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Guarda quanto ti costa aspettare la cartella di Equitalia: ai limiti dell’usura

7 Novembre 2013
Guarda quanto ti costa aspettare la cartella di Equitalia: ai limiti dell’usura

La rateazione della cartella esattoriale può portare a un aggravio di oltre il 50% del proprio debito con il fisco: interessi, sanzioni e aggio dovuti per ognuna delle 72 rate.

Ha suscitato la reazione di molti lettori il nostro articolo di qualche giorno fa dal titolo “Equitalia: fai la scelta giusta prima che ti arrivi la cartella esattoriale”. Che la società di riscossione applichi interessi elevati e che, soprattutto, dopo l’addizione delle sanzioni e dell’aggio l’importo da pagare all’Erario cresca in modo esponenziale sono circostanze a tutti note. Ma, come ben si sa, tra il dire e il fare… A vedere i numeri concreti, stampati sulla carta, c’è da rabbrividire.

L’altro giorno, un contribuente – lo chiameremo, per facilità, Signor Rossi – si è rivolto a noi per avere chiarezza sulla propria situazione con Equitalia. La lettura dell’atto notificatogli dalla società di riscossione potrà rendere a tutti l’idea di quali aggravi possa comportare, per il cittadino, la notifica – a volte ineluttabile – della cartella.

Il Sig. Rossi ha ricevuto, dall’Agenzia delle Entrate, un avviso bonario per il pagamento di imposte dichiarate ma non versate. Questo è un aspetto di non marginale rilievo. Non parliamo, infatti, di un comune evasore. Chi evade, di solito, non effettua le comunicazioni al fisco o, comunque, le effettua in modo inesatto o incompleto. Al contrario, il nostro contribuente, ha inviato le dovute dichiarazioni dei redditi; senonché, stretto dalla crisi e dall’insolvenza dei propri creditori, non ha potuto pagare parte delle imposte sui redditi.

Dopo la notifica dell’avviso bonario, il contribuente ha chiesto ed ottenuto dall’Agenzia delle Entrate la rateazione del proprio debito, di cui ha pagato qualche rata fino a ridurre l’esposizione a circa 16.000 euro. Ancora una volta, le difficoltà economiche hanno avuto la meglio e il signor Rossi ha smesso di pagare. Così è arrivata, impietosa, la cartella di Equitalia.

Anche in questo caso, l’infelice imprenditore – non disponendo di tutte le somme per estinguere il debito – ha dovuto chiedere un’ulteriore rateazione in 72 rate.

Ebbene, per il signor Rossi il debito è così passato da 16.000 euro a circa 25.500 euro. Circa il 50% in più.

A cosa è dovuto questo aggravio? Al calcolo degli interessi innanzitutto (applicati per ogni singola rata mensile) e delle sanzioni pari circa al 30%. Ma c’è anche l’aggio, il cosiddetto “compenso di riscossione” anch’esso dovuto per ogni rata (circa 50 euro per 72 rate).

Ribadiamo: il signor Rossi non è un evasore. Al contrario, è stato un cittadino modello, che ha fatto le comunicazioni al fisco dei propri redditi, redditi che però non ha riscosso perché i suoi clienti non lo hanno pagato e perché il costo di “fare impresa”, in Italia è notoriamente elevato.

In altre parole, Rossi non ha pagato le tasse non per sua volontà, ma per impossibilità oggettive. La sua buona fede è evidenziata da tre circostanze:

– una dichiarazione dei redditi fedele e precisa;

– la richiesta di rateazione all’Agenzia delle Entrate (manifestazione della volontà di pagare), adempiuta in parte;

– l’ulteriore richiesta di rateazione ad Equitalia.

Inutile dire, a questo punto, che nessun tipo di azione conservativa, di tutela dei beni immobili, potrebbe giovare al sig. rossi. Fondo patrimoniale, donazione o vendita della casa possono essere facilmente revocate, essendo il debito ormai certo.

Qual è il costo, al giorno d’oggi, di volersi mettere in regola con la legge?



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