Truffa e frode contro l’Ue: arrivano sanzioni più severe

27 Luglio 2020 | Autore:
Truffa e frode contro l’Ue: arrivano sanzioni più severe

Rivisti il Codice penale e le norme sui reati che offendono gli interessi finanziari dell’Unione. Nuovi delitti e più tempo di reclusione.

Dal 30 luglio, chi commetterà un reato di peculato, truffa o frode ai danni dell’Unione europea si vedrà comminare una pena più severa. Entrerà in vigore giovedì, infatti, il decreto legislativo che darà attuazione alla direttiva Ue approvata per tutelare gli interessi finanziari dell’Unione.

Il provvedimento modifica alcuni passaggi del Codice penale e delle norme tributarie e introduce nuovi reati sulla responsabilità amministrativa, come l’abuso d’ufficio, ritoccato recentemente anche dal decreto Semplificazioni.

Per quanto riguarda il Codice penale, vengono introdotti negli articoli 316 e 316-ter delle sanzioni più severe per i reati di peculato mediante profitto dell’errore altrui e indebita percezione di erogazioni pubbliche. La pena massima aumenta a 4 anni di reclusione «se il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione europea e il danno o il profitto sono superiori a 100mila euro». Identica pena per la condotta del privato nel delitto di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Rivisto anche l’articolo 640: la truffa in danno dell’Unione europea viene equiparata a quella in danno dello Stato o di altri enti pubblici. La reclusione può arrivare a 5 anni. Inoltre, la normativa sulla corruzione internazionale riguarderà anche persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio nell’ambito di Stati non appartenenti all’Unione europea, quando il fatto abbia offeso gli interessi finanziari dell’Ue.

Aumenta a 4 anni di reclusione anche la pena per il reato di indebita percezione di erogazione di fondi europei per l’agricoltura, se il danno o il profitto sono superiori a 100mila euro.

Per i delitti di contrabbando si introduce la pena della reclusione da 3 a 5 anni se l’ammontare dei diritti di confine dovuti è superiore a 100mila euro. Reclusione fino a 3 anni se i diritti di confine sono inferiori a 100mila euro, ma superiori a 50mila.

Il provvedimento allarga il campionario di delitti presupposto per la responsabilità delle persone giuridiche. È il caso dell’abuso d’ufficio quando il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione europea. Tuttavia, è prevista solo una sanzione pecuniaria e non interdittiva.



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