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Pensione anticipata: com’è tassata all’estero?

28 Luglio 2020 | Autore:
Pensione anticipata: com’è tassata all’estero?

Trattamento di previdenza erogato prima del compimento dell’età pensionabile per chi si trasferisce fuori dall’Italia: quali imposte?

La pensione anticipata è un trattamento, che può essere erogato dall’Inps da un diverso ente previdenziale, riconosciuto al lavoratore prima del compimento dell’età pensionabile, cioè del compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

L’Inps eroga diverse tipologie di pensione anticipata: dalla pensione anticipata ordinaria, che spetta con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, alla pensione per lavoratori precoci, che si ottiene con 41 anni di contributi; dalla pensione anticipata contributiva, che si raggiunge con soli 20 anni di contributi e 64 anni di età, previa maturazione di un importo minimo dell’assegno, all’opzione donna, che in cambio di un calcolo solitamente sfavorevole offre l’uscita dal lavoro alle nate entro il 1961 (1960 se autonome) con 35 anni di contributi.

Esistono poi diverse tipologie di pensione anticipata erogate dagli enti di previdenza privati o privatizzati di categoria, in pratica dalle casse dei liberi professionisti. Abbiamo parlato delle varie tipologie di trattamento nella nostra “Guida alla pensione anticipata“.

Sono numerosi i beneficiari che, consapevoli dell’elevata tassazione prevista in Italia sulle pensioni (vedi: “Pensione anticipata, com’è tassata“) e confidando in un costo più basso della vita, si trasferiscono all’estero, in Paesi in cui la pressione fiscale ed il costo della vita risultano meno elevati che nel nostro Stato.

Ma la pensione anticipata com’è tassata all’estero? È vero che alcune pensioni continuano comunque ad essere tassate in Italia? L’applicazione di un’imposizione differente non discende dalla diversa tipologia di pensione, ad esempio anticipata o di vecchiaia, ma dal titolo in base al quale è erogato il trattamento.

Normalmente, difatti, non può applicare la detassazione della pensione, o meglio la tassazione della pensione soltanto all’estero, chi, nonostante risulti residente nello Stato straniero, percepisce un trattamento in qualità di dipendente pubblico, cioè per il servizio prestato a favore della pubblica amministrazione. In questi casi, la detassazione può avvenire solo una volta acquisita la cittadinanza del Paese estero in cui si risiede.

Vi sono comunque quattro Stati in cui, sulla base delle convenzioni con l’Italia, si può beneficiare della tassazione della pensione all’estero e della detassazione nel nostro Paese, nonostante si percepisca il trattamento dalla gestione Inps dipendenti pubblici (ex Inpdap). Si tratta di Tunisia, Senegal, Cile ed Australia.

In pratica, se la pensione anticipata è erogata dall’Inps o da una cassa professionale, chi trasferisce la propria residenza all’estero non sconta la tassazione del trattamento in Italia. Se, invece, la pensione anticipata è liquidata dall’Inpdap, chi trasferisce la propria residenza all’estero sconta comunque la tassazione del trattamento in Italia, a meno che non si trasferisca in Tunisia, Cile, Senegal o Australia.

Ma osserviamo più nel dettaglio come viene tassata la pensione anticipata se ci si trasferisce all’estero.

Detassazione pensione anticipata all’estero: adempimenti

Innanzitutto, è bene chiarire che non basta trasferirsi all’estero, o meglio trasferire all’estero la propria residenza, se si vuole beneficiare della detassazione della pensione in Italia.

Bisogna invece:

  • verificare se è in vigore una convenzione che prevede la tassazione esclusiva della tipologia di pensione percepita nel Paese di residenza o nel Paese di erogazione del reddito;
  • inviare all’Inps in originale il modulo CI531 – EP-I/1, oppure EP-I/2, EP-I/3, EP-I/4, ossia in inglese, o francese, tedesco o spagnolo;
  • inviare all’Inps:
  • l’attestazione di residenza fiscale rilasciata dalla competente autorità fiscale estera (questo documento non può essere autocertificato);
  • l’attestazione o autocertificazione di cancellazione dall’anagrafe comunale italiana/iscrizione all’Aire.

Residenza all’estero

Ma quando si è considerati residenti all’estero per beneficiare della detassazione della pensione, anticipata o meno?

Per essere considerati residenti all’estero ed evitare la doppia imposizione della pensione italiana presso il Paese straniero è necessario soddisfare le seguenti condizioni:

  • non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per oltre 183 giorni negli anni ordinari, oltre 184 in quelli bisestili), con contestuale iscrizione all’Aire (anagrafe italiani residenti all’estero);
  • non essere stati domiciliati (ossia aver avuto il domicilio o la dimora abituale) in Italia per più di metà dell’anno.

Se non si soddisfa anche una sola di queste condizioni, si è considerati residenti fiscalmente in Italia.

Sono poi considerati residenti in Italia, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati nei cosiddetti paradisi fiscali, cioè in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con apposito decreto del Ministro delle Finanze.

Alcune convenzioni internazionali contro la doppia imposizione, come quelle attualmente vigenti con la Germania e con la Svizzera, prevedono il frazionamento del periodo d’imposta:

  • in caso di trasferimento della residenza nel corso dell’anno di riferimento;
  • se l’interessato risiede in Italia per un periodo inferiore alla metà dell’anno [1].

Come funziona la detassazione della pensione anticipata all’estero?

Come abbiamo osservato, la pensione, anticipata o meno, non è tassata in Italia nelle ipotesi previste dalle convenzioni internazionali, qualora il pensionato si trasferisca all’estero o acquisti la cittadinanza estera.

In sostanza, il pensionato riceve il trattamento al lordo dell’Irpef e delle addizionali: può verificare la corretta applicazione della detassazione dal servizio Cedolino pensione, al quale può accedere, con le proprie credenziali dispositive, dal sito web dell’Inps.

Ma la tassazione estera come funziona? Sulla pensione detassata in Italia sono applicate le imposte previste dallo Stato estero: l’imposizione cambia dunque notevolmente, in base alla normativa applicata dal Paese di residenza. Vi sono Stati in cui la pensione è totalmente detassata, o non sconta imposte sino a un determinato limite di reddito; altri Paesi in cui l’aliquota d’imposta applicata è comunque molto bassa.

Detassazione pensione anticipata all’estero: quale Paese conviene di più?

Se si ha intenzione di trasferirsi all’estero per godere della propria pensione anticipata, in ogni caso, è consigliabile, dopo aver valutato l’importo lordo del trattamento spettante, non solo aver riguardo al regime fiscale vigente nel Paese di destinazione, regime che può essere variato da un anno all’altro in base a nuove leggi, ma considerare anche:

  • il costo della vita nella città in cui ci si vuole trasferire;
  • i servizi disponibili nella zona;
  • la sicurezza sociale offerta (non solo protezione dalla criminalità, ma anche cure mediche e servizi pubblici di assistenza a disposizione);
  • la distanza con l’Italia;
  • la lingua e la cultura (potrebbero sorgere serie difficoltà di ambientazione9;
  • il clima (solitamente, un clima temperato, non rigido, comporta bassi consumi di gas ed elettricità).

Per farsi un’idea più completa, leggi “Pensione, dove si vive meglio?“.


note

[1] Ris. 471/E/2008.


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