Coronavirus: il vaccino sarà in commercio a gennaio

27 Luglio 2020
Coronavirus: il vaccino sarà in commercio a gennaio

L’azienda Irbm è in grado di garantire una produzione di 30 milioni di dosi annue; saranno distribuite dall’inizio del 2021.

Quando sarà disponibile il vaccino contro il Coronavirus? A questa domanda risponde oggi Pietro Di Lorenzo, il presidente di Irbm, l’azienda italiana coinvolta nella ricerca insieme ad AstraZeneca con la quale l’Italia ha già sottoscritto il contratto per l’approvigionamento delle dosi.

«Penso che i governi prima organizzeranno la vaccinazione delle categorie più a rischio. Quindi le prime dosi del vaccino anti Sars-Cov-2 che AstraZeneca sta sperimentando con la collaborazione della Oxford University e l’Irbm di Pomezia saranno in commercio dall’inizio dell’anno prossimo», afferma in un’intervista al quotidiano Libero riportata dall’agenzia stampa Adnkronos Salute.

Quanto alla produzione del vaccino, «se la situazione lo richiederà, abbiamo assicurato al presidente di AstraZeneca e al ministro Speranza che siamo a disposizione. Siamo in grado di produrre fino a 30 milioni di dosi l’anno», dichiara Di Lorenzo.

«Arriveranno milioni di dosi, la copertura entro pochi mesi sarà nel complesso buona», assicura il presidente. La sperimentazione è già in corso e «ci auguriamo – spiega – Di Lorenzo – che possa finire entro settembre». Poi servirà il via libera delle agenzie regolatorie che, trovandoci in pandemia, dice Di Lorenzo, «sono certo che taglieranno tutti i tempi burocratici e daranno l’autorizzazione nel tempo strettamente necessario per analizzare con la giusta severità i risultati scientifici. Una volta che il ChAdOx1 sarà stato validato, partirà la prima distribuzione
delle dosi».

Nel piano di distribuzione non ci sarà solo l’Italia, perché AstraZeneca «si sta organizzando per produrre in tutto il mondo» e si è impegnata a produrre «due miliardi di dosi di vaccino entro giugno 2021». Così, dice il presidente di Irbm, sarà «in grado di immunizzare mezzo mondo in meno di dodici mesi». E, aggiunge, «sono certo che saprà organizzare una distribuzione equa e solidale».

Quanto alla disponibilità di dosi per l’Italia, il ministro della Salute, Roberto Speranza, «è riuscito a inserirsi nel gruppo di testa dei ministri della Salute che hanno gestito le prenotazioni. Possiamo stare certi che il nostro Paese avrà una corsia preferenziale nella distribuzione dei vaccini».

Il presidente di Irbm garantisce che la sua azienda non guadagnerà «in questa fase neppure un centesimo. L’antidoto verrà commercializzato al prezzo del costo industriale quindi a 2 o 3 euro. Non verrà caricato un solo euro per la proprietà intellettuale. Il ritorno sarà tutto d’immagine».



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