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Cosa studiare concorso polizia municipale

6 Ottobre 2020 | Autore:
Cosa studiare concorso polizia municipale

Polizia municipale: le funzioni, come entrare a farne parte, il contratto e la retribuzione.

In una vecchia pellicola degli anni ’60, Alberto Sordi interpretava un vigile motociclista di una imprecisata cittadina della provincia romana, inflessibile e assai solerte nell’elevare contravvenzioni. La sua divisa in pelle e le situazioni paradossali nelle quali inevitabilmente rimaneva coinvolto, hanno divertito un’intera generazione di spettatori e ancora oggi, quando capita di vedere una replica del film, non si può fare a meno di sorridere per il fine umorismo e la satira, non troppo velata, dei costumi dell’epoca. Lasciando, però, da parte il riferimento cinematografico, è evidente come la polizia municipale ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale nelle nostre comunità ed in particolare nei piccoli centri urbani dove non sono presenti altre autorità di pubblica sicurezza.

Non deve stupire, quindi, se in molti partecipano alle selezioni che periodicamente vengono bandite per il reclutamento di nuovi vigili urbani. Infatti, come la maggior parte dei pubblici impieghi, per diventare vigile urbano occorre superare un concorso pubblico. Cosa studiare al concorso per la polizia municipale? Quali sono i requisiti per accedervi? In questo articolo cercherò di rispondere in maniera esauriente a queste domande, dando prima qualche informazione sulle funzioni e i compiti della polizia municipale.

Cos’è e cosa fa la polizia municipale

La polizia municipale è un corpo di polizia locale, che svolge la sua attività in un ambito territoriale ristretto che può coincidere con uno o più Comuni (a volte il servizio è svolto in modo associato come nel caso dell’unione di Comuni). Si occupa della vigilanza sull’osservanza delle leggi, dei regolamenti e della altre disposizioni emanate dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune e dalle altre autorità che operano sul territorio comunale.

Le mansioni della polizia municipale non riguardano soltanto il controllo della viabilità e l’applicazione delle relative sanzioni, ma comprendono anche la tutela dell’ambiente e del territorio, la pubblica sicurezza, il controllo delle attività commerciali e la sensibilizzazione all’educazione stradale.

Più precisamente, la polizia municipale vigila:

  • sul rispetto degli atti e dei regolamenti emanati dall’amministrazione comunale e dalle altre Pubbliche Amministrazioni;
  • sui reati connessi alle materie assegnate ai Comuni dalla legge e da quelle delegate dall’autorità giudiziaria.

Inoltre, controlla:

  • la circolazione stradale attraverso un’attività di prevenzione e repressione sul territorio comunale a stretto contatto con le altre forze di polizia;
  • l’attività edilizia e di tutela ambientale;
  • l’attività commerciale ed annonaria.

Rilascia:

  • autorizzazioni e permessi.

Assume:

  • informazioni ed accertamenti per gli uffici interni ed esterni all’amministrazione comunale;
  • informazioni anagrafiche.

Interviene:

  • nei quartieri della città per le problematiche segnalate dai cittadini;
  • nelle scuole, con l’attività di formazione sull’educazione stradale.

Affianca la protezione civile nella pianificazione e gestione delle emergenze in caso di terremoti ed altri eventi calamitosi e fa da supporto agli uffici elettorali.

Quali funzioni svolge la polizia municipale

La polizia municipale esercita, quindi, funzioni differenti che consistono più propriamente in quelle di:

  1. polizia ambientale;
  2. polizia amministrativa con nuclei dedicati al controllo commerciale sia in sede fissa sia ambulante, nei mercati annonari e nelle ferie;
  3. polizia giudiziaria, rivestendo la qualifica di agente di polizia giudiziaria, riferita agli operatori, e di ufficiale di polizia giudiziaria in relazione ai responsabili del servizio o del corpo e agli addetti al coordinamento e al controllo [1];
  4. polizia stradale, nel proprio territorio di competenza;
  5. polizia tributaria, relativamente ai tributi dovuti all’ente comunale;
  6. mantenimento della pubblica sicurezza, ponendo in essere attività volte alla tutela dell’ordine pubblico e della pubblica incolumità, sempre limitatamente al territorio di propria competenza. Di solito a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della proprietà sono le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri o poliziotti. La polizia municipale, però, in base ad accordi tra Comune e Prefetto possono essere chiamati a supporto nel mantenimento dell’ordine pubblico.

Nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di servizio di pubblica sicurezza, la polizia municipale dipende operativamente dall’autorità giudiziaria o da quella di pubblica sicurezza.

Agli addetti della polizia municipale che rivestono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza è consentito portare armi, senza licenza, in relazione al servizio che svolgono, nei termini e nelle modalità previsti dai regolamenti comunali e nell’ambito del territorio dell’ente al quale appartengono.

Il ministero dell’Interno ha, altresì, stabilito che la qualifica e le funzioni dell’agente di polizia municipale sono identiche a quelle degli agenti della polizia di Stato in ordine all’esecuzione dei trattamenti sanitari obbligatori assieme al personale sanitario preposto [2].

Com’è organizzato il corpo di polizia municipale

La polizia municipale può essere organizzata in corpo, previa apposita deliberazione dell’organo assembleare dell’ente locale di appartenenza, quando il numero degli addetti sia pari o superiore a 7.

La responsabilità del corpo è attribuita a un dirigente, che assume la denominazione di comandante, il quale risponde direttamente al sindaco o all’assessore delegato.

Nell’ipotesi in cui il Comune abbia istituito un corpo di polizia municipale, il suo ordinamento e l’organizzazione sono disciplinati da un apposito regolamento, che prevede:

  1. un comandante;
  2. gli addetti al coordinamento e al controllo (ufficiali e funzionari);
  3. gli operatori (agenti).

Come si diventa agente di polizia municipale

Per diventare agente di polizia municipale bisogna superare un concorso pubblico per esami, bandito dal Comune interessato a ricoprire il ruolo.

Il bando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie IV concorsi e selezioni, e anche online nelle pagine relative ai concorsi e alle selezioni dei singoli Comuni.

È possibile presentare la domanda per diventare agente oppure per diventare comandante, ma i requisiti sono diversi (per il grado di comandante è richiesto, infatti, il diploma di laurea preferibilmente in giurisprudenza, economia e commercio o in scienze politiche). Pertanto è necessario leggere attentamente il bando.

Per diventare agente di polizia municipale i requisiti richiesti sono:

  • avere la cittadinanza italiana;
  • essere nel pieno godimento dei diritti civili e politici;
  • avere una età compresa fra i 18 e i 40 anni;
  • non aver mai riportato condanne penali;
  • essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado;
  • avere l’idoneità fisica e il possesso dei requisiti psicologici obbligatori per il porto d’armi;
  • essere in possesso della patente di tipo “B”.

In molti bandi di concorso è richiesto anche il possesso della patente A per la conduzione di motocicli mentre in alcune località marine e lacuali, in aggiunta può essere richiesto il possesso della patente nautica. Nelle grandi città e in quelle con grande affluenza turistica potrebbe essere richiesta anche la conoscenza della lingua inglese.

Come si svolge il concorso per la polizia municipale

Nella maggior parte dei casi, il concorso per la polizia municipale prevede lo svolgimento di una prova preselettiva, di una prova scritta e di un colloquio finale.

La prova preselettiva che, di solito, viene svolta poiché questo tipo di concorso ha quasi sempre un numero limitato di posti, comprende domande a risposta multipla di cultura generale, di logica o sulle materie giuridiche.

Gli esami scritti sono incentrati sulle materie giuridiche e possono comprendere anche la simulazione della redazione di un verbale.

