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Equitalia: così si paga in 10 anni con la rateizzazione a 120 rate

6 Novembre 2013
Equitalia: così si paga in 10 anni con la rateizzazione a 120 rate

Ogni rata non potrà superare il 20% del reddito mensile familiare o il 10% del valore della produzione dell’azienda.

Sta finalmente per essere adottato il Regolamento del Ministero dell’Economia che allunga i tempi per saldare i debiti con Equitalia. Con la sua approvazione, la rateizzazione della cartella esattoriale può essere chiesta fino a 120 rate mensili.

Il regolamento, sempre secondo il decreto “Fare”, sarebbe dovuto arrivare il 20 settembre scorso soprattutto per sostenere cittadini e imprese in particolare difficoltà economica, ma fino ad oggi è rimasto lettera morta.

Le due forme di rateizzazione principali saranno due:

a) Rateizzazione ordinaria

La rateizzazione fino a 72 rate può essere chiesta da chiunque, con una semplice istanza e senza bisogno di dimostrare lo stato di bisogno, per debiti fino a 50 mila euro.

b) Rateizzazione straordinaria

Per ottenere invece la rateizzazione fino a 120 rate mensili, sempre per debiti fino a 50 mila euro, il contribuente deve dimostrare una comprovata e grave situazione di difficoltà economica.

In particolare, il piano straordinario di pagamento in 120 rate potrà essere concesso quando ricorrono due condizioni:

1 – una accertata impossibilità per il debitore di eseguire il pagamento del credito tributario seguendo un piano ordinario. L’impossibilità a rispettare il piano di pagamento scatta se l’importo della rata è pari o superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare determinato sulla base della situazione reddituale (Isr) che emerge dalla certificazione Isee.

Per le imprese, invece, la rata mensile da pagare ad Equitalia non potrà essere superiore al al 10% del valore della produzione.

2- la solvibilità dello stesso debitore che dovrà essere valutata in relazione al piano di rate concesse.

Per stabilire se il debitore è solvibile sarà sufficiente disporre di redditi documentati o essere proprietari di beni immobili su cui non pesano ipoteche, pignoramenti o sequestri.

Si guarderanno fonti stabili di reddito o di immobili espropriabili, mentre per le imprese è possibile anche dimostrare di avere un indice di liquidità almeno pari a 0,50. Non si può far riferimento all’abitazione principale, se si stratta dell’unico immobile posseduto, dall’altro, sembra presupporre che l’ammontare del debito sia almeno pari a 120mila euro.

Le regole per la rateazione straordinaria, come quelle della dilazione ordinaria, non permettono alcuna discrezionalità a Equitalia.

Sarà necessario il requisito di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; i dubbi sorgono quando il rapporto è a tempo determinato oppure si è di fronte a una nuova attività lavorativa.

Come chiarito dalla nota di Equitalia del 1° luglio, il debitore ha la possibilità di chiedere la dilazione straordinaria anche in pendenza di un piano di rateazione ordinario già approvato o già prorogato.

Con le nuove regole si decade dalla rateazione con il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive. Nella disciplina precedente erano invece sufficienti due rate, purché consecutive.

La domanda di rateazione assicura numerosi vantaggi. In primo luogo, Equitalia non potrà avviare azioni esecutive come l’espropriazione o il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione; né iscrivere ipoteche o fermi amministrativi all’auto.

Inoltre, in costanza di rateazione, il debitore non è considerato moroso. Ciò comporta che se si vantano crediti nei confronti di pubbliche amministrazioni, non opererà il blocco dei pagamenti per importi almeno pari a 10mila euro. Ugualmente, potranno essere compensati crediti d’imposta nel modello F24. In caso di mancato pagamento di alcune rate, non superiori a otto, il debitore sarà invece considerato moroso limitatamente all’importo delle rate non versate.



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