Donna e famiglia | Articoli

Separazione e spese straordinarie figlio: chi paga?

28 Luglio 2020
Separazione e spese straordinarie figlio: chi paga?

Mantenimento dei figli: quali sono i criteri e le modalità per far fronte alle esigenze imprevedibili ed eccezionali.

Non tutti sanno che la separazione non comporta la fine del matrimonio, ma ne sospende solo gli effetti. I coniugi, in pratica, non sono più obbligati a vivere sotto lo stesso tetto e ad essere fedeli. Sebbene si smetta di essere marito e moglie, tuttavia si rimane sempre genitori e occorre contribuire al mantenimento dei figli. In questo articolo faremo il punto della situazione sulla separazione e le spese straordinarie per il figlio: chi paga? Quali sono i criteri da seguire? In linea generale, si tratta di spese necessarie per far fronte ad esigenze eccezionali ed imprevedibili quali, ad esempio, un master universitario, un intervento chirurgico, un viaggio d’istruzione, ecc. Sia il padre che la madre devono provvedere, ciascuno al 50%. Ma procediamo con ordine e vediamo insieme quali sono le modalità di ripartizione di queste spese.

Cos’è la separazione?

Prima di affrontare il tema principale, cioè le spese straordinarie dei figli, soffermiamoci brevemente sulla separazione. Di cosa si tratta? Partiamo da un esempio.

Tizio e Caia sono in crisi da diverso tempo e decidono di separarsi. Il giudice li autorizza a non vivere più insieme, ma impone al marito l’obbligo di corrispondere alla moglie un assegno di mantenimento mensile, considerato che la donna non lavora.

Come puoi notare anche tu, la separazione è un rimedio temporaneo alla crisi coniugale. In pratica, marito e moglie sono autorizzati a vivere in due case diverse e ad avere altre relazioni sentimentali. Tale situazione perdura fino a quando non interviene una riconciliazione oppure il divorzio (che invece determina la fine del matrimonio). Durante la separazione, tuttavia, sussiste comunque il dovere di aiutare il coniuge più debole economicamente e i figli (qualora ci siano).

Separazione: il mantenimento dei figli 

Come già anticipato, i genitori separati devono provvedere, ciascuno in base alle proprie sostanze, al mantenimento dei figli. A dispetto di quanto si pensi, tale dovere sussiste fino a quando il figlio non diventi indipendente dal punto di vista economico (il che potrebbe anche non accadere una volta raggiunta la maturità). Ti faccio un esempio per farti capire meglio.

Mevio e Sempronia si separano e il giudice stabilisce che il papà corrisponda al figlio Caio, di 12 anni, un assegno di mantenimento pari a 300 euro mensili. Passano gli anni e Caio raggiunge la maturità, ma invece di andare a lavorare decide di iscriversi alla facoltà di medicina.

Ebbene, nell’esempio riportato, Caio, nonostante la maggiore età, dipende ancora dai genitori, i quali sono tenuti a pagargli gli studi universitari. Qualcuno, però, potrebbe lamentarsi e chiedersi fino a quando un genitore deve mantenere un figlio. In realtà, non esiste un limite temporale, come già detto, tale dovere dura fino al raggiungimento di una stabilità economica del ragazzo, a condizione che sia diligente nello studio e nella ricerca del lavoro. È chiaro che se un figlio maggiorenne è pigro e svogliato e non ha nessuna voglia di faticare per guadagnarsi da vivere non avrà diritto al mantenimento.

Ma come si decide l’entità del mantenimento a favore dei figli? Ti dico subito che l’importo è variabile e dipende dalle risorse economiche dei genitori. Se non c’è un accordo, allora è necessario ricorrere al giudice, il quale farà un’attenta valutazione in base alle esigenze educative dei figli, al tenore di vita a cui erano abituati prima della separazione e al tempo di permanenza presso ciascun genitore.

Separazione e spese straordinarie figlio: chi paga?

Nell’assegno di mantenimento riconosciuto a favore dei figli non sono comprese le spese straordinarie, vale a dire quelle destinate a soddisfare esigenze imprevedibili ed eccezionali. Pensa, ad esempio, al bambino che ha bisogno di una visita specialistica, di libri scolastici, di lezioni private, di un paio di occhiali da vista, ecc. Nella maggior parte dei casi, le spese straordinarie sono ripartite tra i genitori nella misura del 50%. Ti faccio ancora una volta un esempio che ti aiuti a capire il meccanismo.

Tizio e Caia sono due genitori separati. Per il loro figlio di 7 anni, Tizio corrisponde mensilmente alla moglie un assegno di mantenimento di 350 euro. Un giorno, però, il bambino si rompe il braccio giocando a pallone. La mamma lo porta subito dal dottore per una visita specialistica per un importo di 200 euro. A questo punto, Caia chiede al marito la metà dell’importo pagato, cioè 100 euro.

Dall’esempio emerge che Caia, una volta pagata per intero la cura ortopedica al figlio, ha diritto a chiedere il rimborso a Tizio della metà dell’importo. Quest’ultimo non può sottrarsi, in quanto le spese straordinarie non sono ricomprese nell’assegno di mantenimento che corrisponde ogni mese. Va detto, altresì, che tali spese straordinarie:

  • non sono quantificabili in anticipo, ma vanno determinate di volta in volta;
  • devono essere preventivamente concordate: vuol dire che prima di affrontare la spese occorre il consenso di entrambi i coniugi (salvo alcune eccezioni).

Ma in pratica, come ottenere il rimborso? Basta informare per iscritto l’altro coniuge (allegando scontrini, ricevute, fatture, ecc.). Se quest’ultimo non risponde la spesa si considera accettata, se invece non ha intenzione di pagare deve motivare il suo dissenso, sempre per iscritto, entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta.

Spese straordinarie figli: cosa accade se un genitore non paga?

Capita spesso che un genitore si rifiuti di pagare le spese straordinarie perché le considera eccessive. In casi come questi, per evitare che solo un genitore sia tenuto ingiustamente al pagamento dell’intero ammontare, è possibile andare dal giudice ed avviare una procedura esecutiva per pignorare, ad esempio, lo stipendio o il conto corrente dell’altro coniuge. Naturalmente, è necessario ottenere prima un decreto ingiuntivo, portando al giudice gli scontrini, le ricevute, le fatture e ogni altro documento utile a dimostrare la legittimità delle spese straordinarie sostenute.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube