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11 cose che devi sapere quando compi 18 anni

26 Luglio 2020 | Autore:
11 cose che devi sapere quando compi 18 anni

Patente, diritto al voto, rapporti con docenti, giochi, bevande alcoliche, responsabilità penale ed altro ancora. Come cambia la vita con la maggiore età.

La tua vita cambia dall’oggi al domani in un attimo: basta un solo secondo, alla mezzanotte in cui comincia il tuo 18° compleanno, per lasciarti alle spalle la vita da minorenne e diventare, a tutti gli effetti, padrone di te stesso per avere raggiunto la maggiore età. In quel momento, vorresti mangiarti il mondo, e forse ci riuscirai strada facendo. Hai una sensazione indescrivibile di libertà che ancora non ti permette di vedere quali sono diventati da quel momento in poi i tuoi doveri: ci sono anche quelli, insieme ai diritti appena acquisiti. Ci sono, insomma, almeno 11 cose che devi sapere quando compi 18 anni. Mettendole tutte insieme, ti accorgerai di quanto il senso di libertà e il senso del dovere possono convivere insieme per fare di te una persona completa.

Tendenzialmente, il primo oggetto del desiderio quando si arriva alla maggiore età è la patente: basta essere scarrozzati dai genitori per andare a trovare la ragazza, basta darsi appuntamento a una certa ora per lasciare gli amici (e soprattutto la ragazza) e tornare a casa con il papà o con la mamma. Con il tempo capirai che bisogna anche metterci la benzina, pagare bollo e assicurazione, fare la manutenzione, ecc.

Avere 18 anni vuol dire anche poter «marinare la scuola» senza bisogno di inventare una scusa con i genitori per chiedere la giustificazione: si ha il potere di firmare da soli l’assenza. Con il tempo capirai il rischio di prendere alla leggera lezioni e libri di testo.

Poi, c’è il brivido di trovarsi davanti alle urne con una scheda in mano e poter pensare: «Ora sono grande, finalmente voto anch’io. Per chi, al momento non mi è chiaro. Ma quel che conta è che il mio nome è nell’elenco degli aventi diritto». È un primo passo. Con il tempo, capirai il vantaggio di informarti bene prima di prendere in mano scheda e matita al seggio elettorale.

Quello che si fa fatica a capire a 18 anni (per molti anche dopo) è che con la maggiore età ci sono anche i doveri e le responsabilità. Si diventa penalmente punibili, ad esempio: ne combini una grossa e ti si spalancano in un attimo le porte del carcere.

Ecco, allora, tra diritti e doveri, queste 11 cose che devi sapere quando compi 18 anni. Sperando tu ne faccia buon uso.

La capacità di agire

Se pensavi che al primo posto tra le 11 cose che devi sapere quando compi 18 anni mettessi la patente, forse rimarrai spiazzato. Ma c’è un primo principio di consapevolezza che, per la sua importanza, merita di essere posto in cima alla lista: con la maggiore età si acquisisce la capacità di agire. Che significa? Vuol dire che dal momento in cui spegni le 18 candeline hai la facoltà di compiere atti che incidono nella tua sfera giuridica. In pratica, puoi tutelare e gestire in prima persona i tuoi interessi, acquisendo dei diritti ma anche prendendoti i relativi obblighi.

Così sarà fino alla fine dei tuoi giorni. A meno che ci siano gli elementi che ti possono far perdere questa capacità di agire. Può succedere, ad esempio, quando per qualsiasi motivo non sei più in grado di valutare la portata o la convenienza dei tuoi atti. Uno dei casi più diffusi è quello di chi soffre di una malattia mentale. In situazioni del genere, il giudice può inabilitarti o interdirti e trasferire la tua capacità di agire ad un’altra persona, come un amministratore di sostegno. Sarà lui, da quel momento in poi, a badare ai tuoi interessi e a decidere in merito.

