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Fontana: niente dimissioni, pronta la sfiducia

26 Luglio 2020 | Autore:
Fontana: niente dimissioni, pronta la sfiducia

Il Governatore lombardo riferirà sulla fornitura di camici da parte del cognato e sul mancato bonifico da 250mila euro. M5S in agguato. Salvini: «Vergogna».

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, riferirà domani davanti al Consiglio regionale sulla vicenda che lo vede indagato per la fornitura dei camici da parte di una società del cognato (e alla quale partecipa anche la moglie) per oltre mezzo milione di euro e per il mancato bonifico da 250mila euro. Indagato per frode in pubbliche forniture, il presidente si rivolgerà ai consiglieri lombardi, con le opposizioni pronte nel caso a presentare una mozione di sfiducia. Nel frattempo, il suo avvocato si recherà in settimana dai magistrati per cercare di capire la posizione esatta del suo assistito.

C’è, dunque, chi vuole giocarsi la carta della mozione di sfiducia. Per il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Massimo De Rosa, «serve un atto politico coraggioso per la storia che stiamo andando a costruire, siamo pronti a chiedere la sfiducia del presidente Fontana e chiediamo alle altre forze d’opposizione di sostenere la nostra richiesta».

Difficile, però, che la mozione abbia successo, poiché appare improbabile che la maggioranza mandi via Fontana in quel modo. Come risulta altrettanto improbabile che il presidente della Regione faccia un passo indietro rassegnando le dimissioni. Fontana si è giustificato sostenendo che «nelle dichiarazioni richieste dalle norme sulla trasparenza sono riportati nel dettaglio i miei patrimoni, non vi è nulla di nascosto e non vi è nulla su cui basare falsi scoop mediatici». Il governatore ha aggiunto che «l’idea del bonifico è nata quando è saltata fuori questa storia e ho visto che mio cognato faceva questa donazione. Ho voluto partecipare anch’io. Fare anch’ io una donazione. Mi sembrava il dovere di ogni lombardo». Respinta anche l’idea di immoralità sul conto svizzero: «Non c’è niente di illecito in quel conto, sono capitali denunciati e scudati, un’eredità di mia madre. Non vedo di cosa dovrei vergognarmi».

Sulla vicenda, il segretario della Lega, Matteo Salvini, ci va giù pesante. «Vogliamo parlare di un’inchiesta su una donazione?» si domanda in un’intervista al Giornale – Vogliamo parlare dei 35 milioni che la Regione Lazio ha speso per mascherine mai arrivate? Su Zingaretti non c’è uno straccio di inchiesta, chissà perché».

È un fiume in piena Salvini: «È una vera vergogna. Oggi magistrati e giornalisti – incalza ancora il capo leghista – mettono nel mirino il Policlinico San Matteo di Pavia che è una delle eccellenze mondiali della sanità. Prima di farlo magistrati e giornalisti dovrebbero sciacquarsi la bocca, quantomeno studiare».



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