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Avvocati: il Pos è rinviato?

6 Novembre 2013
Avvocati: il Pos è rinviato?

Per l’obbligo delle carte di debito sembra sempre più probabile il rinvio.

Diventa sempre più caldo il tema dell’utilizzo di carte di debito all’interno degli studi legali, obbligo che dovrebbe scattare dal primo gennaio 2014. Ne abbiamo parlato più volte all’interno di queste pagine e, da ultimo, nell’articolo “Bancomat e Pos all’avvocato”.

L’indignazione degli avvocati è ancora alta, ma la protesta non è stata tanto forte da far ritornare il legislatore sui suoi passi, né sembrano profilarsi ipotesi di deroghe.

Appare tuttavia sempre più probabile la possibilità della nota e consueta “scappatoia italiana”: quella del rinvio.

La legge [1], infatti, prevede che, dal 1.01.2014, tutti gli esercenti attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi, anche professionali (e quindi anche gli avvocati), saranno obbligati ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito (in pratica, bisognerà istallare il cosiddetto POS, Point of Sale).

Ma è la stessa norma [2] a prevedere, poco dopo, la necessità di uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con quello dell`Economia, sentita la Banca d`Italia, che disciplinino la materia, determinando gli eventuali importi minimi, le modalità ed i termini, in relazione ai soggetti interessati di cui al precedente paragrafo. Con gli stessi decreti potrà  essere disposta l’estensione degli obblighi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili.

Ad oggi, però, tale decreto non è stato ancora emanato. Né se ne parla. Sembra, insomma, che il Ministero sia in alto mare.

Insomma, è molto probabile che ci sarà l’ennesimo rinvio sine die tutto italiano. Una storia che si ripete in tanti campi…


note

[1] Art. 15, comma 4, del D.L. 18/10/2012 n. 179 convertito con modificazioni nella Legge 17/12/2012 n. 221 (c.d. “Cresci Italia”).

[2] Successivo comma 5.


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3 Commenti

  1. MA PERCHE’ NON CI CANCELLIAMO TUTTI DA ALBO E CASSA? VOGLIO VEDERE CHI PAGA LA PENSIONE AI NOSTRI COISCRITTI VECCHI TROMBONI CHE NON MUOVONO UN DITO PER I GIOVANI AVVOCATI,
    GIOVANNI CICCHITELLI

  2. Si vocifera così, caro Giovanni, anche tra gli architetti. Sarei proprio curioso di vedere cosa accadrebbe con una scelta simile.

  3. Sembra che il POS non sia obbligatorio (con la mia banca avrei avuto un aggravio di costi di circa 1700 annui). Credo però che sia più importante il lato pratico (che noi italiani spesso dimentichiamo). Ogni bancomat ha un plafond giornaliero (che varia in base alle banche: alcuni 250 altri 750 altri ancora 1500) e uno mensile (variabile anche questo). Per quanto riguarda gli avvocati, il POS sarà di fatto utile per le piccole pratiche (ad es. per il compenso una lettera di diffida semplice ) ma diventerà inutile quando (la maggior parte dei casi) si chiedono gli acconti e gli adeguamenti per questioni più importanti (ad es. il fondo spese di euro 1000-1500 che si chiede di solito al conferimento dell’incarico per una causa). Avv. Luigi Cardillo

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