Diritto e Fisco | Editoriale

Tagliati gli incentivi sui disoccupati di piccole aziende: addio iscrizione nelle liste di collocamento

8 Novembre 2013
Tagliati gli incentivi sui disoccupati di piccole aziende: addio iscrizione nelle liste di collocamento

Niente fondi per il 2013 per il bonus assunti dalla piccola mobilità; inoltre i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo non potranno più iscriversi nelle liste di mobilità.

Disoccupati senza più tutela. Lo Stato non ha più i fondi per venire incontro ai lavoratori licenziati dalle aziende di piccole dimensioni e così, a sorpresa, la nuova legge di stabilità [1] – interrompendo bruscamente una prassi consolidata – non consente più l’iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo (crisi aziendale) da imprese con meno di 15 dipendenti. Come se ciò non bastasse, lo Stato non intende più continuare ad erogare gli incentivi (in termini di bonus previdenziali) in favore di quanti assumeranno soggetti iscritti nelle liste di mobilità.

Di che si tratta? Cerchiamo di capirlo meglio, con una preliminare precisazione: quanto diremo tra breve non vale per l’iscrizione nelle liste di mobilità (e i relativi incentivi) dei lavoratori oggetto di licenziamento collettivo [2].

Innanzitutto, i datori di lavoro perderanno le agevolazioni sui contributi previdenziali nel caso in cui assumeranno disoccupati iscritti nelle liste di mobilità.

Come se non bastasse, chi ha già assunto con le agevolazioni nel 2012, confidando nella possibilità di goderne per i residui mesi del 2013 previsti per legge, ora invece rimarrà a secco. Infatti, l’Inps ha chiarito l’impossibilità di erogare le suddette agevolazioni per l’anno in corso [3]. Un comportamento, questo, che viola soprattutto il fondamentale principio del “legittimo affidamento“.
Peraltro, alcune aziende potrebbero avere ignorato le indicazioni dell’Inps, continuando ad applicare le facilitazioni contributive; e ora, per loro, si pone il problema dell’eventuale restituzione.

 

La seconda spiacevole notizia è l’abrogazione, dal 1° gennaio 2013, della possibilità di iscriversi nelle liste di mobilità per lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo (crisi aziendale). Si tratta, come anticipato, dei lavorati che non hanno subìto le procedure di licenziamento collettivo di mobilità. A causa di ciò, tali lavoratori hanno, di fatto, perso quella carta in più che gli avrebbe consentito di essere riassunti più facilmente (infatti, per la loro assunzione, il datore di lavoro avrebbe pagato meno contributi) [4].


note

 [1] L. 228/2012.

[2] L. 223/1991.

[3] Circolare Inps 13/2013 e 4679/2013.

[4] Ad alleviare la perdita, nel 2013, è prevista un’agevolazione alternativa pari a 190 euro mensili per un periodo di 12 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato, ridotti a sei mesi per i contratti a termine.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. E’ veramente uno schifo, politici e burocrati di merda, schifosiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube