Diritto e Fisco | Articoli

Congedo biennale retribuito: quando si può chiedere?

24 Luglio 2020 | Autore:
Congedo biennale retribuito: quando si può chiedere?

Congedo straordinario per il lavoratore che assiste un familiare disabile: chi può fare domanda e a quali condizioni?

Sei familiare di un disabile grave e lo assisti regolarmente? Forse non sai che potresti avere diritto a ben due anni di congedo retribuito: si tratta del cosiddetto congedo straordinario legge 104.

Perché legge 104? Il congedo è chiamato così in quanto il disabile per il quale si richiede il congedo deve essere riconosciuto portatore di handicap in situazione di gravità, ai sensi della legge 104 [1], che è appunto la legge quadro sulla disabilità.

Il congedo straordinario, però, è bene saperlo, non è riconosciuto dalla legge 104, ma dal Testo unico sulla maternità e paternità [2]. Come mai è riconosciuto proprio da questo decreto legislativo? Vuol dire che il congedo straordinario può essere richiesto solo se il disabile che si assiste è un figlio? Il congedo biennale retribuito quando si può chiedere?

Il congedo biennale retribuito si può chiedere per assistere un figlio disabile in situazione di gravità, ma non solo: può essere richiesto anche per assistere altri familiari. Devono però essere soddisfatte condizioni specifiche per il diritto a questo beneficio.

Iniziamo con il riconoscimento dell’handicap grave in capo al familiare assistito. Di che cosa stiamo parlando? L’handicap è lo svantaggio sociale che deriva da un’infermità o una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che suscettibile di peggioramento, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

L’handicap può essere riconosciuto non grave, in situazione di gravità o in misura superiore ai 2/3. Se vuoi saperne di più: “Guida legge 104 e handicap“.

Per il diritto al congedo biennale retribuito, è necessario che l’handicap sia riconosciuto almeno in situazione di gravità.

Per quali familiari si può chiedere il congedo biennale retribuito?

Il beneficio spetta, nell’ordine:

  • per assistere il coniuge convivente: per accertare la convivenza si deve fare riferimento, in via esclusiva, alla residenza; è sufficiente provare la residenza nello stesso stabile e allo stesso numero civico, anche se i due coniugi non risiedono nello stesso interno;
  • per assistere la parte dell’unione civile, equiparata al coniuge ai fini del congedo straordinario; non è invece equiparato il convivente di fatto, che può unicamente fruire dei permessi retribuiti mensili;
  • per assistere un figlio: se il figlio non è sposato, oppure il coniuge convivente è deceduto, mancante o ha patologie invalidanti, hanno diritto a fruire del congedo straordinario il padre o la madre, anche adottivi o affidatari; in questo caso non è richiesto il requisito della convivenza; il congedo spetta anche se l’altro genitore non ne ha diritto (per esempio perché non svolge attività lavorativa o è un lavoratore autonomo);
  • per assistere un genitore convivente: in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (o della parte dell’unione civile), del padre o della madre (anche adottivi o affidatari) del portatore di handicap, il lavoratore ha diritto a fruire del congedo straordinario in qualità di figlio convivente del disabile grave; se il figlio non convive col genitore al momento della domanda di congedo, deve sottoscrivere una dichiarazione di responsabilità con cui si impegna a instaurare la convivenza con il familiare disabile entro l’inizio del periodo di congedo richiesto, e a mantenerla per tutta la durata dello stesso;
  • per assistere un fratello convivente o una sorella convivente: in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (o della parte dell’unione civile), del padre o della madre e dei figli conviventi del disabile, il lavoratore può beneficiare del congedo straordinario per assistere un fratello o una sorella convivente, con handicap grave riconosciuto;
  • per assistere un familiare entro il 3° grado convivente: in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (o del partner dell’unione civile), del padre o della madre (anche adottivi o affidatari), dei figli conviventi e dei fratelli o sorelle conviventi, può beneficiare del congedo straordinario un parente o affine entro il 3° grado convivente di persona con disabilità grave accertata.

Gradi di parentela ed affinità

È necessario, a questo punto, aprire una piccola parentesi per chiarire chi sono i parenti e gli affini di 1° 2° e 3° grado:

  • parentela di 1° grado: genitori e i figli;
  • parentela di 2° grado: nonni, nipoti (figli dei figli) e fratelli o sorelle;
  • parentela di 3° grado: bisnonni, pronipoti (figli dei nipoti), nipoti figli dei fratelli o delle sorelle e zii (fratelli/ o sorelle dei genitori);
  • affinità di 1° grado: suoceri, generi e nuore;
  • affinità di 2° grado: nonni del coniuge, fratelli o sorelle del coniuge;
  • affinità di 3° grado: bisnonni del coniuge, nipoti figli dei fratelli o delle sorelle del coniuge e zii fratelli o sorelle dei genitori del coniuge.

Chi non può chiedere il congedo biennale retribuito?

Il congedo biennale retribuito non spetta a tutti i lavoratori. Sono difatti esclusi dal beneficio:

  • gli addetti ai servizi domestici e familiari;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i lavoratori agricoli giornalieri;
  • i lavoratori autonomi;
  • i parasubordinati;
  • i titolari di contratto di lavoro part-time verticale, nei giorni in cui non è prevista attività lavorativa.

Quanto dura il congedo biennale retribuito?

Il congedo retribuito legge 104 è riconosciuto per un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa e, ugualmente, di 2 anni per ciascun disabile.

Rita ha già beneficiato di un anno di congedo per assistere Matteo, il padre disabile. Federica, sorella di Rita, per assistere il padre portatore di handicap grave può beneficiare soltanto di un altro anno di congedo. Federica, sussistendo le condizioni, può comunque beneficiare del congedo residuo per assistere altri familiari.

Com’è retribuito il congedo biennale?

Il lavoratore in congedo ha diritto:

  • a un’indennità di congedo, pari all’ultima retribuzione percepita, ma sino a determinati limiti; per la precisione, l’indennità è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, ad esclusione delle voci che non risultano fisse e continuative; il tetto massimo dell’indennità è di 36.645 euro annui per il 2020, che corrispondono a 100,12 euro al giorno;
  • all’accredito dei contributi figurativi, utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione, sino a determinati limiti massimi.; il limite massimo previsto per il 2020 è 12.092 euro annui;
  • l’importo complessivo annuo riconosciuto per il congedo ammonta dunque a 48.737 euro.

Domanda congedo biennale retribuito

Per i lavoratori subordinati del settore privato, la domanda di congedo straordinario deve essere inviata all’Inps in via telematica, direttamente (accesso al sito web dell’Inps con le proprie credenziali dispositive), tramite call center Inps o tramite patronato.

Copia della domanda consegnata all’Inps deve essere consegnata anche al datore di lavoro che deve verificarne la correttezza sostanziale prima di accettarla.

Per approfondire, leggi: “Congedo straordinario legge 104“.


note

[1] L. 104/1992.

[2] Art.42, Co.5 e 6, D.lgs. 151/2001.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube