Superbonus 110%: la guida definitiva per fare i lavori

24 Luglio 2020 | Autore:
Superbonus 110%: la guida definitiva per fare i lavori

Tutto sulla nuova agevolazione: chi può usufruirne, per quali interventi e come funziona. Le spiegazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Con le novità apportate dalla recente conversione in legge del Decreto Rilancio [1], pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 luglio, il superbonus con detrazione al 110% è entrato a regime nella versione definitiva. Ora anche l’Agenzia delle Entrate ha emanato le istruzioni applicative ed oggi ha pubblicato sul proprio sito la guida sul superbonus al 110%.

Quindi la situazione normativa può ritenersi consolidata: il superbonus ha carattere stabile e non dovrebbero esserci più sorprese o ripensamenti. Così potrai eseguire i lavori e fruire degli incentivi stabiliti dalla legge e riconosciuti dal Fisco. L’unica preoccupazione sarà quella di rispettare le norme: ci sono dei precisi requisiti e specifiche condizioni per poter ottenere il beneficio fiscale.

In questo articolo ti forniamo una guida, sintetica ma completa, in cui ti illustriamo tutto quello che c’è da sapere: a chi spetta l’agevolazione, quali sono i lavori che consentono di beneficiare della nuova detrazione fiscale e che adempimenti occorre effettuare per fruire del superbonus al 110%.

Ti anticipiamo che c’è la possibilità di cedere la detrazione fiscale che ti spetta all’impresa che ha eseguito i lavori, oppure di richiedere al fornitore di beni o servizi edilizi uno sconto immediato in fattura, in modo da effettuare i lavori praticamente a costo zero e quindi gratis. Altrimenti potrai spalmare l’importo in cinque anni, utilizzando il tuo credito in dichiarazione dei redditi diminuendo le imposte da pagare.

Il Superbonus 110% in pillole

Cos’è

L’incentivo consiste in una detrazione d’imposta del 110% delle spese documentate sostenute dal contribuente dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici e per quelli antisismici.

A chi spetta

Può fruire della detrazione il contribuente che ha sostenuto le spese e che è proprietario dell’immobile su cui sono eseguiti gli interventi oppure è l’inquilino che occupa i locali. Come vedremo tra poco, può trattarsi di singole unità immobiliari o anche di parti comuni di edifici condominiali.

A quanto ammonta

Il superbonus è riconosciuto nella misura del 110% delle spese, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Ma la detrazione d’imposta non è l’unico modo per fruire del bonus: si può scegliere, in alternativa, uno sconto in fattura, che sarà anticipato dal fornitore che ha eseguito l’intervento e lo recupererà in forma di credito d’imposta. Questo credito d’imposta potrà anche essere ceduto ad altri soggetti, come i fornitori del fornitore o le banche e gli intermediari finanziari.

Per quali interventi

La detrazione spetta per gli interventi volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici e le misure antisismiche. Questi sono gli interventi indispensabili e le spese sostenute vengono dette “trainanti”. Ad esse si aggiungono altri interventi ammessi all’agevolazione, a condizione però che siano eseguiti congiuntamente ad almeno un intervento trainante: per esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Su quali immobili

Il superbonus riguarda gli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, sulle unità immobiliari indipendenti e sulle singole unità immobiliari ma in questo caso fino ad un massimo di due, mentre i condomini non hanno limiti al numero di interventi agevolabili. Non può essere fruito, invece, per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

Documenti e adempimenti

Per ottenere il diritto a fruire dell’agevolazione, la documentazione dovrà avere il visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato (Caf, commercialista, ragioniere o consulente del lavoro) e occorrerà anche l’asseverazione tecnica, da parte del professionista incaricato, sugli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico eseguiti sull’immobile.

Le ultime novità

Con la conversione in legge del Decreto Rilancio [1] il superbonus è stato esteso alle seconde case, ma ogni contribuente potrà fruirne fino a un massimo di due immobili. Tra i soggetti che possono fruirne sono state inserite le Onlus, le associazioni di volontariato e di promozione sociale e le Asd, associazioni sportive dilettantistiche.

Superbonus 110%: in cosa consiste

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’imposta lorda pari al 110% delle spese sostenute ed ammesse. È concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti o riducono il rischio sismico.

Il superbonus spetta per gli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, sulle unità immobiliari indipendenti e sulle singole unità immobiliari.

