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Salvini: la settimana che può portarlo in tribunale

27 Luglio 2020 | Autore:
Salvini: la settimana che può portarlo in tribunale

Giovedì il voto al Senato sull’autorizzazione a procedere per il caso Open Arms. Proprio mentre la Lega viene travolta dalle inchieste milanesi.

L’estate resta il periodo più sfortunato per Matteo Salvini. Nell’agosto di un anno fa, con l’ormai famosa «crisi del Papeete», rovesciò il primo Governo Conte nel tentativo di portare il Paese alle urne e di prendersi la poltrona di Palazzo Chigi. Tentativo, come noto, non riuscito. Fu proprio quel mese di agosto a segnare l’inizio del suo declino in termini di consensi: dal quasi 40% di cui godeva a quei tempi, oggi mantiene un risicato 23% che gli fa sentire sul collo il fiato della compagna-avversaria di coalizione Giorgia Meloni.

In quest’estate 2020, invece, Salvini non solo deve fare i conti con gli scandali (o presunti tali) che coinvolgono la «sua» Lega, dall’inchiesta milanese sui camici che vede come protagonista il governatore lombardo del Carroccio Attilio Fontana a quella sui test sierologici del Policlinico San Matteo di Pavia, dove in una chat appare proprio il nome di Salvini.

Non solo questo, dicevamo. Perché giovedì, il Capitano avrà tutti i riflettori puntati su di sé. Il 30 luglio, infatti, il Senato voterà sull’autorizzazione a procedere per il caso della Ong spagnola Open Arms richiesta dal tribunale dei ministri di Palermo proprio nei confronti di Salvini. Se l’Aula di Palazzo Madama dovesse esprimersi a favore, il leader della Lega rischierebbe il processo per sequestro di persona e rifiuto di atto di ufficio, per avere impedito per diciannove giorni nell’agosto 2019 lo sbarco a Lampedusa di 164 migranti soccorsi in mare, tra cui molti minori.

L’esito del voto al Senato appare, al momento, incerto. A favore di Salvini, e quindi contro la richiesta dei giudici palermitani, si schiereranno i 63 senatori della Lega, i 56 di Forza Italia e i 17 di Fratelli d’Italia. Totale, 136 su una maggioranza assoluta fissata in 160 (e non 161 perché al momento sono vacanti i seggi uninominali di due senatori deceduti).

Dall’altra parte, si schiereranno a favore della richiesta di autorizzazione i 95 senatori del Movimento 5 Stelle, i 35 del Partito Democratico ed i 5 di Leu. Totale: 135. Uno in meno.

Decisivi, a questo punto, i 18 di Italia Viva, che valuterà la propria posizione in questi tre giorni. Va ricordato quanto accaduto un paio di mesi fa, quando la Giunta per le autorizzazioni a procedere respinse la richiesta del tribunale dei ministri dopo il rifiuto a votare da parte di tre esponenti renziani ed il voto contrario dell’ex pentastellata Alessandra Riccardi. I dubbi del partito dell’ex premier si basano sul fatto che, documentazione alla mano, Salvini non avrebbe agito di iniziativa propria ma con l’appoggio di tutto il Governo.

Nel caso in cui Italia Viva decida di tirare un salvagente in mare a Salvini (è proprio il caso di dirlo), si arriverebbe a 154 voti. Ne mancherebbero 6 per raggiungere la maggioranza assoluta necessaria. Salvini dovrebbe, a quel punto, sperare nell’appoggio di qualche parlamentare del Gruppo Misto o dei partiti autonomici.

L’eventuale processo all’ex ministro dell’Interno per il caso Open Arms si aggiungerebbe a quello previsto per ottobre su un episodio simile, quello della nave Gregoretti, a bordo della quale Salvini bloccò 130 migranti per diversi giorni nel porto di Augusta. Accadde tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 2019. Sempre d’estate.



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