La ricetta di Confindustria per far ripartire il lavoro

28 Luglio 2020 | Autore:
La ricetta di Confindustria per far ripartire il lavoro

L’associazione degli imprenditori presenta al ministro Catalfo la sua proposta: sostegno al reddito vincolato alla volontà di ritrovare un’occupazione.

Meno sussidi e più aiuti per la ricollocazione. È questa la ricetta di Confindustria per far ripartire il mercato del lavoro, pur senza far mancare a chi è in difficoltà un sostegno al reddito. L’associazione degli imprenditori ha illustrato il suo piano al ministro Nunzia Catalfo. Un pacchetto di proposte che mira al rilancio dell’occupazione, più che alla sola garanzia di un sussidio economico, che – si legge sul documento – deve essere funzionale all’obiettivo della ricollocazione e condizionato alla collaborazione del disoccupato nelle attività propedeutiche al reimpiego.

È in questa chiave che Confindustria immagina, ad esempio, l’intervento su chi perde il posto di lavoro: assicurargli un sostegno alla rioccupazione anziché limitarsi ad erogare un’indennità a fine mese, allargando ai disoccupati l’assegno di ricollocazione riservato oggi ai percettori del reddito di cittadinanza.

E ancora: occorre rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali per renderlo più consono alla metamorfosi del tessuto economico con un doppio intervento. Da una parte, assicurare tutti i dipendenti contro il rischio di perdere il reddito a causa della sospensione o della riduzione dell’attività lavorativa con l’aiuto delle aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni. Dall’altra, introducendo delle politiche attive in tema di cassa integrazione, impegnando il ministro dello Sviluppo economico a diversificare le situazioni di crisi connotate dai piani di sviluppo ed il ministero del Lavoro a gestire gli esuberi.

Per quanto riguarda la Naspi, cioè il sussidio per chi perde involontariamente il lavoro, Confindustria ritiene necessario un riequilibrio delle aliquote contributive nei diversi settori (industria, artigianato, ecc.), il che, secondo gli imprenditori, avrebbe effetto positivo anche sull’andamento economico della gestione dell’Inps, in difficoltà su questo versante. La proposta di Confindustria è quella di distinguere due quote: una di un ammontare non inferiore all’importo del reddito di cittadinanza ed un’altra erogata solo a fronte di attività formativa finalizzata alla ricollocazione. In altre parole: un importo fisso ed uno variabile a seconda di quanto si dà da fare il lavoratore disoccupato a trovare una nuova occupazione.



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