Riforma fiscale: così cambieranno le tasse

23 Luglio 2020 | Autore:
Riforma fiscale: così cambieranno le tasse

Il direttore Ruffini propone il passaggio dal prelievo sull’incasso presunto a quello sui ricavi reali. Coinvolti autonomi, professionisti e partite Iva.

Saranno i lavoratori autonomi, i professionisti e le partite Iva i soggetti maggiormente interessati dalla riforma fiscale che l’Agenzia delle Entrate intende proporre al Governo. Di come cambieranno le tasse ha parlato il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, in un’intervista al Corriere della Sera, pubblicata questa mattina.

Secondo Ruffini, quelle tre categorie di lavoratori sono state le più colpite dall’emergenza coronavirus. E proprio per agevolare chi non ha un rapporto di lavoro subordinato, si vuole imboccare la strada della semplificazione degli adempimenti Irpef e Iva per arrivare al traguardo del prelievo fiscale sull’incasso reale e non su quello presunto. Con l’obiettivo dichiarato dal diretto dell’Agenzia di «superare lo stress e l’ansia che circa 4 milioni di contribuenti tra autonomi, professionisti e partite Iva vivono ogni anno in relazione a un calendario di scadenze fiscali».

L’idea che Ruffini ha in mente, dunque, è quella di «passare a un sistema di cash flow tax, cioè di tassazione per cassa. Si introdurrebbe un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi basato sugli incassi e le spese effettivi. Questo – spiega ancora Ruffini al quotidiano di via Solferino – eliminerebbe l’attuale sistema degli acconti e dei saldi».

La prospettiva tracciata dalle Entrate è quella di aprire una prima fase dedicata alle imprese minori in contabilità semplificata, quindi fino a 400mila euro di ricavi da servizi o fino a 700mila euro di ricavi da beni, ed anche ai contribuenti in regime forfettario. Una seconda fase coinvolgerebbe autonomi, professionisti e società di persone in contabilità ordinaria. Il contribuente avrebbe due possibilità: farsi prelevare le tasse direttamente dal conto corrente o disporre il versamento ogni mese oppure ogni trimestre. In questo modo – aggiunge Ruffini – si allargherebbe a loro la possibilità della dichiarazione dei redditi precompilata.



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