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Quando il vigile minaccia l’automobilista

8 Novembre 2013
Quando il vigile minaccia l’automobilista

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Novembre 2013



Il poliziotto della stradale che minaccia il conducente multato di accompagnamento forzoso in caserma, pur non essendovi necessità, risponde del reato di minaccia.

Rapporti sereni tra poliziotti e automobilisti, anche durante la contestazione di comportamenti contrari al codice della strada: così come il cittadino, che sta ricevendo una multa, non può ribellarsi, proferendo nei confronti dell’agente velate minacce (“lei non sa chi sono io” è stata ritenuta, dalla giurisprudenza, una locuzione minacciosa), altrettanto deve fare l’accertatore.

Secondo la Cassazione, intervenuta sulla materia con una recente sentenza [1], il vigile che prospetti al multato la possibilità di un accompagnamento forzato in caserma dicendo “ti va a finire male…” commette reato se la frase è detta senza una valida ragione. In tali casi, scatta la condanna per minaccia nei confronti dell’agente della municipale.

Nel caso di specie, è stato condannato un vigile che, alle rimostranze di un  concittadino per essere stato l’unico multato di una lunga sfilza di auto, per divieto di sosta, aveva reagito prospettandogli l’alternativa della caserma.

note

[1] Cass. sent. n. 44834/2013.


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