Gli interventi indispensabili (cosiddetti “trainanti”) devono consistere, alternativamente o congiuntamente, in:

  • isolamento termico delle superfici opache (verticali, orizzontali o inclinate) che interessano l’involucro dell’edificio – sono compresi anche quelli unifamiliari – con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, che saranno centralizzati sulle parti comuni degli edifici, oppure indipendenti sugli edifici unifamiliari e sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • antisismici (il cosiddetto sismabonus), inclusa la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo per scopi antisismici.

Quando si esegue uno degli interventi sopra descritti, il Superbonus spetta anche per queste ulteriori tipologie di interventi (cd. “trainati”), che vengono eseguiti congiuntamente:

  • efficientamento energetico (sono gli interventi rientranti nell’ecobonus);
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici;
  • installazione di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati.

Attenzione: nel caso dell’ecobonus, occorre migliorare il livello di efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi o, se questo non è possibile, bisogna almeno conseguire la classe energetica più alta rispetto a quella precedente ai lavori, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape) che sarà rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata e dovrà dimostrare il miglioramento di classe ottenuto con l’intervento.

Ricorda che sono esclusi dalla detrazione gli interventi su abitazioni di tipo signorile (A1), ville (A8), castelli (A9).

Superbonus 110%: chi può usufruirne

La platea dei beneficiari dell’agevolazione comprende innanzitutto i condomìni e le persone fisiche, ma al di fuori dell’attività di impresa, arti e professioni: ad imprenditori, artigiani e professionisti spetta solo per gli interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni.

Poi sono compresi le cooperative, le Onlus, le associazioni sportive dilettantistiche (Asd), quelle di volontariato e promozione sociale e gli Iacp, Istituti autonomi case popolari (che potranno beneficiarne per un periodo più lungo, cioè per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022).

Può usufruire del superbonus non solo il proprietario dell’immobile, ma anche l’usufruttuario, l’inquilino o il comodatario, regolarmente registrato, purché sia in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile.

L’Agenzia delle Entrate precisa che la detrazione spetta «ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio».

La misura della detrazione

La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Sarà quindi “spalmata” in quote costanti sulle successive dichiarazioni dei redditi, in modo da conseguire il risparmio d’imposta.

Per gli interventi realizzati su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari (funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno: per esempio, le villette a schiera), il superbonus spetta per interventi realizzati su un massimo di due unità immobiliari.

Non c’è, invece, nessuna limitazione per le spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio e neppure per quelle relative agli interventi antisismici.

Quello che conta per ottenere l’agevolazione non è la data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, ma – specifica l’Agenzia delle Entrate – la «data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali» e la «data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza)».

Siccome si tratta di una detrazione d’imposta, essa sarà ammessa entro il limite di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, se hai redditi bassi e dunque la tua Irpef da pagare ammonta a poche centinaia di euro l’anno, non potrai sfruttare la detrazione del superbonus per molte migliaia di euro e neppure riportarla a tuo favore per gli anni successivi o andare altrimenti a credito verso lo Stato.

L’Agenzia delle Entrate al riguardo specifica che «la quota annuale della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda di ciascun anno, non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi d’imposta successivi, né essere chiesta a rimborso».

I limiti di spesa

Ci sono dei precisi tetti massimi alle spese agevolabili. Il superbonus per gli interventi di isolamento delle superfici e degli involucri, cioè il “cappotto termico”, va calcolato su un importo massimo di spesa non superiore a:

  • 50mila euro per l’isolamento termico di edifici unifamiliari o di unità immobiliari funzionalmente indipendenti;
  • 40mila euro per i condomìni fino a otto unità immobiliari;
  • 30mila per i condomìni oltre le otto unità immobiliari.

Nei casi dei condomìni si potrà moltiplicare il suddetto importo per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Invece, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati a pompa di calore per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda, il limite massimo è di 20mila euro a unità immobiliare, per gli edifici fino a 8 unità, e si abbassa a 15mila euro, per edifici con più di 8 unità.

La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari ha un limite di 30mila euro per ogni singola unità immobiliare oggetto di intervento.

La detrazione spetta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Per gli interventi “trainati” (che, come abbiamo visto, vanno eseguiti in abbinamento con uno degli interventi “trainanti”, o principali) c’è un limite di spesa di 48mila euro per l’nstallazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica o ad accumulo e integrati, ma va commisurata ad euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, per singola unità immobiliare.

