Maternità: per la co.co.co. stessi diritti della dipendente

27 Luglio 2020 | Autore:
Maternità: per la co.co.co. stessi diritti della dipendente

Una sentenza del Tar di Napoli richiama il Testo unico secondo cui vanno computati i periodi di congedo ai fini della durata del contratto e della pensione.

Stessi diritti per la lavoratrice in maternità con un rapporto di collaborazione a co.co.co. nella Pubblica Amministrazione rispetto a chi ha un contratto come dipendente. Lo ha ribadito una sentenza del Tar di Napoli [1]. Secondo il Tribunale, l’astensione obbligatoria della collaboratrice deve essere computata nella durata dei contratti di lavoro flessibile ai fini della stabilizzazione. Quindi, il periodo di congedo va computato completamente anche ai fini del calcolo della durata del rapporto di lavoro.

La norma richiamata dal Tar campano, contenuta nel Testo unico «maternità e paternità» [2], prevede che il congedo delle lavoratrici prima e dopo il parto venga computato a tutti gli effetti nell’anzianità di servizio e sia applicabile anche alle madri con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Nel dettaglio, il decreto legislativo in questione fa rientrare i committenti di lavoratrici a progetto, le categorie assimilate iscritte alla gestione separata e gli associati in partecipazione nel divieto di adibire le donne al lavoro per i periodi prima e dopo il parto. Si prevede, inoltre, per i periodi di astensione obbligatoria, l’accredito dei contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione e della determinazione della misura stessa, nonché la corresponsione di un’indennità di maternità.

Nel Testo unico si aggiunge che le lavoratrici a progetto e categorie assimilate che devono rispettare i periodi di congedo obbligatorio hanno diritto alla proroga della durata del rapporto di lavoro per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.


note

[1] Tar Napoli sent. n. 2893/2020.

[2] Art. 22 co. 3 Dlgs. n. 151/2001.


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