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Come dimostrare che non lavoro

29 Luglio 2020 | Autore:
Come dimostrare che non lavoro

Stato di disoccupazione: come provarlo per il diritto a sussidi, aiuti, agevolazioni e per il collocamento mirato.

Il possesso dello stato di disoccupazione è una condizione necessaria per il diritto a diversi sussidi, aiuti ed agevolazioni. Serve, per esempio, per il riconoscimento della Naspi, l’indennità di disoccupazione spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti (ne abbiamo parlato in “A che cosa ha diritto un disoccupato“). È necessario anche per il diritto alla pensione d’invalidità civile, o meglio all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, per l’esenzione dal ticket sanitario per reddito, per il diritto al collocamento mirato dei disabili, per il reddito di cittadinanza.

Spesso, lo stato di disoccupazione è essere richiesto nell’ambito delle cause di separazione o divorzio, per dimostrare che uno dei due coniugi o un figlio non svolge alcuna attività lavorativa, per il diritto al mantenimento, o all’assegno alimentare o divorzile.

Ma come dimostrare che non lavoro? Non basta non risultare titolare di partita Iva, di un rapporto di collaborazione o di lavoro subordinato: in parole semplici, per ottenere lo stato di disoccupazione non avere alcun lavoro non è sufficiente.

Perché il lavoratore risulti in possesso dello stato di disoccupazione è innanzitutto necessario che abbia perso l’impiego involontariamente (se l’interessato non ha mai lavorato, è in possesso dello stato d’inoccupazione): risulta inoltre necessario che dichiari, presso il centro per l’impiego competente, la sua immediata disponibilità al lavoro e che sottoscriva il patto di servizio, un progetto per lui predisposto dagli stessi operatori del centro.

Non basta, poi, acquisire lo stato di disoccupazione, ma bisogna anche mantenerlo: se il disoccupato non partecipa alle attività previste nel patto di servizio, oppure se rifiuta un’offerta di lavoro, può difatti perdere lo stato di disoccupazione e i benefici connessi. Lo status si può invece mantenere con un nuovo lavoro, purché non si superino determinati limiti di reddito e di durata (disoccupazione parziale). Ne abbiamo parlato in “Come si perde lo stato di disoccupazione“.

Procediamo allora con ordine e facciamo il punto sull’acquisizione dello stato di disoccupazione e, soprattutto, sulle modalità per dimostrare che si è disoccupati.

Come si acquista lo stato di disoccupazione?

La legge [1] definisce lo stato di disoccupazione come la condizione della persona:

  • priva di impiego, cioè senza lavoro;
  • che dichiara la propria immediata disponibilità (Dichiarazione di Immediata Disponibilità, cosiddetta Did) allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego; la dichiarazione va resa in forma telematica al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (la Did può comunque essere resa anche contestualmente alla domanda Naspi inviata all’Inps).

Si considerano in stato di disoccupazione, o stato di disoccupazione parziale [2], anche le persone

  • il cui reddito da lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti, ossia:
    • 145 euro annui per i dipendenti e coloro che percepiscono redditi assimilati (collaboratori, amministratori, sindaci e revisori di società, etc);
    • 800 euro annui per gli autonomi.

In pratica, non si perde lo stato di disoccupazione se il reddito è sotto la soglia d’incapienza, in quanto la detrazione supera l’Irpef dovuta.

Perdita dell’impiego

Lo stato di disoccupazione si acquisisce, normalmente, se la perdita del lavoro è involontaria. Più precisamente, la perdita dell’impiego si considera involontaria a seguito di:

  • licenziamento, anche per giusta causa o disciplinare;
  • scadenza del termine del contratto;
  • risoluzione consensuale del contratto di lavoro, con riferimento a ipotesi specifiche di conciliazione, o a causa del rifiuto di un trasferimento in una sede distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore, o mediamente raggiungibile in 80 minuti ed oltre con i mezzi di trasporto pubblici.
  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni durante la maternità, cioè da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di età del figlio.

Ne abbiamo parlato nel dettaglio in “Disoccupazione e cessazione del rapporto di lavoro“.

Rilascio della Did

Come abbiamo osservato, per ottenere lo stato di disoccupazione, oltre alla perdita involontaria del lavoro, è indispensabile rendere la Did, la dichiarazione d’immediata disponibilità all’impiego.

Ma come si rende la Did per acquisire lo stato di disoccupazione?

Il cittadino può:

  • utilizzare l’apposita procedura reperibile sul sito dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, registrandosi come disoccupato;
  • rendere la Did col supporto di un operatore del Centro per l’impiego;
  • rendere la Did contestualmente alla presentazione all’Inps della domanda di Naspi.

Il rilascio della Did può essere verificato all’interno della Scheda anagrafica professionale, cosiddetta Sap, fornita dal centro per l’impiego. Nella scheda è fornito l’identificativo univoco della Did.

