Messa a norma dell’impianto elettrico: non serve l’assemblea

27 Luglio 2020 | Autore:
Messa a norma dell’impianto elettrico: non serve l’assemblea

L’amministratore può decidere interventi di manutenzione straordinaria urgenti e deve essere rimborsato se anticipa i soldi.

Se l’impianto elettrico di un condominio ha bisogno di essere sostituito o messo a norma, il lavoro può essere fatto anche senza la delibera dell’assemblea: l’amministratore può deciderlo autonomamente, nell’esercizio delle sue funzioni. Lo ha stabilito la Cassazione con una recente sentenza [1].

Per la Suprema Corte, è «innegabile» (termine usato nel testo del dispositivo) il fatto che l’adeguamento dell’impianto elettrico condominiale alle prescrizioni di legge costituisca un intervento urgente di straordinaria manutenzione. Per questa ragione, l’amministratore può effettuare i lavori di adeguamento anche quando non c’è una preventiva delibera dell’assemblea, poiché il Codice civile [2] gli consente di decidere in maniera autonoma un intervento di manutenzione straordinaria, purché sia urgente. L’amministratore, come ha confermato la Cassazione, ha solo l’obbligo di riferire all’assemblea alla prima occasione utile. Il che, però, non implica la necessità di una ratifica da parte dei condòmini.

Nel caso in cui il condominio non disponesse dei fondi sufficienti per pagare il lavoro di messa a norma dell’impianto elettrico, l’amministratore può decidere di anticiparli. Anche in questo caso, secondo la sentenza, non si preclude il diritto dell’amministratore ad essere rimborsato delle spese considerate urgenti (purché siano giustificate) anche se non ha dato preventivo avviso all’assemblea.


note

[1] Cass. sent. n. 14300/2020.

[2] Art. 1135 cod. civ.


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