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Prestazione occasionale: limiti e regole

26 Luglio 2020 | Autore:
Prestazione occasionale: limiti e regole

Nuovo contratto di lavoro accessorio: che cosa cambia rispetto ai vecchi voucher, in quali casi non si può utilizzare.

Si può ancora assumere un lavoratore utilizzando i voucher? I cosiddetti voucher, ossia i buoni per il lavoro occasionale accessorio, costituivano una modalità piuttosto semplice e comoda per mettere in regola il lavoratore temporaneo, anche se negli ultimi anni la procedura era divenuta gradualmente più articolata. Inizialmente, difatti, bastava l’acquisto dei ticket ed il loro utilizzo per retribuire il lavoratore (un buono da 10 euro equivaleva a un’ora di lavoro), senza che fossero necessari altri adempimenti. Successivamente, era stata però realizzata la piattaforma per il lavoro accessorio, presso il sito web dell’Inps, per attivare i buoni e comunicare l’inizio e la fine dell’attività lavorativa, previa registrazione del committente e del lavoratore; era stata resa maggiormente complessa anche la procedura d’incasso dei buoni.

Aboliti i vecchi voucher dal 2017, nello stesso anno è stata introdotta una nuova modalità per retribuire le prestazioni occasionali non di lavoro autonomo, i cui adempimenti riprendono in parte le procedure previste per l’attivazione e la rendicontazione dei voucher: si tratta del contratto di prestazione occasionale e del libretto famiglia.

Il libretto famiglia risulta di utilizzo non eccessivamente complicato, in quanto si tratta, sostanzialmente, di uno strumento per retribuire lavori domestici occasionali, lezioni private e, in generale, le attività saltuarie rese in favore di privati e famiglie, non di enti, professionisti o imprese; risulta maggiormente complesso, invece, utilizzare il contratto di prestazione occasionale, o PrestO.

Difatti, in merito alla possibilità di utilizzare una prestazione occasionale, limiti e regole sono numerosi e piuttosto articolati, in parte diversificati a seconda della categoria dell’utilizzatore (cioè di chi utilizza la prestazione occasionale, in parole semplici ma improprie il committente, o datore di lavoro), in parte diversificati a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore (vi sono benefici particolari previsti per gli studenti, per i pensionati e per i disoccupati).

Soffermiamoci ora sul contratto di prestazione occasionale, che è, tra i due strumenti, quello che consente a imprese, enti e professionisti di mettere in regola il lavoratore la cui attività risulta meramente saltuaria.

A questo proposito, è bene sottolineare che il contratto di prestazione occasionale deve essere considerata una modalità residuale di retribuzione del lavoratore e di disciplina del rapporto lavorativo, da utilizzare solo per le attività meramente occasionali e marginali. Se sussiste una continuità nella prestazione lavorativa, anche minima, è necessario utilizzare una delle nuove forme contrattuali dedicate ai cosiddetti lavori atipici, come il contratto a chiamata, il contratto di somministrazione, il contratto stagionale o anche il semplice contratto a termine.

Ma procediamo con ordine e osserviamo tutti i limiti e le regole che interessano le prestazioni occasionali, rinviando alla Guida al libretto famiglia per conoscere limiti e regole relativi alle prestazioni occasionali rese a favore del privato e del suo nucleo familiare.

Chi può ricorrere al contratto di prestazione occasionale?

Innanzitutto, è bene sapere che non tutti i professionisti, le imprese e gli enti possono utilizzare una prestazione occasionale.

Il ricorso al contratto di prestazione occasionale non è permesso ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato (8 lavoratori a tempo indeterminato nel caso di aziende alberghiere e strutture ricettive, ma con riferimento agli appartenenti alle categorie svantaggiate).

Come si calcola il rispetto del limite di 5 lavoratori? il superamento della soglia deve essere verificato con riferimento al semestre che va dall’8° al 3° mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione occasionale

La prestazione occasionale viene resa il giorno 23 luglio 2020: il conteggio della media occupazionale dei lavoratori a tempo indeterminato deve essere effettuato con riferimento ai mesi da novembre 2019 (ottavo mese precedente) ad aprile 2020 (terzo mese precedente).

I lavoratori part-time e a chiamata sono considerati, ai fini del limite di 5 (oppure 8) unità, in proporzione all’orario svolto.

Non possono inoltre ricorrere al contratto di prestazione occasionale:

  • le imprese che operano nel settore dell’edilizia e nei settori affini, le imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, le imprese che operano nel settore delle miniere, cave e torbiere;
  • le imprese che svolgono la propria attività nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
  • le imprese del settore agricolo, salvo specifiche casistiche che riguardano l’utilizzo delle prestazioni occasionali rese dai lavoratori svantaggiati.

Per le pubbliche amministrazioni e gli enti locali il ricorso alle prestazioni occasionali è possibile solo in riferimento a specifiche attività, come manifestazioni culturali, sociali, sportive o caritatevoli, attività di solidarietà, calamità o eventi naturali improvvisi e nell’ambito di progetti a favore di persone notevolmente svantaggiate.

Quanto deve essere pagata la prestazione occasionale?

Il lavoratore occasionale è pagato 9 euro per ogni ora di lavoro, con l’aggiunta del 33% di contributi Inps Ivs (che servono cioè per la pensione di vecchiaia, d’invalidità e ai superstiti), del 3,5% versati a titoli di premi Inail (si tratta dei premi per l’assicurazione contro infortuni e malattie professionali) e dell’1% a titolo di oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale, che va all’Inps.