La prova orale verte sulle stesse materie degli scritti e, a volte, anche sulla conoscenza delle leggi regionali e dello statuto comunale.

Il punteggio minimo per superare gli esami è di 21/30 ma la graduatoria finale può essere influenzata anche da altri fattori come i titoli di studio o l’esperienza pregressa come ausiliare del traffico nello stesso o in altri Comuni.

Inoltre, come succede anche per tutti i concorsi che riguardano le forza armate e di polizia, i candidati dovranno sottoporsi necessariamente a visite psico-fisiche per accertare l’idoneità allo svolgimento del ruolo di vigile urbano.

Cosa studiare per il concorso di polizia municipale

Le materie principali da studiare per il concorso di polizia municipale possono suddividersi in materie istituzionali e materie specifiche, riguardanti l’attività che si andrà a svolgere.

Nelle materie istituzionali rientrano:

  • diritto costituzionale;
  • diritto amministrativo con particolare riferimento all’ordinamento delle autonomie locali e alla normativa sul procedimento amministrativo – “Anticorruzione” – “Trasparenza” – “Accesso civico” [3];
  • diritto e procedura penale con riferimento ai compiti della polizia giudiziaria;
  • diritto degli enti locali;
  • talvolta, anche nozioni di diritto civile.

Nella materie specifiche sono ricomprese:

  • legislazione commerciale e della somministrazione di alimenti e bevande;
  • legislazione urbanistica ed edilizia;
  • testo unico ambientale e gestione dei rifiuti;
  • legislazione e codice della strada;
  • infortunistica stradale;
  • ordinamento, ruolo e funzioni della polizia locale: legislazione nazionale e regionale;
  • legislazione di pubblica sicurezza;
  • codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e nozioni del testo unico del pubblico impiego [4];
  • nozioni sul codice dei contratti pubblici [5];
  • nozioni sul codice della protezione dei dati personali [6].

Contratto di lavoro dei dipendenti della polizia municipale

Il contratto di lavoro di un dipendente della polizia municipale può essere sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato a seconda del tipo di bando presentato dal Comune interessato. In alcuni casi, possono essere banditi anche concorsi per l’assunzione a tempo determinato di tipo stagionale o part-time.

I requisiti generali per l’assunzione sono quelli previsti dalla normativa statale sul personale dipendente degli enti locali.

Il rapporto di lavoro è regolato dal Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) Regioni ed autonomie locali.

Quanto guadagna un dipendente della polizia municipale

La retribuzione di un dipendente della polizia municipale cambia in base a diversi fattori quali le competenze, i ruoli e il Comune di appartenenza anche se esiste un fisso base lordo di partenza.

Il grado più basso nella polizia municipale è quello di agente scelto con un’anzianità di servizio di tre anni, il cui stipendio mensile lordo si aggira sui 1.695,00 euro.

Salendo di grado aumenta la retribuzione. Un vice ispettore arriva a guadagnare circa 1.845,00 euro lordi al mese, un vicecommissario percepisce intorno ai 2.120,00 euro lordi mensili mentre un commissario prende quasi 100 euro in più al mese rispetto al vicecommissario.

I dirigenti e i comandanti hanno una retribuzione che cambia a seconda se prestano servizio in una città metropolitana o in un capoluogo di provincia.

In genere, questi ultimi percepiscono uno stipendio base di partenza pari a 2.310,00 euro al mese, invece, i dirigenti, di 2.470,00 euro.


note

[1] Art. 5 della legge quadro e art. 57 co. 2 lett. b) cod. proc. pen.

[2] Circolare ministero dell’Interno n. 3/2001.

[3] L. n. 190/2012 e D. Lgs. n. 33/2013 e s.m.i.

[4] D. Lgs. n. 165/2001 e s.m.i.

[5] D. Lgs. n. 50/2016 e s.m.i.

[6] D. Lgs. n. 196/2003 e s.m.i. e Regolamento UE 679/2016.


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