La patente

Eccolo, quel tesserino rosa con la tua foto che desideravi da tanto tempo. Quando compi 18 anni, finalmente puoi fare la patente di guida. Il che non vuol dire automaticamente poter guidare qualsiasi tipo di auto: per un po’ di tempo, avrai dei limiti sia con la macchina, sia con la velocità, sia con il tuo comportamento al volante. Insomma, sei diventato maggiorenne, sei grande, ma fino a un certo punto.

Pr definizione, un neopatentato (cioè, uno come te che ha compiuto i 18 anni e ha il permesso di guida fresco di stampa) è chi ha conseguito da meno di tre anni la patente, dopo avere superato le prove teoriche e pratiche.

Per il primo anno, non potrai guidare le auto con:

  • potenza specifica superiore a 55 kW/t, 75 cavalli (Tara);
  • potenza massima pari a 70 kW, 95 cavalli.

C’è, però, un’eccezione e riguarda il caso in cui tu debba accompagnare in auto una persona disabile, purché quest’ultima porti con sé l’apposito contrassegno di circolazione.

In questo articolo, puoi trovare delle indicazioni sulle auto adatte a chi, come te, ha appena preso (o sta per prendere) la patente.

Devi anche rispettare dei limiti di velocità ben precisi, diversi da chi è più «navigato» di te al volante. Per tre anni, non dovrai superare i 110 km/h in autostrada (anziché 130) ed i 90 km/h sulle strade extraurbane (dove trovi il limite a 110).

Infine, c’è il discorso dell’alcol. Se decidi di fare la patente e di uscire per conto tuo al volante della tua macchina, ricordati che sarai tu a doverti riaccompagnare a casa, e magari a riportare anche la ragazza e qualche amico. Tieni presente che incrocerai le auto di chi vuole vedere l’alba di domani senza finire (ben che gli vada) nel letto di un pronto soccorso. Per questo, la normativa prevede che per tre anni la quantità di alcol nel tuo sangue deve essere pari a zero. Non devi assolutamente bere alcolici se ti metti alla guida di una macchina. Le sanzioni sono pesantissime. E le ipotetiche conseguenze, ancora peggiori.

Il diritto di voto

Importate, tra le cose da sapere quando compi 18 anni, è quella che riguarda il tuo diritto di voto. In attesa che diventi definitiva la riforma al vaglio del Parlamento per modificare l’età degli elettori e degli eletti al Senato, quando diventi maggiorenne acquisisci la facoltà di votare per la Camera dei Deputati, per i tuoi rappresentanti in Regione o in Comune, per le elezioni al Parlamento europeo e per qualsiasi tipo di referendum, che sia abrogativo o confermativo.

Per poter votare al Senato, invece, devi ancora aspettare di compiere 25 anni. A meno che arrivi prima la riforma che vuole equiparare il diritto di voto ai due rami del Parlamento e, quindi, consentire di partecipare alle elezioni di deputati e senatori già a 18 anni.

Eleggere sì, ma anche essere eletto? Solo in parte. A 18 anni puoi presentarti in una lista per le comunali o per le regionali. Ma non per il Parlamento. Anche in questo caso, la riforma dovrebbe abbassare l’età minima per poter diventare deputato o senatore ma, comunque, non fino ai 18 anni.

Attualmente, si può entrare a Montecitorio con la carica di onorevole a 25 anni (così come a Strasburgo come parlamentare europeo), mentre per la carica di senatore ci vogliono ancora i 40 anni di età. La riforma a cui abbiamo fatto cenno, già approvata dalla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama e che ora attende il voto finale dell’Aula, porterà questa soglia a 25 anni, come per Camera e Parlamento Ue. Quindi, in ogni caso, se hai appena compiuto 18 anni e vuoi candidarti ad una delle Camere, dovrai attendere ancora un po’.