Questo limite di spesa per l’installazione dell’impianto fotovoltaico e del sistema di accumulo, è ridotto ulteriormente, ad euro 1.600 per ogni kW di potenza, «nel caso in cui sia contestuale ad un intervento di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica» [2], spiega l’Agenzia delle Entrate.

Sconto in fattura o cessione del credito

Chi sostiene le spese per tutti gli interventi previsti dal superbonus può scegliere, al posto dell’utilizzo diretto della detrazione fiscale, di ricevere uno sconto in fattura, che sarà pari all’importo massimo della spesa sostenuta. Esso sarà anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento e che lo recupererà sotto forma di credito di imposta.

In alternativa, potrà cedere il credito d’imposta, corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti (ad esempio i suoi fornitori), compresi gli istituti di credito e intermediari finanziari. In questo modo il credito d’imposta può circolare ed essere oggetto di successive e plurime cessioni.

La cessione può avvenire anche durante i lavori, in relazione a ciascuno stato di avanzamento, ma a due condizioni:

  • gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo,
  • il primo stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30% dell’intervento, e il secondo ad almeno il 60%.

La scelta tra detrazione, cessione e sconto, riguarda anche le spese sostenute nel 2020 e 2021 per tutti gli interventi di ecobonus, ristrutturazione edilizia, bonus facciate, installazione di impianti solari fotovoltaici e di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.

I crediti d’imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione e quindi vengono fruiti in detrazione dal soggetto che in quel momento li possiede, sono utilizzati in compensazione attraverso il modello F24.

L’Agenzia delle Entrate precisa che in questi casi «non si applica il limite generale di compensabilità previsto per i crediti di imposta e contributi pari a 700.000 euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020), né il limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi» e non si applica neppure il divieto di utilizzo dei crediti in compensazione, in presenza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a 1.500 euro.

A questo punto, il credito d’imposta viene fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione inizialmente spettante, se non fosse stata ceduta. Rimane fermo il fatto che la quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

Gli adempimenti necessari

Il contribuente, per avere diritto alla fruizione del superbonus al 110%, dovrà ottenere:

  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro), oppure dai centri di assistenza fiscale (Caf);
  • un’attestazione o asseverazione che certifichi non solo il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali, ma anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Per gli interventi di efficientamento energetico, il tecnico abilitato dovrà certificare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti e che le spese sostenute sono congrue. Per gli interventi antisismici occorrerà, invece, oltre alla dichiarazione di congruità delle spese, l’asseverazione da parte dei professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico (secondo le rispettive competenze professionali) e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.

Una copia dell’asseverazione riferita agli interventi di efficientamento energetico dovrà essere trasmessa per via telematica, oltre che all’Agenzia delle Entrate, anche all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Esempi e casi pratici

Per aiutarti a capire come funziona in concreto il meccanismo del superbonus al 110%, ti sottoponiamo di seguito alcuni esempi e casi pratici tratti dalle simulazioni contenute nelle istruzioni emanate dall’Agenzia delle Entrate.

Il condòmino che cambia caldaia e infissi

Carlo vive in un appartamento in un condominio che sta effettuando i lavori di cappotto termico ottenendo il miglioramento di due classi energetiche. Decide di sostituire la caldaia e gli infissi della sua abitazione, spendendo 8.000 euro. Gli spetterà una detrazione di 8.800 euro (il 110% della spesa), da utilizzare in 5 anni in quote annuali da 1.760 euro.

La villetta ristrutturata

Vincenzo ha una villetta singola e fa i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Spende 35.000 euro. Avrà diritto a una detrazione, pari al 110%, di 38.500 euro, da ripartire in 5  quote annuali da 7.700 euro ciascuna. Se vuole, potrà ricevere lo sconto in fattura e cedere la detrazione alla ditta.

Il rifacimento del bagno

Andrea è proprietario di una casa e vuole ristrutturare i servizi igienici, cambiando i sanitari e rifacendo il pavimento e i tubi. Se questo lavoro non è collegato ad un intervento “trainante” di ristrutturazione, come l’efficientamento energetico o l’adeguamento antisismico, non avrà diritto alla detrazione prevista per il superbonus.


note

[1] Artt. 119 e ss. del Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, convertito, con modificazioni, in Legge 17 luglio 2020, n.77, pubblicata sulla GU n. 180 del 18.7.2020 (supplemento ordinario n. 25/L).

[2] Di cui all’articolo 3, comma 1, lett. d), e) ed f) del D.P.R. n. 380/2001.


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