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Avvocati: più semplice notificare

23 Luglio 2020 | Autore:
Avvocati: più semplice notificare

Il Decreto semplificazioni aiuta gli avvocati facilitando le notifiche via pec alle pubbliche amministrazioni. È valido l’indirizzo nel registro Ipa.

L’emergenza Coronavirus è destinata a cambiare il modo di lavorare di molti professionisti; tra essi rientrano sicuramente gli avvocati i quali, già chiamati anni fa ad evolversi grazie al processo telematico, oggi fanno un altro piccolo passo in avanti verso un futuro fatto di comunicazioni digitali. Grazie al nuovissimo Decreto semplificazioni [1], gli avvocati sono maggiormente liberi di poter notificare i propri atti anche alle pubbliche amministrazioni che non hanno comunicato il loro domicilio digitale al Registro generale degli indirizzi elettronici gestito dal ministero della Giustizia (meglio noto come Reginde). In pratica, sarà più facile per gli avvocati effettuare notifiche alle pubbliche amministrazioni.

La norma pare mettere fine a un problema annoso causato dal clamoroso inadempimento, da parte di molte pubbliche amministrazioni (si pensi all’Inps), di mettere a disposizione un indirizzo di posta elettronica certificato che fungesse da domicilio digitale, cioè da indirizzo presso cui ricevere, con valore legale a tutti gli effetti, le notificazioni da parte di terzi, professionisti e non. Vediamo allora perché per gli avvocati sarà più facile notificare.

Notifiche digitali degli atti giudiziari

Già da tempo gli avvocati possono di fatto sostituirsi agli ufficiali giudiziari e compiere in proprio le notifiche della maggior parte degli atti giudiziari. Ciò può avvenire sia mediante spedizione cartacea a mezzo poste, sia per mezzo dell’invio di una pec.

In quest’ultimo caso, cioè nell’ipotesi di impiego della posta elettronica certificata, i presupposti affinché la notifica sia valida sono due:

  • il destinatario abbia anch’egli un indirizzo di posta elettronica certificato;
  • tale indirizzo risulti iscritto all’interno di speciali registri pubblici.

Se per le notifiche ai privati (professionisti e società, soprattutto) non vi sono mai stati problemi, in quanto i loro indirizzi pec sono facilmente consultabili negli appositi registri (Reginde e Ini-pec), le cose non sono mai andate in porto per le pubbliche amministrazioni, le quali, in spregio alla legge, non hanno mai provveduto a comunicare la loro pec all’unico registro pubblico a ciò adibito, cioè al Reginde (il Registro generale degli indirizzi elettronici gestito dal ministero della Giustizia).

Questo inadempimento ha di fatto impedito qualsiasi tipo di notifica digitale avente valore legale alle pubbliche amministrazioni. Gli avvocati, per notificare alla PA, hanno dunque sempre dovuto fare ricorso agli ufficiali giudiziari o alla notifica cartacea in proprio, con evidente dispendio di tempo e denaro.

La nuova notifica alle pubbliche amministrazioni

Il nuovissimo Decreto semplificazioni, per facilitare le notifiche digitali, permette ai professionisti di usare gli indirizzi di posta elettronica certificata anche delle pubbliche amministrazioni che non hanno ancora comunicato il proprio domicilio digitale al Reginde.

Infatti, per le notifiche degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale, gli avvocati possono ora attingere anche a un altro elenco di Pec, più datato del Reginde e più completo: l’Ipa, ovverosia l’indice dei domini digitali della pubblica amministrazione.

In poche parole, il Decreto semplificazioni consente agli avvocati di utilizzare le pec delle pubbliche amministrazioni presenti nel registro Ipa ai fini di una corretta notificazione degli atti. Ciò non era possibile prima, perché una legge del 2012 [2] aveva individuato il Reginde come unico elenco ufficiale dei recapiti delle pubbliche amministrazioni.

Avvocati: vale la pec del registro Ipa

Oggi, dunque, grazie al Decreto semplificazioni, le notifiche sono più facili: gli avvocati potranno validamente utilizzare gli indirizzi pec contenuti nel registro Ipa, il quale non solo è molto più ricco di indirizzi pec, ma è anche accessibile a tutti (a differenza del Reginde, consultabile solo dagli uffici giudiziari, dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti e dagli avvocati).

Tale possibilità è concessa solamente se il domicilio digitale della pubblica amministrazione non risulti già nel Reginde: in questo caso, l’unico indirizzo che ha validità è quello del Reginde.

In pratica, la notifica all’indirizzo pec presente nell’elenco Ipa è  valida solo in assenza di indirizzo nel Reginde.


note

[1] Decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76.

[2] Decreto legge n. 179/2012.

Autore immagine: Depositphotos.com


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