La scuola

Quando compi 18 anni acquisisci dei nuovi diritti anche a scuola, sia che ti trovi in un liceo sia che tu stia frequentando un istituto tecnico o professionale.

Questo aspetto si lega al primo che abbiamo visto in precedenza, cioè alla tua capacità di agire dal momento in cui diventi maggiorenne, che comprende tra le altre cose la tua idoneità ad esercitare il diritto allo studio.

Si traduce nella facoltà di iscriverti da solo a scuola, di frequentarla e di parlare autonomamente con docenti e dirigenti scolastici senza essere per forza accompagnato dai genitori.

Ciò non vuol dire, però, che padre e madre restino del tutto estromessi dalla tua vita scolastica. Il regolamento dell’istituto, infatti, può prevedere sia il rispetto dei tuoi diritti come maggiorenne sia del diritto-dovere dei tuoi genitori «di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se maggiorenni», come recita la nostra Costituzione. Significa che la scuola può garantire ai genitori di essere informati sull’andamento e sulla frequenza scolastici del figlio.

Per essere più chiari. Nel momento in cui compi i 18 anni, puoi firmarti da solo le giustificazioni per «saltare» qualche lezione e puoi rispondere direttamente del tuo comportamento. Ma l’istituto può avere la facoltà di informare i tuoi genitori – se questi lo richiedono e il regolamento lo prevede – delle assenze da te giustificate o delle tue azioni.

Formare una famiglia o andare via di casa

Forse, ancora non rientrerà nei tuoi piani, ma un’altra cosa da sapere quando compi 18 anni è che puoi sposarti e formare una famiglia. La maggiore età ti dà, infatti, la possibilità di contrarre matrimonio, cosa non consentita ai minorenni. Con una sola eccezione, però: possono sposarsi i giovani di 16 o 17 anni ma solo per gravi motivi e previa autorizzazione del tribunale (non viene richiesta quella dei genitori). Il giudice accerta prima la maturità psico-fisica del minore e la fondatezza delle ragioni presentate. Quindi, sente il parere del pubblico ministero e dei genitori o, al loro posto, del tutore.

E se anche non volessi sposarti ma senti comunque l’esigenza di iniziare una vita per conto tuo, a 18 anni nessuno te lo può più impedire. Fino a ieri, cioè fino a quando eri minorenne, avevi l’obbligo di vivere con i tuoi genitori o con chi ne fa le veci (a meno che, come nel caso appena descritto, non si tratti di un 16enne che ha ottenuto il permesso del tribunale per sposarsi). Ora, raggiunta l’età dell’emancipazione, puoi andare via di casa.

La responsabilità penale

Quando compi 18 anni, e secondo il nostro ordinamento, entra per te in vigore la presunzione di imputabilità, basata sulla valutazione della tua capacità di intendere e di volere al momento di commettere un reato. La responsabilità penale che hai sulle spalle, quindi, può portarti ad affrontare un vero e proprio processo in tribunale e, se ritenuto colpevole, a varcare la soglia del carcere.

La gestione del patrimonio

Con l’arrivo della maggiore età, hai la possibilità di gestire i tuoi soldi in piena autonomia, specialmente se hai già iniziato a fare qualche lavoretto o se hai un impiego vero e proprio che ti impegna a tempo pieno e che ti garantisce uno stipendio.

Quando compi 18 anni puoi aprire da solo un conto corrente bancario o postale. In questo modo, avrai la possibilità di depositare i tuoi risparmi in un luogo sicuro, oltre a poter ricevere l’eventuale stipendio tramite bonifico. Puoi disporre di carta di credito e di Bancomat o di un libretto di assegni. Oltre ai 18 anni, per aprire un tuo conto avrai bisogno della carta d’identità, del codice fiscale e di una qualsiasi cifra da depositare per cominciare ad alimentarlo.

