Taser: il Viminale li ritira per problemi tecnici

23 Luglio 2020
Taser: il Viminale li ritira per problemi tecnici

Il ministero dell’Interno sospende l’utilizzo delle pistole a impulsi elettrici per difetti riscontrati nei test di sperimentazione. Polemiche sulla decisione.

Il ministero dell’Interno ha disposto il ritiro dei taser, le pistole elettriche in dotazione alle forze di Polizia, in tutta Italia per difetti tecnici. Lo apprendiamo dalla nostra agenzia stampa Adnkronos. «La commissione di aggiudicazione ha proposto l’esclusione dell’unica azienda costruttrice che si era presentata per difetto dei requisiti minimi di sicurezza previsti dal capitolato tecnico», segnalano le fonti del Viminale.

Da qui la decisione – presa «per tutelare i cittadini e gli stessi agenti» – di richiamare queste armi, sospendendone l’utilizzo «fino a nuove disposizioni». Il progetto per dotare di taser le forze di Polizia era stato avviato alla fine del 2014; negli anni successivi la sperimentazione sul territorio e infine la gara indetta per il loro acquisto. Proprio in questa fase finale sono stati riscontrati gli inconvenienti tecnici descritti.

«È ancora in corso la ripetizione delle prove tecniche e al momento è stato disposto il ritiro dei taser attualmente assegnati alle forze dell’ordine», aggiungono le fonti. Già nei giorni scorsi erano trapelate indiscrezioni sul possibile ritiro, a seguito dell’esecuzione di alcuni test balistici che non avevano dato l’esito sperato. La società tedesca Axon, aggiudicataria della gara ora bloccata, esprime «stupore e sorpresa» per la decisione del Viminale, confermando «la piena aderenza» dei dispositivi al bando di gara cui ha partecipato.

La polemica diventa anche politica: il deputato della lega Gianni Tonelli parla di «volontà del Governo di bloccare la sperimentazione», mentre il ministero dell’Interno, tramite il Dipartimento di Pubblica Sicurezza che è responsabile della procedura, conferma l’intendimento di «dotare le forze di Polizia di un’arma ad impulsi elettrici, pienamente corrispondente alle esigenze operative».

Per il sindacato autonomo di Polizia (Sap) «il taser è uno strumento fondamentale per rendere maggiormente sicuri i nostri interventi. E a tutela anche di chi delinque, perché è comprovato che negli interventi coercitivi che dobbiamo affrontare nel rispetto della legge, a corpo libero o con l’uso dello sfollagente, provochiamo molti più feriti rispetto all’uso del taser. Mi chiedo dunque cosa sia accaduto oggi per arrivare a problemi di requisiti non idonei. Dopo le sperimentazioni fatte sul campo e tutte con esiti fin qui positivi. Voglio augurarmi che il problema non sia altrove», dice il segretario generale, Stefano Paoloni. Leggi anche “taser: cos’è e come funziona la pistola elettrica“.



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