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Mobbing aziendale

28 Luglio 2020
Mobbing aziendale

Le dinamiche interpersonali che possono realizzarsi all’interno dei contesti lavorativi possono portare a vere e proprie persecuzioni nei confronti di un singolo lavoratore.

Vieni sistematicamente escluso, ormai da tempo, dalle riunioni del team di lavoro? Quando arrivi al lavoro ti sei accorto che i colleghi fanno battutine, sorrisi, oppure dicono frasi offensive? Ti senti escluso ed emarginato sul lavoro? Quando il lavoratore avverte sensazioni come quelle appena descritte possiamo essere di fronte ad un caso di mobbing aziendale. Con questa parola si indica un fenomeno che può realizzarsi nei posti di lavoro e che rappresenta una grande minaccia per la salute psicologica e fisica del dipendente.

Come vedremo, se ricorrono tutti gli estremi del mobbing e il lavoratore è in grado di dimostrare di aver subito un danno a causa di tale fenomeno, la legge offre strumenti di tutela sia economica che penale per il lavoratore colpito.

Mobbing aziendale: che cosa si intende?

Secondo gli osservatori in materia di lavoro, il fenomeno del mobbing aziendale è sempre più diffuso. La forte competitività delle imprese nel mercato si traduce, sempre più spesso, in un clima di forte competizione anche all’interno degli ambienti di lavoro tra colleghi. I capi, dal canto loro, sono sempre più portati a chiedere ai lavoratori di fare di più per raggiungere gli obiettivi aziendali. Tutto questo può tradursi, in certi casi, in un vero e proprio accanimento contro gli anelli più deboli della catena.

Il mobbing, infatti, può essere sommariamente descritto come un fenomeno di accanimento, che si protrae per lungo tempo, contro un lavoratore particolarmente debole il quale viene reso oggetto di:

  • discriminazioni;
  • isolamento;
  • condotte vessatorie;
  • minacce;
  • frasi offensive e denigratorie;
  • atti di esclusione.

Per esserci mobbing tali condotte devono essere finalizzate ad escludere il lavoratore dal gruppo e ad indurlo a lasciare il posto di lavoro.

Il termine mobbing deriva dal verbo anglosassone to mob che significa accerchiare, assediare.

Come vedremo, il mobbing può essere fonte di un grave disagio psicologico per il lavoratore colpito e può anche determinare problematiche alla salute psicofisica del dipendente.

Mobbing aziendale: chi sono i soggetti coinvolti?

In ogni ipotesi di mobbing aziendale ci sono almeno due soggetti coinvolti:

  1. Il mobber: è il soggetto che pone in essere le condotte vessatorie che possono essere considerate mobbing. Il mobber può essere una sola persona fisica oppure un gruppo di persone;
  2. Il lavoratore mobbizzato: è un dipendente particolarmente debole contro il quale si accaniscono le condotte vessatorie del mobber.

Molto spesso, il mobber è lo stesso datore di lavoro o un superiore gerarchico del lavoratore mobbizzato. Come vedremo, tuttavia, ci sono varie tipologie di mobbing che si differenziano proprio per l’individuazione dei soggetti che esercitano le condotte vessatorie sul lavoratore mobbizzato. Talvolta, infatti, il mobber è un semplice collega del lavoratore mobbizzato mentre, in alcuni casi è, addirittura, un dipendente gerarchicamente subordinato al lavoratore mobbizzato.

Quali sono le tipologie di mobbing aziendale?

Come abbiamo detto, la scienza del lavoro che ha studiato il fenomeno del mobbing ha individuato varie tipologie che corrispondono a diverse modalità in cui questo fenomeno può esprimersi.

La differenza fondamentale che distingue le varie tipologie di mobbing è insita nel rapporto gerarchico tra mobber e mobbizzato. Può trattarsi di un rapporto di sovraordinazione, subordinazione o pariordinazione.

Sulla base di questo elemento discretivo si suole, dunque, distinguere tra:

  • mobbing verticale o dall’alto: si tratta, senza dubbio, della forma più comune in cui si esprime il mobbing. In questo caso è il capo che, abusando della propria posizione di dominanza, esercita il mobbing nei confronti dei lavoratori o del lavoratore a lui subordinati. Quando parliamo di capo, possiamo intendere sia il datore di lavoro in prima persona sia un soggetto che, all’interno dell’organizzazione aziendale, è superiore gerarchico del lavoratore mobbizzato;
  • mobbing orizzontale: in questo caso, tra il mobber ed il lavoratore mobbizzato c’è un rapporto di pariordinazione gerarchica in quanto i due soggetti sono dei semplici colleghi. Questo fenomeno si verifica soprattutto quando è un gruppo di lavoratori che si accanisce contro un collega;
  • mobbing dal basso o low mobbing o mobbing ascendente: in questo caso, in verità abbastanza raro, è il capo o superiore gerarchico ad essere vittima di condotte vessatorie da parte dei lavoratori a lui subordinati. Tale fenomeno si verifica soprattutto in momenti in cui il capo si mostra particolarmente debole e i soggetti a lui sottoposti ne approfittano per scalfire la sua autorità.

Come vedremo, la distinzione in varie tipologie di mobbing ha una finalità solo scientifica in quanto non incide sulle tutele cui il lavoratore può avere accesso che restano, in ogni caso, le medesime.

Mobbing aziendale: cosa deve fare il lavoratore?

La tutela che il nostro ordinamento offre nei confronti del lavoratore mobbizzato è di vario genere. Dal punto di vista giuridico, sono varie le norme dalle quali trae origine la tutela del lavoratore mobbizzato. Innanzitutto, la nostra Costituzione esprime un generale principio di tutela della salute [1] che, ovviamente, deve essere tenuto in particolare considerazione proprio negli ambienti di lavoro.

Inoltre, nell’ambito del rapporto di lavoro, la legge affida al datore di lavoro uno specifico obbligo di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori subordinati (cosiddetto obbligo di sicurezza [2]). In virtù di tale obbligo, il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi connessi all’ambiente di lavoro ed adottare tutte le misure di prevenzione e di sicurezza che, sulla base della migliore scienza del momento, sono necessarie per ridurre il rischio per la salute e la sicurezza del dipendente derivante dalla prestazione di lavoro.

Proprio per questo, in caso di mobbing aziendale, può esservi la responsabilità del datore di lavoro il quale, infatti, deve vigilare affinché non si producano, nella propria realtà lavorativa, fenomeni di mobbing. La responsabilità del datore di lavoro in caso di mobbing è particolarmente evidente quando è lui stesso a porre in essere le condotte vessatorie che configurano il mobbing.

Tuttavia, anche quando sono altri soggetti a porre in essere il mobbing, può esserci comunque la responsabilità del datore di lavoro per non aver vigilato ed evitato che si producesse questo danno alla salute del dipendente. Infatti, nel nostro ordinamento, esiste la responsabilità del datore di lavoro per il fatto illecito imputabile ai suoi preposti [3].

Mobbing aziendale: qual è il danno risarcibile?

Il lavoratore mobbizzato può subire delle gravi conseguenze dannose per la sua salute psicologica e fisica a causa dell’esposizione al mobbing.

Il mobbing, infatti, può incidere negativamente sulla salute e sulla vita del lavoratore colpendo, in particolare, tre ambiti:

  1. La salute psicologica, con il prodursi di patologie come ansia, depressione, disturbi del panico, insonnia, perdita totale di autostima;
  2. La salute fisica con l’emergere di patologie dell’apparato cardiovascolare (pressione arteriosa alta, aritmie, tachicardia, etc.), dell’apparato gastrointestinale (colite ulcerosa, reflusso grastro-esofageo, disturbi digestivi), della pelle (rush cutanei, lichen), malattie autoimmuni;
  3. La vita di relazione, con il progressivo autoisolamento del lavoratore mobbizzato e con forti ricadute negative sulla vita relazionale, affettiva e familiare.

Le conseguenze negative del mobbing possono, dunque, determinare innanzitutto una lesione permanente all’integrità psicofisica del lavoratore, ossia un danno biologico.

Il danno biologico determinato dal mobbing può essere quantificato attraverso una perizia medico legale che accerta la percentuale di danno prodotta dalla prolungata esposizione al mobbing. Tale percentuale può facilmente tradursi in una somma di denaro utilizzando le tabelle dei tribunali di Roma e di Milano sul danno biologico che, combinando la percentuale di danno biologico con l’età anagrafica del soggetto, indicano il danno risarcibile.

Il lavoratore mobbizzato, inoltre, può chiedere il risarcimento del danno patrimoniale rappresentato dagli esborsi sostenuti per far fronte alle conseguenze dannose del mobbing (scontrini per l’acquisto di medicinali, fatture per visite mediche specialistiche, fatture per attività riabilitative, etc.).

Inoltre, il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno alla vita di relazione dimostrando il nocumento subito anche con presunzioni semplici come, ad esempio, le modifiche allo stile di vita e alla vita relazionale che si sono prodotte dopo il mobbing.

Quando i danni determinati dal mobbing sono configurabili come lesioni personali, il lavoratore può agire anche in sede penale ed il datore di lavoro può anche essere considerato responsabile del reato di lesioni personali [4].

Mobbing aziendale: l’azione per il risarcimento del danno

Per ottenere il risarcimento del danno da mobbing aziendale, le strade percorribili sono essenzialmente due. Si può decidere di agire, dapprima, in sede penale, denunciando il datore di lavoro per mobbing, ossia per lesioni personali. Una volta che si è instaurato il processo penale a carico del datore di lavoro è possibile richiedere il risarcimento dei danni subiti attraverso la costituzione di parte civile.

In alternativa, si può agire direttamente in sede civile per il risarcimento del danno subito. In questo caso, occorre presentare il ricorso, attraverso il rito del lavoro, al tribunale del Lavoro competente per territorio.

Nel giudizio, l’onere della prova è a carico del lavoratore mobbizzato che dovrà provare l’effettiva sussistenza del fenomeno del mobbing, allegando documenti e testimonianze che possono confermare i singoli episodi in cui si è espresso questo fenomeno. Inoltre, il lavoratore deve offrire la prova dei danni subiti a causa del mobbing.


note

[1] Art. 32 Cost.

[2] Art. 2087 cod. civ.

[3] Art. 2049 cod. civ.

[4] Art. 582 cod. pen.


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