Bar e ristoranti: le ultime regole del Garante sulla privacy

27 Luglio 2020 | Autore:
Bar e ristoranti: le ultime regole del Garante sulla privacy

Raccolta dei dati sulla febbre, sull’identità e sulla salute dei clienti. Possibile il divieto di ingresso per chi rifiuta di fornire le informazioni.

Con la ripresa dell’attività dopo la chiusura imposta dall’emergenza coronavirus, nei bar, nei locali pubblici come bar e ristoranti si carca di tornare alla normalità anche se nulla è del tutto come prima. Restano alcune misure di sicurezza obbligatorie che, pur non creando grandi disagi, impongono a esercenti e clienti determinate regole. Il Garante della privacy le ha riviste e ha diffusi le indicazioni definitive da seguire.

Si tratta di norme volte a creare un equilibrio tra il rispetto della salute e il diritto alla riservatezza. Un esempio su tutti, la misurazione della temperatura all’ingresso del locale pubblico. Chi supera la soglia dei 37.5 gradi non può entrare, ma il cliente può rifiutarsi di sottoporsi alla misurazione. In questo caso, però, il gestore del locale ha il diritto di non farlo entrare.

Vediamo nel dettaglio le ultime regole del Garante sulla privacy per bar, ristoranti ed altri locali pubblici come discoteche, sale giochi, pub, terme, centri benessere, negozi, cinema, musei, centri sportivi, parchi tematici, sagre e fiere, spettacoli dal vivo.

Misurazione della temperatura

Come detto, lavoratori e clienti di un locale pubblico possono essere sottoposti alla rilevazione della temperatura corporea. Il dato, però, non può essere trascritto o conservato né associato ad altri dati personali del soggetto. Bisogna evitare, inoltre, di diffonderlo a terzi.

Il cliente può rifiutarsi di consentire al gestore di misurargli la febbre. In questo modo, però, rinuncia ad entrare nel locale pubblico o nell’area in cui si svolge l’evento. In sostanza: se si va in pizzeria e il cliente non vuole che qualcuno gli misuri la febbre prima di entrare, il gestore ha il diritto di vietargli l’ingresso, anche se il tavolo è stato previamente prenotato.

Il titolare è tenuto anche a comunicare al cliente (oltre che ai lavoratori) l’informativa sul trattamento dei dati personali, indicando la finalità della prevenzione dal contagio Covid e del rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dalle disposizioni di emergenza. Deve, inoltre, garantire che i dati non verranno conservati.

Stato di salute dei clienti

Le regole del Garante della privacy consentono ai gestori di rilevare i dati sullo stato di salute dei clienti attraverso l’apposita autocertificazione. Come nel caso precedente, il cliente può respingere questa richiesta, ma rinuncia ad accedere al locale.

Le disposizioni permettono di acquisire soltanto le informazioni strettamente necessarie, come l’assenza di contatti con persone positive al Covid, la mancanza dell’obbligo di quarantena e la non provenienza di una zona a rischio di contagio da coronavirus.

A differenza della misurazione della temperatura, in questo caso è possibile conservare i dati per un massimo di 14 giorni, anche se ogni Regione può decidere autonomamente questo termine. Di conseguenza, è possibile comunicarli, ad esempio, all’autorità sanitaria per motivi di prevenzione.

Il gestore dovrà informare il cliente sulla finalità del trattamento dei dati a scopo precauzionale e per il rispetto delle disposizioni sull’emergenza Covid, oltre che del fatto che i dati verranno conservati per 14 giorni (o per il tempo deciso dalla Regione di competenza).

Identità dei clienti

È consentito anche rilevare i dati sull’identità dei clienti e conservarli per un massimo di 14 giorni, sempre nel rispetto dei princìpi generali sulla loro protezione.

Come nel caso precedente, il gestore dovrà informare il cliente sulla finalità del trattamento dei dati a scopo precauzionale e per il rispetto delle disposizioni sull’emergenza Covid, oltre che del fatto che i dati verranno conservati per 14 giorni (o per il tempo deciso dalla Regione di competenza). Potrà anche comunicare i dati all’autorità sanitaria per motivi di prevenzione della salute pubblica.

Il cliente ha sempre la facoltà di rifiutarsi di fornire i dati sulla propria identità, rinunciando, in questo modo, di accedere al locale.



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2 Commenti

  1. L’accordo regioni-Governo parla esculsivamente delle persone che prenotano…
    posso avere indicazioni circa il pronunciamento del Garante Grazie. Non trovo nulla sul sito istituzionale.

  2. Io sono d’accordo sull’uso di alcune precauzioni come queste. L’altro giorno sono stata in una profumeria e subito all’ingresso c’erano gel igienizzante e un uomo che misurava la temperatura. Poi, si pregava di non toccare nulla e devo dire che l’organizzazione era ottima. In alcuni locali non controllano niente

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