Attenzione, però: il lavoratore non può essere pagato solo per un’ora di lavoro ma, una volta che si attiva la prestazione, la retribuzione minima è quella relativa a 4 ore.

Gigi lavora per il negozio del signor Astolfo, commerciante, soltanto il 3 luglio 2020 dalle 10 alle 11 del mattino, per sostituire sua moglie alla cassa, che in quell’ora ha un appuntamento importante. Gigi, nonostante abbia lavorato complessivamente per un’ora soltanto, ha diritto alla paga netta per 4 ore di lavoro, cioè a 36 euro.

Quanto può essere pagata la prestazione occasionale?

Col contratto di prestazione occasionale non si diventa ricchi, però. Il lavoratore retribuito attraverso contratti di prestazione occasionale ha un limite d’incassi annuo: per ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, i compensi non possono difatti superare 5mila euro, considerando il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Con riferimento allo stesso utilizzatore, poi, il limite annuo d’incassi scende a 2500 euro.

Il signor Astolfo decide di chiamare Gigi diverse volte per sostituire la moglie: non può erogargli, però, più di 2500 euro complessivamente nell’anno.

Quanto può pagare l’utilizzatore del contratto di prestazione occasionale?

Abbiamo appena osservato che il committente, o meglio l’utilizzatore, può corrispondere allo stesso lavoratore occasionale, nell’anno, non più di 2500 euro.

Considerando invece la totalità dei lavoratori messi in regola con contratto di prestazione occasionale, non può versare compensi superiori a 5mila euro annui.

Il signor Astolfo chiama, occasionalmente, per lavoretti nel suo negozio, Gigi, Ermanno e Luca. Non può versare a ciascuno di loro oltre 2500 euro di compensi e non può liquidare, tra tutti e 3, oltre 5mila euro di compensi annui.

È bene evidenziare che gli importi esposti sono riferiti ai compensi percepiti dal lavoratore, cioè al netto dei contributi Inps, dei premi assicurativi Inail e dei costi di gestione.

Alle società sportive che utilizzano steward negli stadi non si applica il limite di 5mila euro, riferito alla totalità dei prestatori di lavoro impiegati come steward.

Quali sono i benefici per i lavoratori occasionali svantaggiati?

Inizialmente, abbiamo osservato che i limiti da applicare non sono uguali per tutti i lavoratori occasionali, ma che alcuni, in base alla categoria di appartenenza, godono di particolari agevolazioni.

In particolare, il limite annuo dei compensi, riferito a ciascun utilizzatore riguardo alla totalità dei lavoratori, è calcolato non sul 100% dei compensi erogati, ma sul 75% del loro importo, se il lavoratore beneficiario risulta:

  • titolare una di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • un giovane studente con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritto a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado oppure a un ciclo di studi presso l’università;
  • disoccupato, in possesso dello stato di disoccupazione;
  • beneficiario di un sussidio a sostegno del reddito.

In parole semplici, l’azienda, l’ente o il professionista che utilizza il lavoro di pensionati, invalidi, studenti, disoccupati o beneficiari di un sussidio può erogare sino a 6.666 euro di compensi annui totali anziché 5mila.

I lavoratori appartenenti a queste categorie svantaggiate possono inoltre svolgere prestazioni occasionali a favore dei committenti che operano nel settore agricolo.

Qual è la durata massima della prestazione occasionale?

Le prestazioni occasionali non possono essere rese per più di 280 ore nell’arco dello stesso anno con lo stesso utilizzatore; inoltre, l’utilizzatore deve rispettare il riposo giornaliero minimo di 11 ore, le pause e i riposi settimanali secondo le previsioni del decreto sull’orario di lavoro [2].

Si può riassumere un dipendente con contratto di prestazione occasionale?

Non è possibile che l’utilizzatore ricorra a prestazioni di lavoro occasionali rese da un lavoratore con cui abbia in corso, o abbia avuto in corso nei 6 mesi precedenti, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Francesco lavorava come dipendente per la ditta individuale Mario Rossi sino al 3 maggio 2020, giorno in cui ha rassegnato le dimissioni volontarie. L’ex titolare, Mario Rossi, non può utilizzare l’attività di Francesco con un contratto di prestazione occasionale per il mese di agosto 2020, in quanto risulta un rapporto di lavoro subordinato tra la ditta e Francesco nei 6 mesi precedenti.

Come si attiva la prestazione occasionale?

La procedura di attivazione della prestazione occasionale è piuttosto articolata.

In primo luogo, è necessaria la registrazione sia dell’utilizzatore che del lavoratore. Il servizio da utilizzare, che si trova all’interno del sito web dell’Inps, è nominato “Prestazioni di lavoro occasionale e libretto famiglia”.

L’utilizzatore deve poi aver preventivamente alimentato il proprio portafoglio telematico, versando la provvista necessaria a coprire il compenso del lavoratore, i contributi Inps, i premi Inail e le spese di gestione.

L’utilizzatore almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione deve comunicare, tramite il servizio online dedicato:

  • i dati identificativi del lavoratore;
  • il compenso stabilito per l’attività;
  • il luogo di svolgimento dell’attività, la sua durata, la sua tipologia e il settore di appartenenza dell’attività stessa;
  • le ulteriori informazioni necessarie per la gestione del rapporto.

Per conoscere tutti gli adempimenti necessari: Guida al contratto di prestazione occasionale.


note

[1] Art.54, Co.1, Dl 50/2017.

[2] D.lgs. 66/2003.


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