Nel caso in cui tu abbia ereditato dei soldi oppure ti riveli un bravissimo risparmiatore e ti trovi una cifra ben superiore a quella che ti serve per le spese del mese, puoi anche decidere liberamente e in maniera autonoma come investire quel denaro per farlo fruttare. Ovviamente, facendoti consigliare da chi è più esperto di te.

Fare acquisti online

Essere maggiorenne significa anche poter fare degli acquisti online senza rischiare di dover «barare» spuntando la casella che ti chiedeva se avevi 18 anni anche quando, in realtà, eri minorenne. Con tutti i rischi del caso, per te e per i tuoi genitori.

Adesso, invece, puoi barrare la casella consapevole di dire la verità e procedere all’acquisto o alla vendita di beni o servizi tramite Internet: dal piccolo oggetto all’auto, la moto o la casa, anche da prendere in affitto.

Partecipare a giochi vietati a minorenni

Molti videogiochi o giochi online, per le loro caratteristiche o per la loro natura, sono vietati ai minorenni. Sono (o dovrebbero essere) contraddistinti da un simbolo che avvisa proprio di questa circostanza, cioè del fatto he il loro uso è vietato ai minori di 18 anni.

Ora, non hai più quel problema. Potrai anche entrare in una sala bingo, mostrando il tuo documento di identità che certifica la tua età.

Comprare sigarette o alcolici

Non c’è bisogno di ricordarti che il fumo è un brutto vizio da evitare ad ogni costo. Ma se, per qualsiasi motivo, devi acquistare le sigarette, magari da portare ai genitori o al nonno che, smemorati, hanno dimenticato di prenderle e sono rimasti a secco, non dovrai più appoggiarti al fratello maggiore o all’amico che i 18 anni li ha già compiuti.

Lo stesso vale per chi vuole comprare una bevanda alcolica, la cui vendita è vietata ai minori di 18 anni. O meglio, la legge dice che:

  • la vendita di alcolici a minori di sedici anni è reato punibile con l’arresto fino ad un anno;
  • la vendita di alcolici ai minorenni che, però, abbiano compiuto i sedici anni, costituisce illecito amministrativo punito con sanzione pecuniaria da 250 a 1000 euro.

A dire la verità, se prima di diventare maggiorenne andavi a comprare una bottiglia di vodka, rischiava solo chi te la vendeva, non tu. Quindi, era molto probabile che il commerciante o il responsabile del supermercato ti lasciasse a mani vuote per non avere delle conseguenze. Ora, con i 18 anni compiuti, l’unico problema a cui devi badare è a quello di non esagerare. O, come abbiamo visto prima, a non toccare la bottiglia se devi metterti alla guida.

La pensione di inabilità per invalidità totale

Recentemente, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il vincolo di età previsto finora per il pagamento della pensione di inabilità per gli invalidi totali. In pratica, secondo la Consulta, non è lecito che queste persone debbano attendere di compiere 60 anni per poter ricevere la prestazione: la pensione di inabilità – sostiene la Corte – deve essere erogata da quando l’invalido totale compie i 18 anni.

I giudici hanno motivato questo parere affermando che «le minorazioni fisio-psichiche, tali da importare un’invalidità totale, non sono diverse nella fase anagrafica compresa tra i 18 anni (ovvero quando sorge il diritto alla pensione di invalidità) e i 59, rispetto alla fase che consegue al raggiungimento del sessantesimo anno di età, poiché la limitazione discende, a monte, da una condizione patologica intrinseca e non dal fisiologico e sopravvenuto invecchiamento».

Peraltro, e nella stessa sentenza, la Consulta ha stabilito che la vecchia pensione di 286,60 euro era «innegabilmente, e manifestamente, insufficiente» per garantire il minimo vitale. Per questo motivo, gli invalidi civili totali hanno diritto al cosiddetto «incremento al milione» già a partire dai 18 anni, che in termini di soldi si traduce in 651,51 euro, cioè il triplo di quanto previsto in precedenza.



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