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Lite a scuola: 5 cose da sapere

8 Ottobre 2020 | Autore:
Lite a scuola: 5 cose da sapere

Litigi tra i banchi di scuola: la responsabilità civile, penale e disciplinare dei ragazzi coinvolti, dei genitori e degli insegnanti.

I litigi all’interno di un’aula scolastica sono all’ordine del giorno. Stare per così tante ore e quasi tutti i giorni fianco a fianco con altre persone può far sorgere incomprensioni e facili battibecchi. Volendo fare un paragone, vivere la scuola è per certi versi come vivere il condominio: spesso la coesistenza è difficile. Con questo articolo vorrei concentrarmi su un particolare aspetto, che risponde alla seguente domanda: quali sono le conseguenze di un litigio a scuola?

Devi sapere che ogni istituto scolastico è fornito di un proprio regolamento interno che disciplina gli aspetti fondamentali  della vita nella scuola: dalle modalità di giudizio ai viaggi d’istruzione, passando per le norme comportamentali di docenti, alunni e personale scolastico, il regolamento costituisce il testo normativo di riferimento dell’istituto. Ciò non vuol dire, ovviamente, che all’interno delle mura scolastiche non vigano le normali leggi valide su tutto il territorio nazionale. Questo significa che, se una lite a scuola finisce in una scazzottata, potranno esserci conseguenze sia disciplinari (pensa alla sospensione dalle lezioni, per esempio) che penali. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le cinque cose da sapere nel caso di lite a scuola.

Litigio a scuola: quando è reato?

Ciò che è stato detto in chiusura di premessa vale come introduzione alla prima cosa da sapere in caso di litigio all’interno delle mura scolastiche: se la discussione diventa violenta, si rischia di commettere reato.

In altre parole, se la lite tra ragazzi trascende i limiti del lecito e termina, ad esempio, in una scazzottata, le persone coinvolte potranno rispondere del reato di percosse, di lesioni personali ovvero di rissa, a seconda dei casi.

Se la lite è solo verbale, allora sarà difficile commettere reato, a meno che non si tratti di diffamazione o di minacce (difficile pensare a una calunnia tra giovanissimi).

Se si passa alle mani, invece, scatterà il reato di lesioni personali ogni volta che il gesto violento abbia causato una malattia (come ad esempio una ferita, un trauma cranico, ecc.) alla vittima.

Si avrà il reato di percosse tutte le volte in cui la dalla condotta violenta sia derivata solamente una sensazione dolorosa (si pensi al pugno su una spalla o a uno schiaffo non eccessivamente forte).

Si avrà rissa, invece, se nel litigio violento siano intervenute attivamente almeno tre persone.

Si ricordi, poi, che secondo la legge italiana per essere imputabili penalmente è sufficiente avere quattordici anni. Dunque, il minorenne che abbia già superato questa soglia non potrà accampare come scusa la sua minore età.

Litigio a scuola: conseguenze disciplinari

Un’altra cosa che devi sapere è che la lite tra i banchi di scuola, anche quando non penalmente rilevante, può avere delle conseguenze disciplinari. È qui che entra in gioco il regolamento d’istituto.

Se due alunni litigano a scuola, magari anche senza alzare le mani ma soltanto i toni, v’è il concreto rischio che essi incorrano in una delle sanzioni disciplinari previste dal regolamento d’istituto. Si va dal classico rapporto al preside sino alla sospensione.

Nei casi più gravi, il dirigente scolastico potrebbe perfino chiedere all’alunno ribelle di trattenersi nell’istituto al termine dell’orario scolastico per svolgere alcuni lavoretti, sempre che vi sia il consenso dei genitori. La sanzione più estrema è, ovviamente, l’espulsione.

Lite a scuola: che succede se avviene in cortile?

Devi sapere che il “territorio scolastico” non è limitato solamente agli spazi presenti all’interno dell’edificio (aule, bagni, palestra, ecc.): è considerata scuola anche tutto ciò che c’è all’esterno, tipo l’area antistante, il cortile, l’androne, ecc.

Dunque, i litigi che avvengono in questi luoghi sono comunque sotto la “giurisdizione” della scuola e del suo personale, con la conseguenza che, una violenta lite scoppiata tra ragazzi al di fuori delle aule, sarà comunque sanzionabile secondo ciò che è previsto all’interno del regolamento d’istituto.

Litigio a scuola: responsabilità per danni

Se dal litigio derivano anche danni a cose, la famiglia dell’alunno dovrà pagare il risarcimento alla scuola. Si pensi al ragazzo che, in preda all’ira, scaraventi la sedia a terra, rompendola. In un caso del genere, chi ha causato il danno dovrà risarcirlo.

Secondo la legge [1], i genitori sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi.

Peraltro, la legge specifica anche che i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.

Dunque, per i danni imputabili all’alunno minorenne mentre si trova a scuola è possibile individuare due categorie di soggetti responsabili civilmente: i genitori e l’insegnante che avrebbe dovuto vigilare quando il fatto è accaduto (sempreché ci si trovasse in orario scolastico).

Tuttavia, la legge offre a questi soggetti la possibilità di discolparsi: le persone sopraindicate sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.

Dunque, l’insegnante che non voglia accollarsi i danni causati da uno dei suoi alunni dovrà dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare che la lite causasse il danno che poi è stato prodotto.

Per i genitori, invece, andare esenti da responsabilità è molto difficile, in quanto a essi è imputabile il fatto del figlio minore anche se l’illecito sia conseguenza della scarsa educazione impartitagli dagli stessi.

Insomma: mentre la responsabilità dell’insegnante è collegata alla cosiddetta culpa in vigilando (colpa nel vigilare/sorvegliare), la responsabilità dei genitori per il fatto del figlio è collegata alla culpa in educando (colpa nell’educare).

Lite a scuola: va denunciata agli insegnanti o alla polizia?

Nei casi di gravi litigi tra studenti, è sempre bene segnalare l’accaduto all’insegnante o al dirigente scolastico, in modo tale da evitare che il fatto si ripeta.

Tuttavia, va detto che non sussiste un vero e proprio obbligo di denunciare il fatto. Mi spiego meglio. Se un ragazzo assiste a una lite tra compagni di scuola, egli non è obbligato a farne denuncia, né ai docenti né alle forze dell’ordine (nei casi più gravi in cui ricorra un reato, ovviamente).

Dunque, la segnalazione della lite resta una condotta facoltativa per chi vi assiste.


note

[1] Art. 2047 cod. civ.

Autore immagine: Depositphotos.com


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