92/2012

[2] A titolo sperimentale per gli anni dal 2013 al 2015.

[3] Con il meccanismo della compensazione con i contributi dovuti.


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