I dati del disoccupato sono resi disponibili alle Regioni e Province autonome attraverso il sistema di cooperazione applicativa.

Possono rilasciare la Did e ricevere i servizi e le misure di politica attiva del lavoro anche:

  • i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti e titolari di un permesso di soggiorno: per queste persone, il requisito della residenza in Italia può essere soddisfatto dalla “dimora abituale”, che ricomprende anche il caso di documentata ospitalità da più di 3 mesi presso un centro di accoglienza;
  • i cittadini europei che soggiornano sul territorio italiano.

Patto di servizio personalizzato

Entro 30 giorni dalla data di inoltro della Did, il disoccupato, per confermare lo stato di disoccupazione, deve contattare il centro per l’impiego per la profilazione e la stipula di un patto di servizio personalizzato.

Nel patto di servizio sono previste diverse attività di politica attiva del lavoro a favore del disoccupato, quali ad esempio:

  • corsi di formazione;
  • attività di riqualificazione;
  • attività di ricerca attiva dell’impiego;
  • partecipazione a incontri di orientamento o a colloqui e selezioni.

Vantaggi per chi non lavora

Chi non lavora ed è in possesso dello stato di disoccupazione può aver diritto:

  • sussistendo i requisiti specifici, agli ammortizzatori sociali attivabili in caso di disoccupazione involontaria, come la Naspi e la Dis-coll (l’indennità di disoccupazione rivolta ai parasubordinati);
  • se disabile appartenente alle categorie protette, all’iscrizione nell’elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato;
  • se beneficiario del reddito di cittadinanza, all’assegno di ricollocazione (hanno diritto al beneficio anche alcune categorie di lavoratori in cassaintegrazione straordinaria);
  • all’esenzione dal ticket sanitario

Come si dimostra lo stato di disoccupazione

Come dimostrare che l’interessato non lavora, cioè come dimostrare che si è in possesso dello stato di disoccupazione? Il possesso dello stato di disoccupazione si può dimostrare dalla scheda anagrafica rilasciata dal centro per l’impiego, come possiamo osservare dall’immagine sottostante.

In alcune ipotesi, lo stato di disoccupazione si può anche autocertificare: osserviamo un facsimile di autocertificazione disoccupazione dal box che si trova al di sotto dell’articolo.

Come si perde lo stato di disoccupazione?

Lo stato di disoccupazione, così come si acquisisce, si può anche perdere. Come? La decadenza  dallo stato di disoccupazione può avvenire:

  • se il disoccupato non si presenta ripetutamente, senza giustificato motivo, alle iniziative previste nel patto di servizio personalizzato;
  • se il disoccupato non giustifica la mancata partecipazione ad iniziative di formazione e riqualificazione professionale;
  • se il disoccupato trova un nuovo lavoro o avvia una nuova attività il cui reddito è al di sopra delle soglie d’incapienza fiscale o di durata superiore ai 6 mesi (in caso di rapporto subordinato a termine);
  • se il disoccupato non accetta un’offerta di lavoro congrua. Per approfondire: Quando un’offerta di lavoro è congrua?

La dichiarazione dello stato di disoccupazione può essere redatta sotto forma di autocertificazione. Solitamente i centri per l’impiego posseggono dei modelli prestampati che potrai compilare al momento. Tuttavia, per non essere impreparati nel caso non fossero disponibili questi moduli, puoi preparare tu stesso un’autocertificazione, che attesi appunto il tuo stato di disoccupazione e la tua immediata disponibilità a lavorare. Una volta consegnati questi documenti, lo sportello ti lascerà una ricevuta: da quel giorno decorre lo stato di disoccupazione.


Dichiarazione dello stato di disoccupazione

il sottoscritto …

nato a … il …

residente in …via … n…

codice fiscale…

consapevole delle sanzioni civili e penali previste dall’art. 76, DPR n. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dei benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere di cui all’art. 75, DPR n. 445/2000

DICHIARA

(ai sensi del Decreto Legislativo 181/2000 e s.m.i.)

di essere DISOCCUPATO dalla data… (oppure INOCCUPATO, senza indicazione di una data);

di aver presentato, in data … la dichiarazione d’immediata disponibilità all’impiego al Centro per l’impiego del Comune di …

Allega: fotocopia del documento di identità in corso di validità.

Luogo e Data

Il dichiarante

Ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizza la raccolta dei presenti dati per il procedimento nel corso del quale la presente dichiarazione viene resa.

La mancata accettazione della presente dichiarazione sostitutiva costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art.74 D.P.R.445/2000).

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Luogo e data

firma

allegati: fotocopie documento di identità, codice fiscale e contratto di lavoro.

note

[1] Art. 19 DLgs 150/2015.

[2] Art.4 Co. 15 quater DL 4/2019.


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